Prof: un nome di persona derivato dal gerundivo?
Alì: Antonio
Prof: eh?
Alì: ho detto Andonio
Alessio: vota Antonio
Martina: Miranda
Prof: brava Martina, e come si traduce?
Martina: che deve essere ammirata?
Alessio: Fernando
Prof: …
Martina: Venere
Prof: eh?
Martina: giusto, Venere no, è infinito
Autore: alerinovaleriocom
GIROLAMO DE MICHELE Alternanza scuola lavoro, perché il sei in condotta è un arbitrio
[il manifesto, 7 aprile 2018]
Il caso. La punizione che ha colpito lo studente di Carpi che ha criticato su facebook l’alternanza scuola-lavoro non rientra tra le sanzioni disciplinari. Sorge il sospetto che sia stato punito per dimostrare che il diritto è quella cosa per la quale ha valore di legge ciò che il principe, o il preside sceriffo, o il tutor aziendale esterno, ha piacere che sia
La notizia dello studente dell’ITI Leonardo da Vinci di Carpi, sanzionato col sei in condotta per aver espresso una propria opinione sull’attività di alternanza scuola-lavoro (che fa seguito al caso di un tutor aziendale che aveva preteso un’analoga sanzione per un’intera classe, in quel caso senza esito) è preoccupante non solo perché sembra ledere la libertà di espressione – peraltro esercitata su facebook, e non negli spazi scolastici –, ma anche perché sembra reintrodurre una modalità di giustizia-fai-da-te irrispettosa delle norme che regolano le sanzioni disciplinari. Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE Alternanza scuola lavoro, perché il sei in condotta è un arbitrio”
Stelle
«Desiderare» (desiderare), «cessare di (de-) guardare le stelle (sidera)» e di conseguenza «rimanerne con il rimpianto (desiderium)».
Ivano Dionigi, Il presente non basta
Sognare le stelle denota il bisogno di tornare indietro nel tempo. Esse sono il ricordo di qualcosa che abbiamo già vissuto e di cui rimane solo lo scintillio, ma che noi percepiamo come ancora vitale, tanto da esserne incantati.
Dream. L’arte incontra i sogni
CHRISTIAN RAIMO Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s
[Internazionale, 16 novembre 2016]
Il 18 ottobre il ministero dell’istruzione (Miur) ha presentato il progetto Campioni per l’alternanza. Si tratta di un protocollo d’intesa con sedici aziende per l’alternanza scuola-lavoro nel triennio delle superiori, ed è il modello con cui il ministero ha deciso di lavorare da qui in avanti.
Di alternanza scuola-lavoro parlavamo – e criticamente – già lo scorso febbraio, spiegando cos’era questa nuova disposizione della legge 107 (la cosiddetta Buona scuola): gli studenti dei licei devono fare obbligatoriamente almeno duecento ore di attività aggiuntiva nel corso del triennio, gli studenti dei tecnici e dei professionali devono fare almeno quattrocento ore. Continua a leggere “CHRISTIAN RAIMO Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s”
Corruzione
Le conversazioni d’Italia sono un ginnasio dove colle offensioni delle parole e dei modi s’impara per una parte e si riceve stimolo dall’altra a far male a’ suoi simili co’ fatti. Nel che è riposto l’esizio (rovina, ndr) e l’infelicità sociale e nazionale. E questa è la somma della pravità e corruzion de’ costumi.
Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani Continua a leggere “Corruzione”
Sberle
Al muretto ho sentito due tizi che rimpiangevano il tempo in cui gli insegnanti davano sberle agli studenti. E le portavano a casa e mamma e papà gliene davano altre due a testa. Ora, premesso che io questo tempo non me lo ricordo il loro discorso di primo acchito mi è sembrato ridicolo, anacronistico e anche triste. Volevo dirgli che il modello autoritario della scuola è passato da un po’. Anche la famiglia, per dire. Ma questo non è un motivo per cui le sberle dovrebbero darle gli insegnanti. Stavo andando fuori tema. Il tema è che la scuola è sotto schiaffo. La categoria ha subito riforme di tutti i generi. Ogni riforma ha divelto qualcosa di buono che c’era. Renzi ha finito il lavoro. E noi, ogni volta, cercare di adattarci, adattare delle norme assurde, renderle meno assurde. E beccarsi gli insulti. E la faccia di Renzi che tronfio dice gli insegnanti devono tornare al centro. Ma al centro di cosa, di una piazza, di un bersaglio, di un ring?
