[Da «L’allegria»]
Locvizza il 30 settembre 1916.
Si chiamava
Moammed Sceab
Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome Continua a leggere “GIUSEPPE UNGARETTI In memoria”
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
[Da «L’allegria»]
Locvizza il 30 settembre 1916.
Si chiamava
Moammed Sceab
Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome Continua a leggere “GIUSEPPE UNGARETTI In memoria”
[La Bottega del Barbieri, 6 giugno 2020]
Le lodi delle magnifiche sorti e progressive della didattica a distanza le lascio fuori da questo spazio, perché a essere larghi, di tutte le considerazioni possibili, quelle a favore sono al massimo il 5%.
Sento già gli entusiasti della dad (sempre minuscola) fremere, chi si contenta frema e goda.
Mi ricordano quei chirurghi che, alla domande dei parenti del malato, rispondono che l’operazione è andata bene, ma il paziente è morto.
Per la dad è lo stesso, l’operazione, per chi voleva guadagnare, in tutti i sensi, è andata bene, peccato che la scuola è morta, per quest’anno.
Ho avuto accesso ai risultati di un questionario inviato alle studentesse e studenti delle scuole superiori. Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD”
[Toscana Today, 21 giugno 2020]
Qualche settimana fa un quotidiano italiano ha scelto come titolo di prima pagina: “I prof non sono eroi”. La causa immediata era la mancanza di presidenti di commissione per l’esame di Stato, che il Ministero ha scelto di far svolgere in presenza. La causa di contesto era l’implicito paragone con il personale sanitario, meritevole di aver svolto il proprio lavoro a diretto contatto con il covid e che poteva vantare un’adesione volontaria massiccia alla chiamata per prestare servizio nelle zone maggiormente colpite. E questo è un gesto sicuramente significativo, che cioè produce segno, elemento sul quale tornerò. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO I prof non sono eroi? Il Talmud come antidoto di civiltà”
Allora, dunque, si fa un gran parlare di libertà artistica ma come si può raggiungerla se chi giudica ti etichetta in fretta? Altro non aspetta che servirti dentro un movimento, voglio musica anarchica e anarchica musica sento! E’ un batti e ribatti di dibattiti atti a premiare battiti che in effetti stando ai fatti fottono quelli che non si omologano no non è morto non li schiodi dal podio mamma quanto li odio! Ho un dito medio come rimedio al tedio di queste radio. In radio tutti Monchy con il mio walkie-talkie e me la spasso da solo in casa tipo (Matul e Corkin?). Se non ti attizzo più della Rizzo cazzo cambia indirizzo ma non dirmi che tu fai cultura che schizzo e mi (Cecchi Paonizzo?).
Rit.
Musica anarchica sbarca fra tutti questi musicisti di marca.
Ti prego sbarca anarchica musica in fondo sei l’unica prolifica, tu sei l’unica che gratifica.
Continua a leggere “CAPAREZZA Musicanarchica”
[Internazionale, 16 giugno 2020]
Nel 2019 sono state le attiviste del movimento Non una di meno, nel 2020 i ragazzi dei collettivi studenteschi: un anno una colata di vernice rosa (gli donava), l’anno dopo rossa. Non sembra amatissimo, l’Indro Montanelli in bronzo lucido e marmo nero che accoglie chi da piazza Cavour entra al parco di Porta Venezia (un tempo Giardini pubblici, ora Giardini Montanelli). Dunque non è solo in relazione agli avvenimenti di questi giorni in tutto il mondo, giorni in cui si tirano giù le statue di razzisti e schiavisti sull’onda delle proteste nate dall’uccisione di George Floyd e conseguente rivolta, che Montanelli viene verniciato a spruzzo: chi ha parlato di emulazione e addirittura di moda si sbaglia, a meno che non si voglia ammettere che la “moda” sia partita da qui.
Niente 8 marzo, quest’anno, causa covid-19, ma nei cartelli delle donne posti accanto alla statua rosa e bronzo, l’anno scorso, c’era già tutto: “Montanelli colonialista fascista e stupratore”.
Continua a leggere “SILVIA BALLESTRA Montanelli non merita una statua”
[Effimera, 28 maggio 2020]
È ormai largamente provato che il coronavirus colpisce (talora letalmente) persone di età anziana in maniera quasi esclusiva. Persone che hanno meno di quarant’anni non compaiono ch’io sappia negli elenchi dei decessi e sono rare seppur non rarissime negli elenchi dei contagiati.
Eppure, quasi in tutto il mondo, i ragazzi e le ragazze hanno rinunciato alla scuola e hanno accettato le regole della detenzione sanitaria obbligatoria (DSO).
Cioè hanno rinunciato alle due cose più importanti per una persona in età giovanile, hanno rinunciato al piacere di incontrarsi, di studiare insieme, di corteggiarsi, di far l’amore e così via. Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Il sistema psico-immunitario della generazione proto-digitale”
[Roars, 28 maggio 2020]
L’educazione si caratterizza per il suo particolare dislocamento tra piani diversi: tra presente e futuro, tra visibile ed invisibile, tra ancora e non ancora. Proprio in virtù di questo fatto l’agire educativo non può procedere in modo automatico, bensì deve essere la risultante di un soggetto che tiene presente una molteplicità di fattori. In particolar modo, deve tenerli tutti presenti nella mediazione col fine di ogni insegnamento, ovvero con l’infinito compimento dell’allievo. Di ogni allievo.
Se già Marx aveva intuito che le trasformazioni avvengono sempre su base materiale, si tratta oggi di dover decidere se subire le trasformazioni che la realtà ci mette di fronte, oppure se creare nuove condizioni materiali rispondenti al fine coincidente con questo compimento dell’uomo. Continua a leggere “DAVIDE VIERO Teledidattica in assenza”
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.
Eugenio Montale, I limoni Continua a leggere “Cuore”
[Tutta un’altra scuola, 27 maggio 2020]
La didattica a distanza non è innovazione e non è una questione digitale.
Per la verità nessun tipo di didattica è una questione digitale. La didattica ha sempre a che fare con i meccanismi dell’apprendimento e con le loro determinanti cognitive, emozionali e sociali che sono di ordine generale e individuale. Farne una questione digitale significa assumere il focus errato e fallire ogni forma di intervento migliorativo della didattica stessa.
Il digitale è certamente una risorsa importante per la scuola ma la scuola non ruota attorno al digitale: non esiste la scuola digitale, non esiste la didattica digitale come non esiste l’insegnante digitale, esistono scuola e didattica dove insegnanti e studenti usano anche il digitale quando è utile per supportare attività di apprendimento o per curvare in alcune occasioni e in direzione digitale alcune discipline. Continua a leggere “GIANNI MARCONATO La didattica a distanza non è una questione digitale”
[La Bottega del Barbieri, 22 maggio 2020]
(Premetto che la mia esperienza è solo di 35 anni, scuole superiori, istituti tecnici e professionali)
In tanti anni di insegnamento ho visto cose che voi umani non insegnanti potete solo immaginare, se avete un smisurata fantasia.
Da quando insegno ho cercato di lavorare cercando di far crescere gli studenti, di elevarli rispetto al punto di partenza.
Piano piano scopri che è una vita difficile quella di insegnare per elevare gli studenti, te ne accorgi quando sempre più i presidi (adesso dirigenti scolastici) ti chiedono perché dai qualche insufficienza (e sempre più devi giustificarti), mai ho sentito un dirigente chiedere come mai in certe materie tutti hanno voti non inferiori a otto o nove. Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Contro la scuola della mediocrazia”