NICOLA GARDINI La lingua scritta di un’Italia ancora unita

da Studiare il latino fin dalle elementari, in «Micromega», 5, 2019, pp. 211-214

Il latino è una delle grandi lingue dell’antichità. Sa esprimere tanto i bisogni della comunicazione spicciola quanto le sottigliezze e le eleganze del pensiero, della ricerca intellettuale e della poesia. Per tempo dimostra una spiccata tendenza a tecnicizzare le faccende legali e agricole, creando gerghi specialistici e lessici settoriali. Quando parliamo di latino, parliamo di una doppia dimensione: parlato e scritto. A noi, oggi, il latino interessa come lingua scritta: lingua letteraria, lingua di cultura. Tale distinzione non va dimenticata. Chi non l’ha chiara in mente può arrivare a confusioni gravi, come pretendere che il latino faccia quello che ci si aspetta dall’inglese Continua a leggere “NICOLA GARDINI La lingua scritta di un’Italia ancora unita”

Ordine (e disordine)

Il desiderio di ordine è il pretesto virtuoso con cui l’odio per gli uomini giustifica i propri misfatti.
Milan Kundera, La cerimonia degli addii

Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono Continua a leggere “Ordine (e disordine)”

To everything turn, turn, turn (12)

Il ministro Fioramonti ha firmato il decreto Maturità: l’esame di Stato cambia anche quest’anno (cambiare sempre per non cambiare niente). «Torna il tema di storia» e «via le buste dall’orale» titola Repubblica. «Ho voluto ascoltare la voce dei docenti» dice il ministro Fioramonti. E ancora: «Non potevo ignorare il Manifesto firmato da una parte rilevante della società italiana. E ne ho condiviso la preoccupazione».

Ma anche no. Non c’è nessun «tema di storia». C’è la storia, come opzione di un testo argomentativo, dove uno storico parla di altri storici. Il testo argomentativo è già fatto, lo studente deve fare il riassunto e rispondere a delle domande di comprensione del testo. C’era anche l’anno scorso: un brano di Corrado Stajano che commenta le affermazioni di alcuni storici del XX secolo. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (12)”

Falsi

I
Pablo Neruda, Lentamente muore

Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant’Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e «muore lentamente», ma solo pochissimi siti segnalano l’errore («la Repubblica», 25 gennaio 2008)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce. Continua a leggere “Falsi”

GIUSEPPE CALICETI Il marketing scolastico alle prime armi e le sue insidie

[I bambini ci parlano, 16 novembre 2019]

Dal 2008 a oggi nelle scuole pubbliche italiane e nelle università, nonostante si siano succeduti governi diversi, c’è stato un inquietante tratto di continuità: la progressiva riduzione del personale e dei fondi dello Stato. Contemporaneamente, si parla sempre più spesso di scuole migliori e peggiori. Si fanno classifiche. Non è un caso, credo.

Tutto è partito con la famosa autonomia scolastica che, di fatto, ha iniziato a mettere in concorrenza scuole di ogni ordine e grado. La scuola si è cominciata a chiamare scuola azienda, anche se non è proprio come una azienda che produce oggetti. E studenti e loro famiglie clienti. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Il marketing scolastico alle prime armi e le sue insidie”

To everything turn, turn, turn (11)

Il ministro Fioramonti si confessa al Messaggero. Ci tiene a ricordare che viene da Tor Bella Monaca. Anche se, è costretto ad ammettere, il gap si è aggravato, ora è diventato estremo: oggi a Tor Bella se nascono scienziati, avvocati, dottori o commercialisti sarebbero costretti a rinunciare ai loro sogni perché mancano le infrastrutture. E anche un Usain Bolt non potrà mai correre perché non c’è una palestra. Al massimo Tor Bella può produrre un ministro dell’istruzione. Che disastro.

