PIERO CALAMANDREI Facciamo l’ipotesi

[Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950]

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata  dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. Continua a leggere “PIERO CALAMANDREI Facciamo l’ipotesi”

GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?

[«Il Mondo», 6 dicembre 1955]

Capita spesso, quando ci si batte per qualcosa, di sentirsi dire che sarebbe più urgente battersi per qualcos’altro. Per quanto concerne le proposte di rinnovamento di certe nostre tradizioni educative, che si sono avanzate su queste colonne, non ho motivo di lamentarmi, perché il coro dei consensi è stato superiore ad ogni mia aspettativa. Tuttavia, qualche amico mi ha per esempio osservato che è molto rischioso propugnare una maggiore libertà di scelta e di approfondimento degli studi, specie per la preparazione all’esame di maturità, quando chi se ne avvantaggerebbe di più sarebbe probabilmente la scuola privata, che invece occorre tenere fermamente legata ai suoi obblighi. Continua a leggere “GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?”

MARCO SASSANO e MARCO DE POLI La scuola che vogliono gli studenti

[«Quindici», 1, giugno 1967]

Come è naturale, questo clima di repressione non ha fatto altro che rafforzare, nelle principali città, il movimento studentesco; così 8000 studenti a Torino e 3000 a Viareggio hanno scioperato in febbraio per la libertà delle associazioni dei giornali studenteschi; nel frattempo sul piano teorico si è arrivati alla stesura di documenti che esprimono le rivendicazioni degli studenti per la riforma della scuola media superiore. Continua a leggere “MARCO SASSANO e MARCO DE POLI La scuola che vogliono gli studenti”

Per una scuola media superiore unica e di massa fino a 18 anni

[Intervento della commissione scuola di Lotta continua, 1976]

Siamo per una scuola media superiore unica e di massa fino ai 18 anni, senza canali rigidamente separati al suo interno. Questo non significa escludere qualsiasi specializzazione, ma affermare che le specializzazioni devono essere opzioni nell’ambito della scuola unica, devono essere intercomunicanti (ogni scelta deve essere reversibile) e soprattutto non devono sfociare in titoli di studio diversi gerarchicamente differenziati. La formazione professionale specifica – e ogni tipo di aggiormento – la si può e la si deve acquisire direttamente sul posto di lavoro (a spese dei padroni e nell’orario di lavoro). Il rapporto teoria-pratica che risulta dalle esperienze di socialismo realizzato (Cina), da un lato, e, per altri versi, la nuova organizzazione del lavoro nel capitalismo, concorrono a mettere in crisi le concezioni tradizionali della professionalità e a metterne in luce il carattere ‘borghese’ (politico) e non oggettivo. Continua a leggere “Per una scuola media superiore unica e di massa fino a 18 anni”

ANDREA BAGNI Microfisica della Moratti

Che cosa resterà alla fine della Moratti, quali cicatrici quanta ruggine dentro e fuori le scuole?
Quello che è accaduto nella scuola elementare e nella media è stato sotto gli occhi di tutti, per quanto le resistenze non l’abbiano ancora fatto andare a regime: dal tempo pieno al tempo riempito secondo i gusti del cliente (la chiamano personalizzazione); dalla collaborazione fra docenti al tutor sovra-ordinato gerarchicamente; dal fare creativo lavori di tutti i generi al depositarsi dei propri crediti nel port-folio come un catalogo di rappresentanza da esibire… Ma lì la scuola è stata toccata sul vivo ed è stata viva. Inoltre la megamacchina scolastica ci mette del suo a rallentare tutti i processi ìinnovativiî. Come dicono i sindacalisti, la partita non è chiusa. Continua a leggere “ANDREA BAGNI Microfisica della Moratti”

ROBERTA GAGLIARDI La logica dei 30 punti

Fra pochi giorni sosterrò finalmente l’esame di abilitazione che rinvio da quasi due anni anche perché, ad un certo momento, ho potuto usufruire della famosa, e giustamente vituperata, sanatoria del corso riservato e ho abbandonato lezioni ed esami di una scuola che tutto mi sembrava fuorché il luogo dove si formano dei bravi insegnanti, preparati nella didattica delle discipline (non nelle discipline stesse), nell’approccio con gli studenti, nella programmazione delle attività. Sono stata sfortunata: ho avuto professori ottusi e supervisori isterici, frustrati e frustranti. Ma a questo punto si tratta di una polemica del tutto sterile.  Continua a leggere “ROBERTA GAGLIARDI La logica dei 30 punti”

CLAUDIO ASCIUTI L’istruzione nel terzo millennio, ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e a marinare la scuola

[«Carmilla», 6 febbraio 2005]

Introbo ad inferos

Lo smantellamento della scuola pubblica, iniziato in era berlingueriana e accelerato dalla Controriforma Moratti, avanza di giorno in giorno fra lamenti, contumelie e improperi; becchini dell’istruzione pubblica e corifei di quella privata, operatori d’ogni tipo e credo, fede e partito assistono al naufragio: alcuni accelerandolo, altri simulando di fermarlo.
Le Controriforme nascono d’altronde non dalla necessità del rinnovamento, ma da quella della reazione: in questo caso con l’aggravio di uno dei fenomeni tipici della società odierna, ovvero la contraddittorietà continua, perniciosa; basti dare un’occhiata ai fenomeni didattici più eclatanti per accorgersi che suddetti altro non sono se non spaccati o emanazioni di quella congiunzione schizoide che é la vita reale. Continua a leggere “CLAUDIO ASCIUTI L’istruzione nel terzo millennio, ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e a marinare la scuola”