MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio

[post su facebook, 27 aprile 2020]

Qualche elemento concreto per cercare di capire com’è questo fatto che le scuole in Italia non possono riaprire (se non hai tempo, riassumo tutto in questo rigo: non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio. Non avete bisogno di leggere oltre).
1. Tuo figlio è un selvaggio. È brutale, lo so, ma è così: su 25 bambini che mediamente compongono una classe, ad ascoltare e fare quello che gli si chiede di fare sono sì e no in 3. Il resto della classe fa cosa gli pare. È un problema, ma era un problema pure prima, e si è cercato di segnalarlo: avere come genitore una specie di fratello maggiore (e nemmeno tanto maggiore, in quanto a maturità) ha delle conseguenze. Le conseguenze può piangersele l’insegnante in classe (è uno dei modi in cui le famiglie affrontano la questione, anche piuttosto diffuso) così come se le piangono i genitori stessi a casa (con la differenza che i responsabili dell’educazione dei figli sono i genitori, e non gli insegnanti, ai quali starebbe la responsabilità di istruirli e non di spiegargli che non possono giocare con lo schifidol durante l’ora di algebra Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio”

GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola

[Striscia rossa, 17 aprile 2020]

Occorre prendere atto del fatto che la scuola on line accentua gli aspetti classisti che hanno ammorbato la nostra scuola pubblica negli ultimi decenni, cioè ben prima che arrivasse l’epidemia. Non solo perché la scuola on line non arriva a tutti – si calcola siano più del 6 per cento del totale gli studenti isolati, esclusi. Ma anche perché, spesso e volentieri, tende a riproporre gli aspetti più regressivi, sorpassati e deleteri dell’educazione e della formazione: i compiti, l’interrogazione a tu per tu studente-professore, l’insegnamento frontale. Cioè quello che serve a salvare la forma e la burocrazia (i voti) di fronte alle famiglie degli utenti. Il famoso pezzo di carta.

È probabile che la didattica on line, nei suoi step di ricerca più avanzati, si coniughi con una didattica e una teoria pedagogica spettacolari. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola”

CARLO SCOGNAMIGLIO Pedagogia della distanza / 1 – L’emergenza educativa

[MicroMega, 16 aprile 2020]

Sono tre i volti con cui si è palesato, in Italia, il processo di adozione sistematica della didattica a distanza nel contesto scolastico: i) obbligo morale e pedagogico, resosi evidente al primo manifestarsi dell’ emergenza sanitaria; ii) questione metodologica e organizzativa, nella fase attuale, quando è ormai chiaro che le scuole non torneranno ad accogliere gli studenti prima dell’autunno prossimo; iii) complesso tema politico, da sviluppare adeguatamente quando il sequestro emozionale, che ha travolto i principali protagonisti dell’attuale dibattito pseudo-pedagogico, avrà restituito la lucidità necessaria per ponderare situazioni nuove e di difficile lettura.

1. L’emergenza educativa

Il fenomeno Covid-19 è globale, colpisce tutti. Ma in qualche luogo sta picchiando più duramente che altrove. Ad esempio in Italia. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Pedagogia della distanza / 1 – L’emergenza educativa”

ALBERTO GIOVANNI BIUSO Perché la Dad non è didattica

[Bollettino d’Ateneo, Università degli Studi di Catania, 25 aprile 2020]

Ci sono delle formule che confessano da sole il proprio limite. L’acronimo Dad –‘didattica a distanza– è una di esse. Per la chiara e documentata ragione che ‘insegnare a distanza’ è una contraddizione in termini. Insegnare è infatti un’attività e una sfida che consiste nell’incontro tra persone vive, tra corpimente che occupano lo stesso spaziotempo non per trasmettere nozioni ma per condividere un mondo.

Scambiare saperi

Insegnare significa costruire giorno dopo giorno, saluto dopo saluto, sorriso dopo sorriso una relazione profonda, rispettosa e totale con l’Altro, in modo da riconoscersi tutti nella ricchezza della differenza. Continua a leggere “ALBERTO GIOVANNI BIUSO Perché la Dad non è didattica”

RITA LIBRANDI, CLAUDIO GIOVANARDI, FRANCESCO SABATINI Documento per la ripresa della vita scolastica

[Accademia della Crusca, 24 aprile 2020]

In una fase così delicata e difficile per il sistema scolastico italiano l’Accademia della Crusca, con la Sezione Crusca Scuola, e l’Associazione per la Storia della Lingua Italiana, Sezione Scuola, sentono il dovere di intervenire sui rischi di una cattiva interpretazione delle nuove modalità d’urgenza connesse soprattutto con l’insegnamento a distanza.

