In questa settimana si è capito che i 14 euro saranno 8 e arriveranno ad aprile. All’anno fanno 72 euro più 6 di tredicesima. Non c’è pericolo che scatti l’aliquota. Per il resto non si muove una foglia. Ho fatto una ricerca su abolizione ambiti territoriali. Dice che è stato presentato un disegno di legge. Nulla di più. La proposta di eliminare le materie non sembra avere avuto seguito. Qualcosa si dice (in giro) sulla mobilità. Pende come una spada di Pericle (la definizione non è mia) l’ipotesi della regionalizzazione. Dice che i 5s sono contrari. Ma, dubbio, se votano senza battere ciglio il dl razzismo di Salvini, si opporranno alle norme sui trasferimenti dei docenti? Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (4)”
Autore: alerinovaleriocom
Altruismo
L’autentico altruismo supera la semplice capacità di provare pietà; è la capacità di provare empatia.
Martin Luther King Jr
Con l’altruismo c’è quasi sempre un secondo fine. Il benefattore vuole essere venerato o, peggio ancora, avere in suo potere la persona che sta aiutando. Altrimenti perché mai uno che fa una donazione a un’università si aspetta che gli dedichino un edificio?
Da David Leavitt, Il decoro
MATTEO SAUDINO 14 euro
Il governo del cambiamento propone un aumento salariale per gli insegnanti di ben 14 euro, lordi si intende.
Sinceramente, mi chiedo il perché di un aumento così generoso. Per una categoria di lavoratori intellettuali che ha trascorso gli ultimi vent’anni senza scioperare in modo forte e unitario e a fare ricorsi al Tar per salvarsi in solitudine, che ha accettato e condiviso la logica della scuola azienda e del consumo e della precarizzazione dell’istruzione, potevano bastare un buono pizza o una ricarica telefonica da 5 euro.
CLAUDIA PEPE L’alunno che ha colpito la prof. Noi non lo perdoniamo
[Alganews, 16 novembre 2018]
L’insegnante è entrata in classe alle ore 12 al cambio d’ora. Improvvisamente le luci si sono spente ed è incominciata la rabbia incontenibile, la sensazione dell’odio, una frustrazione che si è tramutata in pura violenza. Una violenza che ha portato l’insegnante ad essere trasportata all’Ospedale con una prognosi di 5 giorni. Per scoprire il colpevole sono intervenuti i Carabinieri, l’appello del preside che incitava il colpevole a farsi avanti e un’assemblea per discutere la ragione di comportamenti così brutali e disumani che accadono ormai giornalmente nelle nostre scuole. Il caso aveva scatenato polemiche a livello nazionale, tanto che alcuni giorni dopo gli studenti, in corteo, avevano deciso di smarcarsi dall’immagine di ‘scuola di bulli’ che si era venuta a creare dopo l’episodio (Fonte Il Giorno).
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Lasciamoli lavorare (3)
L’aumento per i docenti proposto dal governo “lasciamoli lavorare” ammonta a 14 euro (tredicesima di 28 euro, ndr). Come da programma: si fa il fuoco con la legna che si ha. Macari dobbiamo ringraziare che non ci sia una diminuzione (l’annata è stata magra).
Per insegnare non servirà più una formazione. Via tutto questo apparato, SSIS, TFA, PAS, FIT. Sono solo acronimi. Si impara a imparare e si impara a insegnare. Ma non si insegna a insegnare.
Mussolini ha fatto cose buone (ma anche no)
I
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori Continua a leggere “Mussolini ha fatto cose buone (ma anche no)”
NICHOLAS CARR Il potere delle macchine
[«Internazionale», 1261, 25 luglio 2014]
La sera del 12 febbraio 2009 un aereo stava volando attraverso un temporale da Newark, nel New Jersey, a Buffalo, nello stato di New York. Come ormai succede su tutti i voli di linea, i piloti non avevano molto da fare durante quel viaggio di un’ora. All’inizio il comandante Marvin Renslow si era messo ai controlli per qualche minuto e aveva fatto decollare il Bombardier Q400. Poi aveva inserito il pilota automatico, lasciando che fosse il computer a occuparsi del resto. Renslow e la sua copilota, Rebecca Shaw, avevano chiacchierato della loro famiglia, della carriera, del carattere dei controllori di volo. Nel frattempo l’aereo procedeva tranquillamente sulla sua rotta a a quota di circa cinquemila metri
Dominio
È più facile che sull’origine del dominio si costruiscano miti (apologetici o critici) che non teorie scientifiche.
Mi limiterò, in questa sede, ad abbozzare un’ipotesi esplicativa in chiave culturalista e anarchica. Questa ipotesi è che il dominio si sia presentato a un certo punto della vicenda umana come «mutazione culturale» […]. Il dominio potrebbe essere visto […] come un’innovazione culturale che in determinate condizioni si è rivelata vantaggiosa per quei gruppi sociali che la adottavano in termini di sopravvivenza Continua a leggere “Dominio”
EMANUELE ZINATO Tra pedagogia e disciplina. Note critiche sulla formazione dei docenti
[La letteratura e noi, 12 novembre 2018]
L’egemonia delle “tecniche didattiche”
Questo mio intervento intende sottoporre a una “critica dell’ideologia” l’odierno prevalere della tecnica pedagogica rispetto ai contenuti delle discipline nella formazione degli insegnanti. Le ideologie “sono contemporaneamente vere e false” (Adorno) e sembrano essere al contempo normative e non normative. Le ideologie sono il mezzo attraverso cui i rapporti di dominio penetrano nelle menti divenendo “violenza materiale” (Stuart Hall). Continua a leggere “EMANUELE ZINATO Tra pedagogia e disciplina. Note critiche sulla formazione dei docenti”
DINO BUZZATI Il crollo della Baliverna
Fra una settimana comincia il processo per il crollo della Baliverna. Che sarà di me? Verranno a prendermi?
Ho paura. Inutile ripetermi che nessuno si presenterà a testimoniare in odio a me; che della mia responsabilità il giudice istruttore non ha avuto neanche il minimo sospetto; che, anche se venissi incriminato, sarei assolto certamente; che il mio silenzio non può fare male ad alcuno; che, pur presentandomi io spontaneamente a confessare, l’imputato non ne sarebbe alleggerito. Continua a leggere “DINO BUZZATI Il crollo della Baliverna”