CRISTINA TORRES CÁCERES Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.
Se non ti dico che vado a cena. Se domani, il taxi non appare.

Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in una borsa nera (Mara, Micaela, Majo, Mariana).
Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).
Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).
Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata (Arlette).
Mamita, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucia).
Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato, che erano i miei vestiti, l’alcool nel sangue.

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CARLA CASTELLI – CARLO LOIODICE 11 marzo 1977. Canzone per Francesco

Ricordate quel giorno a Bologna
Era tempo di occupazioni
Istituto di Anatomia
Caricò a freddo la polizia

Altra gente frattanto arrivava
Si sentiva già un’aria cattiva
Pugni in tasca e pugni levati
Contro i mitra e i fucili spianati. Continua a leggere “CARLA CASTELLI – CARLO LOIODICE 11 marzo 1977. Canzone per Francesco”

ROBERTO CONTU Ancora sulla lezione frontale

[La scuola e noi, 6 novembre 2023]

Il racconto di una propria esperienza in classe, per intervenire nel discorso pubblico sulla scuola, è sempre un porsi in posizione debole. Lo è perché si assume il rischio della parzialità del proprio particolare per dire dell’universale, perché vanno tenute a bada le insidie dell’individualismo (a partire dalla tentazione dei narcisismi), perché in fondo resterà sempre un’approssimazione dell’esperienza vissuta. Ma per quanto vada dichiarato il limite di tale punto di vista, con la stessa onestà andrebbe detto quanto sia esperienza comune, nel tempo dei grandi proclami e delle grandi semplificazioni, il percepire da chi è dentro la classe l’irrealtà di troppi universali nel discorso pubblico sulla scuola Continua a leggere “ROBERTO CONTU Ancora sulla lezione frontale”

EDWARD W. SAID Lettera aperta agli intellettuali ebrei americani

«MicroMega», 3, 2024

Nel 1989. lo studioso palestinese americano Edward W. Said scrisse una lettera aperta ai suoi colleghi ebrei, invitandoli a prendere posizione contro gli abusi di Israele nei confronti dei palestinesi. Ritenne tuttavia di non pubblicarla, perché troppo incendiaria. Inedita fino al 2022, quando è stata pubblicata sulla rivista statunitense «Jewish Currents»

Ho sentito spesso il rabbino Arthur Hertzberg (1) dire che per gli ebrei americani la causa di Israele è una sorta di religione laica. Continua a leggere “EDWARD W. SAID Lettera aperta agli intellettuali ebrei americani”

ATHENA FARROKHZAD La mia famiglia giunse qui con una visione marxista

Da «Suite bianca» (2013)

La mia famiglia giunse qui con una visione marxista

Mia madre riempì subito la casa di folletti ornamentali
Pesò i pro e i contro dell’albero di Natale in plastica
come se fosse problema suo

Di giorno distingueva tra vocali lunghe e brevi
come se il suono che usciva dalla sua bocca
potesse lavarle via l’olio d’oliva dalla pelle

Mia madre colava candeggina attraverso la sintassi
Dall’altro lato della punteggiatura le sillabe le divennero
più bianche di un inverno polare Continua a leggere “ATHENA FARROKHZAD La mia famiglia giunse qui con una visione marxista”

LUIGI PIRANDELLO Una mano che gira la manovella

«Quaderni di Serafino Gubbio operatore», II, 1

Soddisfo, scrivendo, a un bisogno di sfogo, prepotente. Scarico la mia professionale impassibilità e mi vendico, anche; e con me vendico tanti, condannati come me a non esser altro, che una mano che gira una manovella.
Questo doveva avvenire, e questo è finalmente avvenuto!
L’uomo che prima, poeta, deificava i suoi sentimenti e li adorava, buttati via i sentimenti, ingombro non solo inutile ma anche dannoso, e divenuto saggio e industre, s’è messo a fabbricar di ferro, d’acciajo le sue nuove divinità ed è diventato servo e schiavo di esse. Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Una mano che gira la manovella”

La guerra è bella anche se fa male

Ungaretti per la quinta volta, esce ogni 5-6 anni in media, non era difficile prevederlo (io non l’ho previsto, mi sembrava scontato), se però per gli attuali governanti Generale di De Gregori inneggia alla guerra («La guerra è bella anche se fa male») ben venga anche Ungaretti che nella Grande Guerra si è arruolato volontario ed era legato da una personale amicizia al Duce. Idem Pirandello, che ha firmato il manifesto degli intellettuali fascisti.

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A

Prima lettera di ogni alfabeto che si rispetti. È la più semplice e naturale espressione degli organi vocali umani, e ha una varietà di suoni a seconda del piacere e delle esigenze del locutore. Nei trattati di logica A serve per le affermazioni e B per le negazioni: dato che le prime sono di regola menzognere, la bilancia sembrerebbe pendere in favore dell’innocenza di B se non fosse per il fatto che le negazioni sono notoriamente false.

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

TOMMASO CAMPANELLA A certi amici

Ben seimila anni in tutto ‘l mondo io vissi:
fede ne fan l’istorie delle genti,
ch’io manifesto agli uomini presenti
co’ libri filosofici ch’io scrissi.

E tu, marmeggio, visto ch’io mi ecclissi,
ch’io non sapessi vivere argomenti,
o ch’io fossi empio; e perché il sol non tenti,
se del Fato non puoi gli immensi abissi?

Se a’ lupi i savi, che ‘l mondo riprende,
fosser d’accordo, e’ tutto bestia fôra;
ma perché, uccisi, s’empi eran, gli onora?

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