GIOVANNI BOCCACCIO Lisabetta da Messina

Dal «Decameron», IV giornata

I fratelli d’Ellisabetta uccidon l’amante di lei: egli l’apparise in sogno e mostrale dove sia sotterato; ella occultamente disotterra la testa e mettela in un testo di bassilico, e quivi su piagnendo ogni dì per una grande ora, i fratelli gliele tolgono, e ella se ne muore di dolor poco appresso.

Finita la novella d’Elissa e alquanto dal re commendata, a Filomena fu imposto che ragionasse: la quale, tutta piena di compassione del misero Gerbino e della sua donna, dopo un pietoso sospiro incominciò:

La mia novella, graziose donne, non sarà di genti di sì alta condizione come costor furono de’ quali Elissa ha raccontato, ma ella per avventura non sarà men pietosa: e a ricordarmi di quella mi tira Messina poco innanzi ricordata, dove I’accidente avvenne.

Erano adunque in Messina tre giovani fratelli e mercatanti Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Lisabetta da Messina”

Alternanza scuola lavoro

L’Alternanza Scuola Lavoro nuoce gravemente alla salute e alla vita di studenti, disoccupati, precari e lavoratori. Con 180 milioni di ore di lavoro, gratuito e obbligatorio, cedute ogni anno alle imprese, agli enti pubblici e al terzo settore, l’Alternanza Scuola Lavoro sottrae oltre 100.000 posti di lavoro.
Studenti genitori insegnanti contro l’alternanza scuola-lavoro, Roma

Corifei

È dimostrato che in tutti i Paesi europei in cui l’alternanza scuola-lavoro è consolidata e dotata di una precisa struttura organizzativa, e in quelli in cui l’apprendistato non è semplicemente un contratto ma un vero e proprio segmento del percorso formativo, le scuole contribuiscono fortemente a favorire l’occupazione e lo sviluppo industriale.
Federico Batini, Maria Ermelinda De Carlo, Tantalternanza, in “I quaderni della ricerca”, 30, 2016

Il sistema scolastico non ha più il monopolio della trasmissione del sapere

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Scuole pubbliche: per non tacere sugli attacchi delle destre e dei piromani

[Roma Levante, 5 marzo 2018]

Negli scorsi giorni si sono verificati eventi inquietanti all’interno e nei pressi di alcuni istituti superiori romani. Estremisti di destra che, pur non frequentandole, imperversano fuori e dentro i licei, e piromani ancora non meglio identificati che appiccano il fuoco a un terzo Istituto e seminano il caos in via Aquilonia incendiando le auto parcheggiate. Scene di pericolosa e incontrollata violenza che preoccupano e chiamano a una risposta decisa e coesa da parte di tutti noi.

Mercoledì 20 febbraio, al Liceo Benedetto da Norcia, l’aggressione con calci e pugni ai danni di un ragazzo, reo di mostrare scarso interesse per un volantino propagandistico distribuito da militanti di una formazione romana di estrema destra Continua a leggere “Scuole pubbliche: per non tacere sugli attacchi delle destre e dei piromani”

Immaginazione

Esageravo quando dicevo che Zurbarán mancava di immaginazione: sarebbe stato più corretto dire che mancava di fantasia. L’arte del ritratto, e Zurbarán era in primo luogo un ritrattista, è per certi versi una collaborazione tra pittore e modello; quest’ultimo deve dare qualcosa, deve avere in sé qualcosa che stuzzichi la sensibilità dell’artista tanto da consentirgli di rendere più del mero aspetto esteriore del modello. Il pittore deve avere una facoltà simile a quella con cui il romanziere entra nei suoi personaggi per pensare e sentire come loro. Questa facoltà e l’immaginazione, e Zurbarán la possedeva.
William Somerset Maugham, Zurbarán, in Lo spirito errabondo Continua a leggere “Immaginazione”

Lasciamoli lavorare (16)

Apro una finestra per dire che «Lasciamoli lavorare» si è un po’ inaridito perché il governo, per la scuola, in queste ultime settimane, sta facendo molto poco. E ne parla il meno possibile. Ma sta pensando molto. La regionalizzazione dell’istruzione è nell’agenda. Siamo già scesi in piazza. Così, per dire che abbiamo iniziato a mobilitarci. Un’altra pensata è la riforma degli organi collegiali. Bussetti ha promesso una semplificazione del Testo Unico, per esempio con l’ingresso in consiglio di istituto di un membro della società civile. La quadriennalizzazione dei licei, avverte Lucio Ficara, procede spedita. E aggiunge: «Siamo oltre la Legge 107/2015, si sta pensando anche a introdurre verifiche psico-attitudinali per i docenti, ad incentivare il bonus del merito dando alle famiglie l’opportunità di scegliere quali sono i docenti meritevoli». In compenso avremo tanta sicurezza. E la certezza che quello che c’è scritto sui libri di storia risponde a verità.