Il nostro corpo docente nel suo insieme ha reagito in modo esemplare davanti all’emergenza della pandemia, dimostrando piena consapevolezza del proprio ruolo e dell’alto valore che la formazione assume nella società: rimodulando procedure, forme di comunicazione, interazione con bambini e adolescenti, potenziando al massimo l’uso degli strumenti telematici o talvolta impadronendosene per la prima volta. Continua a leggere “RITA LIBRANDI, CLAUDIO GIOVANARDI, FRANCESCO SABATINI Documento per la ripresa della vita scolastica”

ISMAELE CALACIURA ERRANTE Didattica a distanza: soluzione necessaria, ma non quella giusta

[Scomodo, 25 aprile 2020]

Come il COVID-19 sta avendo effetto sul sistema scolastico italiano

Credere che la scuola italiana riesca a garantire davvero il diritto allo studio, presa coscienza della diversità di contesti a cui dovrebbe far fronte, e che addirittura possa svolgere il suo ruolo profondo di parificatrice sociale è semplicemente impossibile. Una verità ovvia, affrontata e discussa con frequenza abbastanza ondivaga dal dibattito pubblico. Purtroppo però, gli studenti di ogni ordine e grado, dalle elementari alle università, per lenta e macchinosa disposizione ministeriale si sono ritrovati a essere valutati attraverso la formula tanto inedita quanto incerta, labile e abbastanza inesatta della “didattica a distanza”. Continua a leggere “ISMAELE CALACIURA ERRANTE Didattica a distanza: soluzione necessaria, ma non quella giusta”

MAURIZIO MAZZONESCHI I rischi di affidarsi ai colossi della tecnologia per la didattica a distanza

[Internazionale, 24 aprile 2020]

Il lockdown deciso dal governo italiano e dalla maggior parte dei paesi più ricchi ha avuto tra le sue conseguenze anche un’accelerazione nell’uso delle tecnologie digitali. Scuole e università sono state costrette ad adottare la didattica a distanza per proseguire le lezioni, e in questa emergenza stanno venendo al pettine tutti i nodi di decenni di immobilismo.

Innanzi tutto va detto che gli insegnanti, ma anche gli studenti, e i genitori, si sono dovuti far carico di inventarsi “a distanza” un modo di procedere, perché poco o nulla era stato sperimentato prima. Avanzando in ordine sparso, molte scuole e università hanno semplicemente riprodotto in videochat quello che facevano in aula.
Continua a leggere “MAURIZIO MAZZONESCHI I rischi di affidarsi ai colossi della tecnologia per la didattica a distanza”

FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone

Abbiamo risolto il problema della scarsità di dotazioni tecnologiche delle scuole: le forniamo noi e gli studenti a nostre spese (non è che applicando la stessa logica, ci faranno risolvere anche il problema degli edifici fatiscenti/non sufficientemente capienti costringendoci ad affittarli?)
Non mi devo spostare per andare a scuola: mi ha fatto risparmiare un sacco di carburante!!
Risolto, alla radice, anche il problema delle «supplenze brevi»: i docenti non mancano più, al massimo sono distanti.
Ho più tempo per me stessa.
Non torno più a casa con le corde vocali a pezzi: non esco proprio di casa.
Ho imparato a usare nuovi programmi. Continua a leggere “FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone”

FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad

[Gli Asini, 18 aprile 2020]

Qui al nord abbiamo lasciato la scuola il 21 febbraio e non siamo più rientrate.

Tra poco saranno due mesi senza scuola e i sentimenti, i propositi, i ricordi trascolorano, per grandi e piccoli. Cosa è un gruppo classe senza un luogo di vita e lavoro comune? Pensiamo alla scuola di base, a persone che hanno tra i sei e i tredici anni: due mesi sono pieni di eventi, esperienze, cambiamenti. Altre abitudini, relazioni, modi hanno preso il posto della scuola. Ognuno di noi alla fine della quarantena racconterà la sua storia, di come e dove la ha vissuta. In quale casa, con chi, con quali sentimenti, piaceri e sofferenze. E ognuno racconterà una diversa esperienza di scuola a distanza, ogni insegnante, ogni genitore, classe, ragazzino o ragazzina avrà ricordi e sensazioni differenti. Continua a leggere “FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad”

TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza

[Volerelaluna, 29 aprile 2020]

Collegi docenti, consigli di classe, opinionisti, colleghi esimi tutti entusiasti del nuovo verbo magico, il mantra che sta pervadendo la scuola italiana in questi  tempi di coronavirus. È un peana immenso, una gran celebrazione di questi nuovi strumenti telematici.

Faccio l’insegnante da circa trent’anni. Soprattutto, lo faccio alle scuole medie, ovvero le scuole di tutti, quelle dell’obbligo, ossia la vera “trincea” la scuola che prende in carico i figlie e le figlie di tutti. Non mi associo al generale entusiasmo per queste nuove modalità educative. Soprattutto non mi persuadono alla scuola dell’obbligo e per i minori. Si enfatizza la scuola come “comunità educante”, e lo è, lo deve essere. Un insegnante dovrebbe essere una figura di riferimento sociale importante nella sua comunità. Continua a leggere “TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza”