FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone

Abbiamo risolto il problema della scarsità di dotazioni tecnologiche delle scuole: le forniamo noi e gli studenti a nostre spese (non è che applicando la stessa logica, ci faranno risolvere anche il problema degli edifici fatiscenti/non sufficientemente capienti costringendoci ad affittarli?)
Non mi devo spostare per andare a scuola: mi ha fatto risparmiare un sacco di carburante!!
Risolto, alla radice, anche il problema delle «supplenze brevi»: i docenti non mancano più, al massimo sono distanti.
Ho più tempo per me stessa.
Non torno più a casa con le corde vocali a pezzi: non esco proprio di casa.
Ho imparato a usare nuovi programmi. Continua a leggere “FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone”

FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad

[Gli Asini, 18 aprile 2020]

Qui al nord abbiamo lasciato la scuola il 21 febbraio e non siamo più rientrate.

Tra poco saranno due mesi senza scuola e i sentimenti, i propositi, i ricordi trascolorano, per grandi e piccoli. Cosa è un gruppo classe senza un luogo di vita e lavoro comune? Pensiamo alla scuola di base, a persone che hanno tra i sei e i tredici anni: due mesi sono pieni di eventi, esperienze, cambiamenti. Altre abitudini, relazioni, modi hanno preso il posto della scuola. Ognuno di noi alla fine della quarantena racconterà la sua storia, di come e dove la ha vissuta. In quale casa, con chi, con quali sentimenti, piaceri e sofferenze. E ognuno racconterà una diversa esperienza di scuola a distanza, ogni insegnante, ogni genitore, classe, ragazzino o ragazzina avrà ricordi e sensazioni differenti. Continua a leggere “FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad”

TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza

[Volerelaluna, 29 aprile 2020]

Collegi docenti, consigli di classe, opinionisti, colleghi esimi tutti entusiasti del nuovo verbo magico, il mantra che sta pervadendo la scuola italiana in questi  tempi di coronavirus. È un peana immenso, una gran celebrazione di questi nuovi strumenti telematici.

Faccio l’insegnante da circa trent’anni. Soprattutto, lo faccio alle scuole medie, ovvero le scuole di tutti, quelle dell’obbligo, ossia la vera “trincea” la scuola che prende in carico i figlie e le figlie di tutti. Non mi associo al generale entusiasmo per queste nuove modalità educative. Soprattutto non mi persuadono alla scuola dell’obbligo e per i minori. Si enfatizza la scuola come “comunità educante”, e lo è, lo deve essere. Un insegnante dovrebbe essere una figura di riferimento sociale importante nella sua comunità. Continua a leggere “TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza”

GIUSEPPE BAGNI – GIUSEPPE BUONDONO La scuola dei corpi e quella degli schermi

il manifesto», 16 aprile 2020]

Come per tutti i beni comuni, anche l’importanza della scuola viene riscoperta in momenti difficili come questo; per il suo essere tessuto connettivo tra i giovani e tra le generazioni, legame sociale ed esistenziale. Molte famiglie hanno saputo di più della scuola dei loro figli, con le lezioni online che entrano nelle case, rispetto a mille colloqui o alle malinconiche riunioni degli organi collegiali.

E quel tenere vivo il legame con la scuola è un balsamo per ansia e solitudine. Non per tutti, purtroppo; e questo è un punto decisivo per il futuro. La forza empatica delle lezioni dal vivo, corpi, fiati, gesti, sorrisi, suggerimenti è una ricchezza insostituibile, ovviamente. La scuola non è la stessa senza il suo «corpo a corpo» quotidiano; ma strumentazioni, competenze, facilità di accesso Continua a leggere “GIUSEPPE BAGNI – GIUSEPPE BUONDONO La scuola dei corpi e quella degli schermi”

Per una scuola libera e viva (dentro e fuori le mura)

[Roars, 4 maggio 2020]

scuolaliberaeviva

Riflessioni e spunti
di Giovanni Carosotti, Rossella Latempa, Renata Puleo, Andrea Cerroni, Gianni Vacchelli, Ivan Cervesato, Vittorio Perego [1]

Premessa

Lungi dall’essere un’opportunità per cambiare paradigma, come alcuni sembrano suggerire, la Didattica a Distanza è solo la risposta immediata, necessaria e temporanea, ad una crisi sanitaria senza precedenti. Continua a leggere “Per una scuola libera e viva (dentro e fuori le mura)”

FLAVIO MARACCHIA Non metterò voti

[Gli opliti di Aristotele, 22 aprile 2020]

In questo momento l’intero sistema dell’Istruzione, colto da un’emergenza così improvvisa, sbanda. Dietro la maschera di alcune disposizioni generali contraddittorie e lacunose, evidentemente incapaci di regolare l’irregolabile e di abbracciare insieme i diversi ordini e gradi della scuola, si finisce per abbandonare i singoli Istituti, i docenti e ogni famiglia italiana al fai dai te, all’impiego delle proprie risorse e all’esercizio di una didattica a distanza che assume colori e forme evidentemente dissimili.

In questo momento la Pubblica Istruzione evidenzia i limiti di un sistema impreparato a trovare soluzioni rapide, efficaci e condivisibili. Quello che allora fa, più o meno apertamente, è concedere a ognuno il mandato di esercitare al meglio delle proprie possibilità il dovere di una sopravvivenza necessaria ed essenziale. Non senza confusioni e grottesche contraddizioni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Non metterò voti”

ANTONIO VIGILANTE Quella distanza che rende la scuola più vicina

[Gli Stati Generali, 24 marzo 2020]

I problemi, le difficoltà, i rischi della chiusura – non si sa fino a quando – della scuola sono evidenti: primo fra tutti la possibilità concreta che chi è già indietro resti ancora più indietro, a causa del divario culturale, cui si aggiunge ora, spesso, il divario digitale. Un piccolo studente che abbia difficoltà legate alla motivazione, con alle spalle una famiglia che non lo supporta, rischia di perdere anche l’incoraggiamento e il sostegno della comunità scolastica (quando c’è: cosa che non è purtroppo scontata). E può essere che la mancanza di computer o di una stabile connessione alla rete Internet finisca per aggravare il quadro.
Vorrei però ragionare anche sulle opportunità di questa fase così difficile. Continua a leggere “ANTONIO VIGILANTE Quella distanza che rende la scuola più vicina”

GIOVANNI CAROSOTTI Contro gli insegnanti: la nuova linea della ministra Azzolina

[Roars, 14 aprile 2020]

Sarebbe stato un bene fosse proseguito quel clima di attesa e di sospensione del giudizio che, in un primo momento, sembrava dovesse prevalere tra tutte le parti che in questi anni si sono confrontate, anche molto polemicamente, sui destini della scuola italiana; anche in considerazione della opportunità di non strumentalizzare a proprio favore una situazione drammatica, che non coinvolge certo solo la scuola. Sembrava opportuno, semmai, confrontarsi a emergenza conclusa, in base alle esperienze acquisite, per valutare quanto della propria cultura professionale fosse stato messo in gioco e quali considerazioni trarne. È durato però poco. Come già testimoniato da Roars, la tentazione di strumentalizzare il ricorso obbligato alla “didattica a distanza” ha sedotto alcuni in modo irresistibile, con l’obiettivo –che sembra centrato- di condizionare l’azione di governo verso svolte autoritarie che si vorrebbero irreversibili. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Contro gli insegnanti: la nuova linea della ministra Azzolina”

JACOPO ROSATELLI I conti non tornano, la scuola smart pensata per pochi

[il manifesto, 21 aprile 2020]

Il rientro a scuola sarà complesso. Nei ragionamenti sulla fase due si evocano lezioni nei giardini degli istituti o nei musei, aule rimodulate, mix virtuosi di didattica online e in presenza: bello e impossibile. O meglio, possibile solo per chi ha risorse, spazi adatti, contesti accoglienti: insomma, per chi è avvantaggiato, e magari anche prima del virus riusciva a fare scuola in maniera «creativa». L’entusiasmo per le magnifiche sorti e progressive generate dalla crisi ignora che il sistema già fatica a funzionare in condizioni normali. Dilaga il precariato, mancano presidi e direttori amministrativi: non è certo l’ideale per affrontare tutti gli adempimenti che la riapertura imporrà. Continua a leggere “JACOPO ROSATELLI I conti non tornano, la scuola smart pensata per pochi”

RETE BESSA Brodo di DAD. Appunti per non farsi bollire a scuola durante e dopo l’emergenza coronavirus

[Giap, 20 aprile 2020]

con fotografie di Michele Lapini e una postilla di Wu Ming

1. Distopia

«Ora come ben saprà ci sono le restrizioni, tutto bloccato, non ci possiamo fare niente!»
Quest’anno ho fatto solo supplenze intermittenti, un paio di mesi di seguito al massimo e tanti giorni sparsi. Ma da tre giorni ci sono le restrizioni. Con la chiusura delle scuole, niente più chiamate di presa in carico, niente stipendio, unica via l’indennità di disoccupazione. Ma servono gli ultimi contratti, appunto, e i rispettivi pagamenti. Che mancano.
Continua a leggere “RETE BESSA Brodo di DAD. Appunti per non farsi bollire a scuola durante e dopo l’emergenza coronavirus”