MARCELO RINESI Le aziende non resisteranno alla tentazione di usare software che mentono

[Ieet, Stati Uniti, 30 ottobre 2015]

La Volkswagen non ha prodotto un’automobile difettosa: l’ha programmata per barare con intelligenza. Le regole danno per scontato che esseri umani inattendibili vivano in un universo affidabile: le persone sono tentate di mentire se pensano che i vantaggi siano superiori ai rischi, gli oggetti no. Continua a leggere “MARCELO RINESI Le aziende non resisteranno alla tentazione di usare software che mentono”

ABRAHAM LINCOLN Caro professore

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso. Continua a leggere “ABRAHAM LINCOLN Caro professore”

EDGAR ALLAN POE Il ritratto ovale

Il castello dove il mio scudiero si era azzardato a entrare con la forza (per evitare che, ferito gravemente, trascorressi la notte all’aperto) era uno di quegli edifici, misto di tetraggine e sfarzo, che da secoli – nella realtà, come nell’immaginazione della signora Radcliffe – si innalzano minacciosi tra gli Appennini. Sembrava che fosse stato abbandonato da pochissimo, però non in maniera definitiva. Ci sistemammo in una delle stanze più piccole e meno sontuosamente arredate, in una torre appartata. Continua a leggere “EDGAR ALLAN POE Il ritratto ovale”

Internet

Internet nasce come contrazione di interconnected networks ‘reti interconnesse’ e indica l’insieme di oggetti fisici che consentono un collegamento tra dispositivi. Attraverso il sistema di reti interconnesse, due dispositivi, identificati da un numero (il cosiddetto indirizzo IP) possono dialogare usando vari protocolli.
Marco Biffi, Le parole nella rete

Il paradosso di internet – le aveva detto un giorno a pranzo – è che ha reso molto più facile il lavoro del giornalista. In cinque minuti puoi fare una ricerca che una volta avrebbe richiesto cinque giorni. Ma internet sta anche uccidendo il giornalismo. Niente può sostituire il reporter che segue lo stesso argomento da vent’anni, che ha coltivato le sue fonti, che conosce la differenza tra una storia e una non-storia.
Jonathan Franzen, Purity Continua a leggere “Internet”

FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile

La vita quotidiana nella buona scuola

Il primo collegio (1 settembre)

Il preside Affabile è affabile finché tutti intorno gli sorridono, stendono tappetini, fanno inchini. Quando una collega si alza durante il collegio e chiede chiarimenti su come sono state spalmate le ore di potenziamento Affabile perde quella sua aria paterna. Inizia ad alzare la voce: voi (fa un gesto come per abbracciare tutto il collegio) voi… voi da quest’anno siete tutti potenziatori. Anzi, per me siete tutti potenziatori. Poi, il tono torna affabile: per favore non usate più quell’espressione, spalmare. Siamo in una scuola, non dietro al banco di Mac Donald’s. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile”

ANDREA CAMILLERI L’odore del diavolo

[da «Un mese con Montalbano»]

La signora Clementina Vasile Cozzo era un’anziana ex maestra, paralitica, che aveva aiutato in diverse occasioni il commissario Montalbano. Tra loro era nata qualcosa di più che un’amicizia: il commissario, che aveva perso la madre quand’era picciliddro, provava una specie di sentimento filiale. Spesso Montalbano, dopo essere andato a farle visita, si tratteneva a pranzo o a cena, la cucina della càmmarera Pina prometteva bene e manteneva sempre meglio.
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