GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi

[Casa della cultura, 7 aprile 2020]

L’attuale emergenza sanitaria ha avuto effetti totalmente destabilizzanti, com’era ovvio che fosse, anche sulla scuola. Su come affrontare tale situazione straordinaria non esiste un quadro normativo specifico, e nulla è previsto dal punto di vista contrattuale[1]. D’altronde, che l’attività professionale dovesse andare avanti e che non si potesse interrompere d’improvviso la relazione con gli studenti, e il lavoro che con essi si era programmato, ha immediatamente costituito un decisivo problema per i docenti, e ha obbligato a mettere in atto una flessibilità rispetto al consueto lavoro in presenza (flessibilità metodologica, tecnologica, contenutistica, eventualmente valutativa), nella consapevolezza che nessuno può con assoluta sicurezza stabilire quale sia il tipo di soluzione didattica preferibile in una condizione mai così sperimentata nella sua radicalità. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi”

FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale

[Gli opliti di Aristotele, 12 marzo 2020]

Sono anni che il digitale è entrato nella scuola, sgomita, e cerca sempre più spazio. Ora il momento è propizio. L’emergenza del coronavirus ha sospeso la didattica tradizionale. Le scuole sono chiuse. Colossi come Amazon, Google, Wind, Fastweb, Microsoft, Connexia, Vodafone, Cisco, Pearson, infilato in fretta il vestito buono della pubblica utilità, vanno all’assalto del mercato della didattica duepuntozero, quella da fare a distanza. La chiamano perfino solidarietà digitale.

Le piattaforme digitali per una scuola online, o programmi di e-learning, come devi dire se ti prende la smania di infilare termini anglofoni con l’idea di cavalcare meglio la modernità, prolificano come funghi dopo una buia giornata di pioggia. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale”

RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19

[Roars, 2 aprile 2020]

Mentre continua il balletto dei comunicati da parte della Ministra Azzolina sui temi legati alla didattica a distanza – anche questi sospesi nella zona d’ombra fra legalità e legittimità – si mantengono aperte tutte le questioni che hanno a che fare con la didattica, generale e disciplinare. Rimane decisivo per il futuro della scuola, nel dopo pandemia, il tema della valutazione. Forse, nel tempo attuale e in quello che ci aspetta, è necessario rimettere in campo una critica serrata al Sistema Nazionale di Valutazione, a cura dell’INVALSI, alla sua funzione di stampella all’autonomia delle istituzioni scolastiche e al rapporto che tale insieme di dispositivi intrattiene con la libertà di insegnamento.

Scrivo – come in altre occasioni – di valutazione, tema che provo ad aggiornare al periodo che stiamo vivendo, di cui la scuola con le sue problematiche specifiche rappresenta un dato emergenziale. Continua a leggere “RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19”

ROBERTO CALOGIURI Il paradosso della scuola a distanza: istruzione o libertà?

[Limonate, 23 marzo 2020]

Il paradosso

Il generale stravolgimento provocato dal Covid-19, com’è noto, ha avuto conseguenze nefaste su tutta la società, e ha generato anche una situazione paradossale soprattutto nella scuola.
Perché l’unico e più urgente rimedio alla sospensione delle lezioni, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, è la didattica a distanza, ovvero la negazione della didattica tradizionale, quella in presenza, quotidiana, articolata su un contatto diretto e immediato.
Un contatto che comprende una serie di dinamiche che a distanza non possono essere controllate o praticate. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Il paradosso della scuola a distanza: istruzione o libertà?”

CATTIVE MAESTRE La scuola ai tempi del coronavirus. Alcune considerazioni sulla didattica a distanza

[Cattive maestre, 16 marzo 2020]

La chiusura delle scuole è stata una delle prime limitazioni a carattere nazionale introdotta dalle direttive governative. Un atto senza dubbio necessario. Forse persino tardivo. Una limitazione che ha anticipato solo di pochi giorni il blocco di altri settori, compreso quello recente del commercio. Si prova a rassicurare le persone sostenendo che i servizi pubblici saranno universalmente garantiti, ma nella realtà non siamo sicure sia così. La gestione dell’emergenza sta ulteriormente accentuando l’accesso differenziato ai servizi pubblici fondamentali. Basti pensare che si è messa in «quarantena» la scuola per limitare la propagazione del virus, affinché le persone bisognose di cure non affollassero un sistema sanitario nazionale strutturalmente sottodimensionato e impreparato a gestire questo evento. Continua a leggere “CATTIVE MAESTRE La scuola ai tempi del coronavirus. Alcune considerazioni sulla didattica a distanza”

LUCIA R. CAPUANA Ministro Azzolina, no, così non va!

[L. R. Capuana, 30 marzo 2020]

Ho già scritto un post sulla scuola al tempo del coronavirus, per l’esattezza appena due settimane fa, tuttavia poiché proprio in questo breve lasso di tempo si sono susseguite a ritmo serrato una lunga serie di confronti sui social network, tanti articoli sull’argomento apparsi su quasi tutti i quotidiani principali, dirette Facebook del ministro, note e contronote ministeriali a cui ha fatto seguito un risoluto comunicato dei sindacati che ha, a sua volta, suscitato piccate prese di posizione da parte di un gruppo di dirigenti scolastici che, conseguentemente ha ottenuto la pubblicazione, sempre a mezzo stampa di una risposta ferma da parte di alcuni docenti, sento l’urgenza di tornare sull’argomento.
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FRANCESCA LACAITA La partita che si gioca nella scuola

[Transform! Italia, 25 marzo 2020]

Da ormai un mese in Lombardia e da poco meno nel resto del paese la consueta attività didattica in classe è sospesa causa coronavirus. Da allora si è in regime di “didattica a distanza”, dapprima sollecitato, poi imposto dal Ministero dell’Istruzione, e attualmente normato dalla nota 388 del 17 marzo 2020. Tutto questo ha suscitato nel mondo della scuola un dibattito che però stenta a uscire da quei confini e a diventare parte della consapevolezza collettiva. Eppure dobbiamo tutti renderci conto della partita che si sta giocando in questi giorni nella scuola, e se possibile prenderne parte. Perché il suo esito, i suoi vincitori, incideranno in maniera determinante sullo scenario che si aprirà alla fine dell’emergenza. Nonché sulle sorti della sinistra. Continua a leggere “FRANCESCA LACAITA La partita che si gioca nella scuola”

NUCCIO ORDINE La dimensione umana dello studio

[«Corriere della Sera», 23 marzo 2020]

In tempo di coronavirus anche le scuole e le università si attrezzano per reagire all’emergenza e adeguarsi alla sospensione delle attività didattiche. In rete e nei media dominano sempre più parole-chiave che evocano l’universo dell’insegnamento virtuale. L’eccezionalità della situazione ci ha fatto anche capire l’importanza di un coordinamento nazionale e i pericoli che si potrebbero correre consegnando l’istruzione e il servizio sanitario all’arbitrio delle singole Regioni. Mi preoccupano, però, alcuni interventi che considerano l’epidemia come una straordinaria occasione per rilanciare l’«educazione digitale». Continua a leggere “NUCCIO ORDINE La dimensione umana dello studio”

GIOVANNA CALTANISSETTA – DANILO CORRADI La lezione del contagio

[Jacobin, 20 marzo 2020]

La Didattica a distanza è la forma attuale dell’istruzione pubblica, causa pandemia. Ma il mezzo tecnico esaurisce la questione? Può la scuola – come sostiene il Ministero – ignorare il contesto e proseguire sulle piattaforme digitali come se nulla fosse?

Le scuole, prima in Lombardia, poi nel resto del paese, sono stati i primi spazi pubblici chiusi d’ufficio a causa del Coronavirus. Una decisione epocale, con tempi al momento ancora sconosciuti. Sin dalle prime ore di «sospensione delle attività didattiche», la Dad – «Didattica a distanza» – è stata proposta con forza come mezzo alternativo capace di garantire continuità formativa e diritto allo studio in tempi di pandemia.
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GIANNI MARCONATO Verso nuove competenze chiave e di cittadinanza

[La scuola e noi, 16 marzo 2020]

Quali siano le “competenze” che la scuola è istituzionalmente chiamata a sviluppare è chiaramente definito da una Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018. Queste le competenze:

  • competenza alfabetica funzionale
  • competenza multilinguistica
  • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria,
  • competenza digitale
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
  • competenza in materia di cittadinanza
  • competenza imprenditoriale
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

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