GIOVANNI CAROSOTTI Il docente di filosofia, un intellettuale organico della Buona Scuola
[Roars, 19 aprile 2018]
Anche solo sfogliando il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, se ne avverte la totale continuità, stilistica e contenutistica, con le proposte precedenti: l’uso strategico della coppia «conservazione\innovazione», per screditare tutti coloro non in linea con la “didattica innovativa”; il riferimento alla «Società della Conoscenza» come condizione epocale che renderebbe inevitabile la «didattica per competenze»; la necessità di riconfigurare radicalmente la professione docente, considerando in qualche modo frenanti le competenze professionali sino a ora acquisite. Il Sillabo della filosofia non intende solo applicare la didattica per competenze alla filosofia, ma giustificare attraverso quest’ultima il quadro teorico alla base dell’intero impianto della Legge 107. Una disciplina messa al servizio della legge, e dell’esecutivo che l’ha prodotta. Ciò che più irrita del testo in esame è la caricatura della figura dell’alunno di cui si dà per scontata la mancanza di curiosità se non sono in gioco attività pratico-ludiche, e la definizione del docente quale «attivatore delle potenzialità dello studente». C’è anche il portfolio filosofico dello studente, con tanto di presunte competenze filosofiche, da testimoniare in uno specifico libretto. Un documento che costituisce un lavoro intellettuale di compiacimento verso le tesi governative e che rappresenta quanto di più ostile possa esserci all’essenza stessa (libera, dialogica, pluralista, etica) della filosofia.
Il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, pubblicato sul sito dell’INDIRE inaugura un nuovo percorso verso l’attuazione effettiva della Legge 107.
Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Il docente di filosofia, un intellettuale organico della Buona Scuola”
Convergenze
Il contrattino di Di Maio per fare un governo con la Lega o il PD (uno vale uno) è stato scritto dal prof. Giacinto Della Cananea. Non so chi sia. Un leguleio di Tor Vergata. La prima cosa che ho fatto è stata andare a vedere se si chiede l’abolizione della #buonascuola (anche di altre leggi, si capisce). Non ho trovato niente. Allora cerco le corrispondenze con la parola «scuola». Siccome il documento è in pdf me le devo cercare a mano. Ovvero devo leggere tutta la pappardella. Cultura.
Nel primo documento allegato si parla delle divergenze tra le forze politiche. La scuola non è tra le divergenze. Continua a leggere “Convergenze”
Partito politico
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 49
Un partito politico è una macchina per fabbricare passione collettiva.
Il fine primo e, in ultima analisi, l’unico fine di qualsiasi partito politico è la sua propria crescita, e questo senza alcun limite […]. Ogni partito è totalitario in nuce e nelle aspirazioni.
L’espressione dottrina di un partito politico non può mai, per la natura delle cose, avere alcun significato. È inevitabile che in realtà il partito sia esso stesso il suo proprio fine.
La soppressione dei partiti costituirebbe un bene quasi allo stato puro.
Simone Weil, Manifesto per la soppressione dei partiti politici
Capitolare di Quierzy-sur-Oise (KK 2, cc. 9- 10)
Il Capitolare di Quierzy (o Capitolare di Kiersy) è un testo normativo promulgato il 14 giugno 877 nella città di Quierzy-sur-Oise da Carlo il Calvo che concesse, di fatto, il passaggio per eredità delle cariche feudali maggiori (Wikipedia)
Se sarà morto un conte, il cui figlio sia con noi, nostro figlio, insieme con gli altri nostri fedeli disponga di coloro che furono tra i più familiari e più vicini al defunto, i quali insieme con i ministeriali della stessa contea e col vescovo amministrino la contea fino quando ciò sarà riferito a noi. Se invero avrà un figlio piccolo, questo stesso insieme con i ministeriali della contea e il vescovo, nella cui diocesi si trova, amministri la medesima contea, finché non ce ne giunga notizia. Se invece non avrà figli, nostro figlio, insieme con i rimanenti nostri fedeli, decida chi, insieme con i ministeriali della stessa contea con il vescovo, debba amministrare la stessa contea, finché non arriverà la nostra decisione. Continua a leggere “Capitolare di Quierzy-sur-Oise (KK 2, cc. 9- 10)”