CARLO LUCARELLI Cucina

[da «Il lato sinistro del cuore»]

Don Pasquale disse: — Ma chi l’ha avuta questa bella pensata? — E tutti guardammo Mimì.
L’incarico di costruire un covo sotterraneo per quando fossero arrivati i carabinieri l’avevano dato a lui, e lui l’aveva fatto. E, tecnicamente, l’aveva fatto anche bene. Brandine, frigo bar, televisore, bagno, perfino la doccia. La botola d’entrata perfettamente nascosta tra le assi del pavimento, impossibile da individuare. I carabinieri avrebbero potuto perquisire tutta la casa e tenerla sotto controllo per un mese intero, che non ci avrebbero mai trovati. L’unico problema era la stanza che Mimì aveva scelto per metterci sotto il covo Continua a leggere “CARLO LUCARELLI Cucina”

Bello (e brutto)

Una sera, mi son presa sulle ginocchia la Bellezza. – E l’ho trovata amara. – E l’ho insultata.
Arthur Rimbaud, Una stagione all’inferno

Di veramente bello c’è soltanto quel che non può servire e niente; tutto ciò che è utile è brutto, perché è espressione di qualche bisogno, e i bisogni dell’uomo sono ignobili e disgustosi come la sua povera e inferma natura.
Théophile Gautier Continua a leggere “Bello (e brutto)”

MAURO PRESINI 10 ragioni per dire NO alla scuola delle regioni

[Like @ Rolling Stone, 25 febbraio 2019]

La scuola italiana è un «organo costituzionale» ovvero un bene comune di tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione in cui si vive e dalle diverse condizioni personali e sociali.
Le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna hanno chiesto, a questo governo, autonomia in alcuni settori, fra cui quello scolastico.
Seppur le tre regioni abbiano obiettivi diversi, io credo che regionalizzare la scuola rappresenti un pericoloso progetto di secessione.
In sintesi, sono contrario a questa proposta perché Continua a leggere “MAURO PRESINI 10 ragioni per dire NO alla scuola delle regioni”

WILLIAM SOMERSET MAUGHAM Declino e caduta del genere poliziesco

[da Lo spirito errabondo, Adelphi, Milano 2018, pp. 112-137]

Lo schema del poliziesco deduttivo è semplice: qualcuno viene ucciso, c’è un’indagine, il sospetto ricade su un certo numero di persone, il colpevole viene scoperto e condannato per il suo delitto. Questa è la formula classica e contiene in sé tutti gli elementi di un buon racconto, perché ha un inizio, uno sviluppo e una fine. È stata stabilita da Edgar Alan Poe nei Delitti della Rue Morgue, ed è stata seguita per molti anni con scrupolo. Il romanzo L’ultima inchiesta di Trent di E.C. Bentley è stato a lungo considerato un perfetto esempio di narrativa costruita secondo questi criteri. Non ha l’andamento serrato dei polizieschi di oggi, ma è scritto con gradevole leggerezza e in buon inglese. I personaggi sono ben delineati e plausibili. Lo humour è discreto. Purtroppo per l’autore, ai tempi in cui scriveva si sapeva ben poco delle impronte digitali, mentre ora sono entrate a pieno titolo nelle procedure di indagine.

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ANNA ANGELUCCI Contro le competenze

[Roars, 6 aprile 2018]

Intervento presentato a Officina dei Saperi,  Roma – 16 marzo 2018, Convegno: «Aprire le porte: creazione sociale e pedagogia del mercato. Per una scuola e una università inclusive, ecologiche e cooperative»

La parola ‘competenze’, a scuola e all’università, indica oggi un nuovo paradigma didattico imposto dall’Unione europea[1] e veicolato in Italia da Confindustria[2] e Ministero dell’istruzione, attraverso raccomandazioni, documenti e dispositivi di legge. I nuovi sillabi disciplinari, le nuove indicazioni didattiche, i nuovi modelli di certificazione: tutto ha come presupposto e finalità l’obbligo di curvare ogni insegnamento alla ‘mobilizzazione’ delle competenze dello studente, dalle elementari all’università. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Contro le competenze”