ANNA ANGELUCCI Scuola: il valore di imparare cose inutili

[Su la testa, settembre 2023]

Nella sua indimenticabile Lectio Magistralis del 20221 uno straordinario Nuccio Ordine – docente universitario, storico della letteratura, saggista e critico letterario prematuramente scomparso – ha sottolineato con vigorosa passione e forza argomentativa l’utilità dell’inutile2, ovvero l’importanza della cultura, umanistica e scientifica, nell’accezione più ampia e unitaria del termine, svincolata da qualunque impiego pratico e utilitaristico prescrittivo e immediato.

Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Scuola: il valore di imparare cose inutili”

OTTIERO OTTIERI La monotonia lascia libera la fantasia e riscatta lo spirito dell’uomo

Da «Donnarumma all’assalto»

Forniamo una rigogliosa terra vergine ai sociologi. Possono studiare qui tanto i rapporti fra l’industria moderna e il meridione, quanto i problemi interni all’industria, che danno un colore storico a questo rapporto. Nella nostra fabbrica l’automazione si intravede; ma intanto vi domina la fase dell’automatismo, quella che ancora non reintegra i lavori parcellari (a ognuno un frammento di lavoro e sempre il medesimo), che anzi, dopo aver fatto esplodere l’antico posto di lavoro unitario, lo polverizza sempre di più.
Fino a dove lo polverizza? Fino all’optimum del rendimento. Quando – già si vede – si vedrà l’uomo stanco e fiacco per l’eccessiva frammentarietà della mansione, allora si penserà a riallargarla, rendendola meno automatica e più varia. Continua a leggere “OTTIERO OTTIERI La monotonia lascia libera la fantasia e riscatta lo spirito dell’uomo”

Insignificanza

L’insignificanza, amico mio, è l’essenza della vita. È con noi ovunque e sempre. È presente anche dove nessuno la vuole vedere: negli orrori, nelle battaglie cruente, nelle peggiori sciagure. Occorre spesso coraggio per riconoscerla in condizioni tanto drammatiche e per chiamarla con il suo nome. Ma non basta riconoscerla, bisogna amarla, l’insignificanza, bisogna imparare ad amarla.

Da Milan Kundera, L’insignificanza

MICHELANGELO O notte, o dolce tempo, benché nero

O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.

Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.

O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio; Continua a leggere “MICHELANGELO O notte, o dolce tempo, benché nero”

ALBERTO CAMERINI Rock’n’Roll Robot

Da «Rudy e Rita» (1981)

Se il mondo ti confonde, non lo capisci più
Se nulla ti soddisfa, ti annoi sempre più
Scienziati ed ingegneri hanno inventato già
Una generazione di bambole robot

C’è questo tipo strano, vedrai ti piacerà
Lui suona la chitarra in una rock’n’roll band
È come un Arlecchino ma non si rompe mai
Attacchi la corrente, si accende e partirà

Continua a leggere “ALBERTO CAMERINI Rock’n’Roll Robot”

STEFANO BORRONI BARALE La transizione digitale, terreno di un nuovo conflitto sociale

[Su la testa, settembre 2023]

Il modo migliore per mantenere le persone passive e obbedienti è quello di limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma permettere un un dibattito molto vivace all’interno dello spettro, incoraggiando le opinioni più critiche. Questo dà alle persone la sensazione che ci sia un libero pensiero in corso, mentre per tutto il tempo i presupposti del sistema vengono rafforzati dai limiti posti alla portata del dibattito.
Noam A. Chomsky, The common good, 1998

Il dibattito odierno sulla tecnologia è letteralmente ostruito da definizioni e concetti che nascondono al loro interno pensieri, visioni e assiomi di chi le conia. Il risultato è una narrazione mistificata della tecnologia, dei rapporti di forza che essa impone alla società attraverso cambiamenti dirompenti1 e che consolida attraverso la burocrazia dei suoi apparati composti da tecnologia, istituzioni e ideologia2.

Continua a leggere “STEFANO BORRONI BARALE La transizione digitale, terreno di un nuovo conflitto sociale”

RACHEL GUTMAN-WEI Scrivere a mano è un’arte

[«The Atlantic», 11 luglio 2023, tradotto da Internazionale, 12 agosto 2023]

Poiché sono una scrittrice, e poiché sono un’accumulatrice compulsiva, il mio appartamento è disseminato di taccuini che contengono un miscuglio di annotazioni ed elaborati scolastici. Molte pagine non hanno data, ma io posso dire a quale periodo della mia vita corrispondono semplicemente guardando la calligrafia. Nei primi scritti, quando ero alle elementari, la mia grafia era spigolosa, frastagliata; persino le “e” presentavano angoli acuti. Alle medie, quando volevo essere più femminile (e stavo comunque fallendo), scrivevo lettere più tondeggianti, ogni curva era una bolla pronta a scoppiare. Al liceo, quando era giunto il momento di prendere sul serio l’iscrizione all’università, ho adottato il corsivo, snello e controllato.

Continua a leggere “RACHEL GUTMAN-WEI Scrivere a mano è un’arte”

ELIO PAGLIARANI Due temi svolti

Dalle «Cronache» (1947-1953)

I

Adesso studio nelle commerciali
ma da grande farò lo spazzino
all’aperto, perché ci voglio bene, a Milano
e le strade voglio pulire
e mi piacciono tanto le tute
e darò una mano all’agente
se una coppia calpesta il giardino
e picchierò i bambini che saltano
perché mi ricordo mio nonno
che non voleva vedermi giocare
contento: «i bambini devono piangere
gli uomini lavorare».

Continua a leggere “ELIO PAGLIARANI Due temi svolti”

Come difendere la scuola della Costituzione (vademecum)

[Da Cobas Scuola Palermo, 30 agosto 2023]

DIFENDIAMO LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

COME AGIRE NEGLI ORGANI COLLEGIALI

Quando i Padri Costituenti scrissero l’art. 33 “L’arte e la scienza sono libere, e libero ne è l’insegnamento”, avevano chiarissimo il ruolo decisivo che la scuola aveva avuto nella fascistizzazione della società italiana; con questo articolo non consegnavano un’individuale libertà al/la docente come lavoratore/trice, ma ponevano il pluralismo e la libertà di insegnamento a garanzia della democrazia di un’intera società: principale obiettivo e responsabilità del/la docente.

Continua a leggere “Come difendere la scuola della Costituzione (vademecum)”

Candidato

(s.m.) – 1. Chi, su richiesta degli amici, acconsente con riluttanza a sacrificare i suoi interessi privati per il bene pubblico. Questa parola ha la stessa radice di «candido» e «candito», e originariamente significava bianco. In un primo tempo si era avanzata l’ipotesi che si trattasse di un’allusione al sistema ateniese di conferire un incarico per mezzo di una pallina bianca, ma successivamente le ricerche di quell’eminente filologo che è il professor Ned Townsend hanno dimostrato che la parola deriva dall’antico costume secondo il quale l’aspirante a cariche politiche distribuiva dolciumi. 2. Un gentiluomo troppo modesto per accettare gli onori della vita privata e che ricerca con ostinazione la confortevole oscurità dei pubblici uffici.

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

vedi anche Elezioni