Pazzia

Le persone vengono dichiarate matte da pubblici ufficiali della cui sanità mentale non si hanno prove.
Ambrose Bierce

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.
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STEFANO BENNI La terza guerra mondiale

[Da «Terra!»]

La notte del 30 agosto 2039 un’ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnava quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l’erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Metà degli abitanti invase le strade cercando scampo verso il mare. La Coca Cola vendette solo in quella notte quaranta milioni di litri di bibita, un lago nero e zuccherino che avrebbe potuto sostenere tutta la flotta USA. I cubetti di ghiaccio valevano più dei diamanti, e si narra di famiglie che si bevvero la piscina di casa. Continua a leggere “STEFANO BENNI La terza guerra mondiale”

Telecamere

Già s’è visto negli anni precedenti che, prendendo a pretesto qualche disdicevole episodio, si è perorata la causa dell’installazione di telecamere di sorveglianza negli asili, perché le maestre potrebbero abusare dei minori; negli ospedali, perché medici e infermiere potrebbero approfittare dei degenti; nei supermercati perché i clienti potrebbero rubare le sardine; nelle metropolitane perché i ragazzacci altrimenti scavalcano i tornelli; negli spogliatoi delle aziende perché i lavoratori non perdono occasione per perdere tempo o assaltare le macchinette del caffè; lungo le facciate dei palazzi, perché i graffitisti altrimenti sporcano gli intonaci; nei parchi pubblici, perché potrebbero trasformarsi in luoghi di spaccio della droga; nei centri urbani, perché i migranti importunano ricchi e turisti; nei varchi urbani, per sapere chi entra e chi esce e a che ora lo fa; nei luoghi di lavoro, per documentare cali di produttività.

Renato Curcio, La società artificiale

CIDI (centro di iniziativa democratica degli insegnanti) La scuola è il luogo dove battere l’intolleranza

[il manifesto, 18 settembre 2018]

È il momento di riprendere la parola, sarebbe imperdonabile far finta di niente quando nel Paese si sta rapidamente volatilizzando quella idea di società democratica, aperta, plurale, pronta a cercare risposte nuove alle esigenze di sempre, oggi più urgenti, di convivenza.

La scuola è il laboratorio dove storicamente il Paese ha cercato risposte, il luogo pubblico civile che chiede l’ascolto e l’accordo reciproco per raggiungere gli obiettivi di ciascuno. Continua a leggere “CIDI (centro di iniziativa democratica degli insegnanti) La scuola è il luogo dove battere l’intolleranza”

Grillo

Grillo non è solo un comico, non è solo uno showman che, prima di «scendere in campo», godeva già d’una certa notorietà presso il pubblico televisivo e teatrale: è un attore dotato di straordinario talento comunicativo e feroce verve satirica. La furia «politicamente scorretta» con cui aggredisce nelle piazze e sul web governi, partiti e sindacati, ridicolizzandoli, insultandoli e mettendone a nudo le menzogne è il linguaggio che milioni di persone incazzate con le élite economiche e politiche si aspettavano di ascoltare da tempo.

Carlo Formenti, La variante populista

ELIZABETH KOLBERT La Groenlandia si scioglie

[Internazionale, 1208, 9 giugno 2017]

Non molto tempo fa ho assistito a una cerimonia sulla calotta glaciale groenlandese in memoria di un uomo che non conoscevo. Era una cerimonia intima a cui erano presenti solo quattro persone e temevo di essere considerata un’intrusa, così ho pensato di allontanarmi. Ma ero legata a una corda, e comunque volevo esserci.
La cerimonia era dedicata a uno scienziato della Nasa di nome Alberto Behar, che lavorava al Jet propulsion laboratory di Pasadena e potrebbe essere definito un
esploratore del ventunesimo secolo. Non andava in luoghi ancora inesplorati, ma ci
mandava delle sonde.

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CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero

[Alganews, 28 settembre 2018]

Io sono un’insegnante precaria nel cuore e di ruolo da pochi anni. Sono una docente che insegna musica, che lotta ogni giorno per la scuola pubblica, per quella scuola scolpita nel cuore di Calamandrei e Don Milani. Un’insegnante non più giovanissima, ma con il cuore innamorato del suo lavoro, degli occhi dei suoi studenti e di quelle emozioni fortissime che solo loro sanno darmi. Di solito, parto la mattina presto svegliando i barboni nella stazione delle corriere. Continua a leggere “CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero”

ItaGlia e itaGliani

«Itaglia», con la g, non è solo una licenza scolastica. C’è davvero gente che grida, anzi, scandisce: «I-ta-glia», «I-ta-glia», con una brutta g in più, cioè con un eccesso nazionalistico e un tantino fascistico dentro. L’Italia non ha bisogno di una g in più, ma di gente onesta e pulita. E semmai di intelligenti rivoluzionari.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

Ora lo sento il tempo distante da me che vivo
fuori del tempo e nessuno mi ha in simpatia,
neppure quando grido che in Italia si può
essere, o ironia di una citazione!, solo
ideologici o arcadici. Sempre al servizio
di qualche re buffone, arlecchino dalle cento
piaghe.
Dario Bellezza, Amleto

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Democrazia (diretta)

Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini
Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale

Il lancio della piattaforma Rousseau, per le suggestioni che la finzione di «democrazia diretta» attraverso il ricorso alla votazione online cerca di accreditare nell’immaginario collettivo, resta paradossalmente un’operazione insidiosa. E il paradosso sta nel fatto che neppure il post-ideologico può farsi beffa di un limite logico. Cosa ci potrà mai essere, infatti, di «diretto» in un dispositivo d’intermediazione digitale brevettato che registra e profila gli elettori mettendo sia le chiavi informatiche sia il codice fonte saldamente in mano — hacker permettendo! – a un’azienda capitalistica privata che ne detiene la proprietà e opera sul mercato?
Renato Curcio, La società artificiale Continua a leggere “Democrazia (diretta)”

ALONA ARMSTRONG Come far piovere nel deserto

[«Internazionale», 1273, 14 settembre 2018]

Per contrastare il cambiamento climatico è necessario passare dai
combustibili fossili alle energie rinnovabili. Ma è importante farlo
analizzando a fondo le politiche ambientali, perché anche queste possono avere conseguenze sul clima. Per esempio, cosa succederebbe se il deserto del Sahara diventasse una gigantesca centrale solare ed eolica?

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