In un altro paragrafo dell’intervista il giornalista chiede al ministro Fioramonti se, preso atto che i 3 miliardi di investimenti per scuola e università non ci sono, «manterrà la parola e si dimetterà». Il ministro Fioramonti risponde che la scuola e l’università stanno annegando e lui invece vorrebbe che galleggiassero. Il giornalista incalza: e quindi? Il ministro Fioramonti, sconsolato, risponde: «E quindi dall’anno prossimo tante università non potranno pagare gli stipendi».

Tradizione/i

Le tradizioni sono sempre in gran parte inventate.
David Graeber

Se si proponesse a tutti gli uomini di fare una scelta fra le varie tradizioni e li si invitasse a scegliersi le più belle, ciascuno, dopo opportuna riflessione, preferirebbe quelle del suo paese: tanto a ciascuno sembrano di gran lunga migliori le proprie costumanze.
Erodoto

La libertà dello spirito è incompatibile con qualsiasi tipo di tradizione.
Paul Valéry, I principi di an-archia pura e applicata

AGATHA CHRISTIE Omicidio su misura

La signorina Politt impugnò il battente e bussò con garbo alla porta del villino. Dopo aver atteso con discrezione, bussò di nuovo. Nel movimento, il pacco che teneva sotto il braccio sinistro si spostò, ed essa se lo riaccomodò. Nel pacco era avvolto il nuovo abito invernale verde della signora Spenlow, pronto per la prova. Dalla mano sinistra della signorina Politt ciondolava una borsa di seta nera, che conteneva un metro a nastro, un puntaspilli e un paio di grosse forbici taglienti.
La signorina Politt era una donna alta e secca; aveva il naso affilato, labbra sottili, e radi capelli color grigio ferro. Esitò prima di bussare per la terza volta. Guardando lungo la strada, scorse una figura che s’avvicinava con passo rapido. La signorina Hartnell, una donna gioviale, di cinquantacinque anni, dal viso sciupato, la salutò con la sua abituale voce baritonale: “Buongiorno, signorina Politt!”.
La sarta rispose: “Buongiorno, signorina Hartnell”. Continua a leggere “AGATHA CHRISTIE Omicidio su misura”

CARLO SCOGNAMIGLIO L’inevitabile compromesso (Lezioni sulla Costituzione 2)

[MicroMega, 31 ottobre 2019]

L’esito delle elezioni per la Costituente del 1946 sollecita una riflessione sulla straordinaria affermazione elettorale dei cattolici. Quella comunità politica non aveva giocato un ruolo particolarmente significativo nel quadro della Resistenza, e molti osservatori fin da subito manifestarono una certa sorpresa quando la Democrazia Cristiana esplose sulla scena politica come il primo partito italiano. In verità durante il ventennio fascista, attraverso una paziente tessitura culturale e politica operata da organizzazioni come l’Azione Cattolica – unitamente ad alcune esperienze di mutualismo operaio a orientamento confessionale – si erano consolidate negli anni importanti reti di discussione e formazione politica su tutto il territorio nazionale, capaci di un rapporto diretto con le masse. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO L’inevitabile compromesso (Lezioni sulla Costituzione 2)”

MARCO MAGNI Buone e cattive scuole

Due madri, uscite piuttosto turbate dal colloquio con gli insegnanti, discutono animatamente tra loro:
– mia figlia deve studiare serenamente, e ci stanno quindici bulli in classe!
– li dovevano bocciare per bullismo, ma ora non si può dire niente…
– gli metti due, così stanno buoni
– ma al Tasso che fanno? il Tasso dicono che è la scuola migliore… (anche l’Orazio è tosto, ma il Tasso…)

Il Tasso è al vertice delle classifiche di Eduscopio, tra le scuole romane. Magari le signore pensano che ci sia arrivato perché al Tasso «bocciano per bullismo» (o perché, magari, al Tasso hanno delle celle d’isolamento nei sotterranei per i filibustieri). Continua a leggere “MARCO MAGNI Buone e cattive scuole”