RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia

[Roars, 23 novembre 2020]

Anche in questo pandemico anno 2020, la Fondazione Giovanni Agnelli di Torino pubblica in Eduscopio,  la graduatoria degli istituti di secondaria superiore. Citare la fondazione torinese è un atto metonimico, rinvia all’interesse che i più importanti gruppi produttivi del nostro paese hanno verso la scuola, attenzione saldamente legata all’ormai famoso nodo del mismatching  fra mercato e formazione. Altrettanto evidente è il richiamo alla presenza costante del Presidente della FGA Andrea Gavosto sui media, attraverso i quali ammonisce e bacchetta insegnanti, sistema formativo, scelte di politica scolastica, forte della sua carriera di economista/econometrista, sedicente pedagogo ed educatore. Continua a leggere “RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia”

MARCO MAVIGLIA Dirigenti «Sceriffi» e Docenti Sudditi

[Educazione&Scuola, 21 novembre 2020]

In altre occasioni[1] abbiamo già avuto modo di analizzare la dinamica che spesso di crea tra alcuni dirigenti scolastici e i docenti (ma il discorso riguarda più in generale il rapporto tra il dirigente e l’insieme del personale). Naturalmente nessuno vuole misconoscere le oggettive difficoltà che spesso i dirigenti si trovano ad affrontare nella gestione quotidiana dell’Istituto loro affidato e i mille e imprevedibili problemi che pressoché ogni giorno sono costretti a risolvere, in un modo o nell’altro. A tutto si aggiunga che nel corso dell’ultimo decennio gli interventi formativi messi in campo dall’Amministrazione scolastica a sostegno della professionalità dei dirigenti si sono focalizzati essenzialmente su questioni di carattere giuridico-amministrativo Continua a leggere “MARCO MAVIGLIA Dirigenti «Sceriffi» e Docenti Sudditi”

JAMES THURBER La terribile Cappuccetto Rosso

Un lupo aspettava un giorno nel folto della foresta il passaggio d’una fanciulla che doveva portare un cestello di provviste alla nonna.
Finalmente la fanciulla arrivò: portava la cesta dei commestibili.
«Porti quel canestro a tua nonna?» domandò il lupo.
La fanciulla rispose di sì, che lo portava alla nonna.
Allora il lupo le chiese dove abitava la nonna; la fanciulla glielo disse e quello scomparve
nel bosco.
Quando la fanciulla aprì la porta della capanna, vide che qualcuno stava nel letto, qualcuno con un berretto da notte.
Ma non s’era avvicinata più di tre metri al letto e già s’accorgeva che non si trattava della nonna, bensì del lupo Continua a leggere “JAMES THURBER La terribile Cappuccetto Rosso”

WU MING 4 Cronache dall’Assurdistan: DAD & coprifuoco fino alla vittoria!

[Giap, 8 novembre 2020]

Ieri pomeriggio, insieme ai miei due soci, sono stato in Piazza Maggiore a Bologna, alla manifestazione per chiedere la riapertura delle scuole superiori. Considerato il clima plumbeo del paese, e la scarsa pubblicizzazione dell’evento – praticamente solo tam tam – e nessuna sigla di peso a organizzarla, è stata piuttosto partecipata. Faccio fatica a quantificare, perché dovendo stare distanziati occupavamo una superficie tripla rispetto al normale.

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ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1

[La voce di Tristan, 30 ottobre 2020]

Alzi la mano, chi ha soluzioni da proporre, per la scuola che sarà domani. Io non ne ho; al massimo avanzo l’ennesima aporia contro quell’aberrante esperienza che è – è stata e sarà ancora, a quanto pare – la Didattica a Distanza. Perché di certezze al tempo del Covid-19, anche a noi docenti, ne restano davvero poche. Di sicuro queste certezze, cui continuiamo ad aggrapparci racimolandole in giornate nevrasteniche e con la speranza che siano la chiave di (s)volta di questo nebuloso periodo storico, pesano poco di fronte agli allarmi purtroppo giustificati che ci ingombrano il cuore e lo sguardo. La chiusura delle scuole per contrastare la pandemia è necessaria, e lo sa ogni docente sano di mente; ma sta rischiando di degenerare in qualcosa di ben più pericoloso. Continua a leggere “ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1”

ANNALISA NACINOVICH La scuola di Dante: recenti sperimentazioni e questioni annose

[La scuola e noi, 26 ottobre 2020]

Ripensare allo studio di Dante

Ripensare allo studio scolastico di Dante significa affrontare i nodi principali dell’insegnamento dell’italiano e del suo ruolo nella formazione del cittadino. L’approccio al classico per eccellenza impone, infatti, di riconsiderare le questioni aperte, le sfide di una reale didattica per competenze, capace, cioè, di superare i confini disciplinari sfruttando ciò che del singolo insegnamento è irrinunciabile e precipuo. Chiedersi come si possa e cosa significhi proporre un classico della letteratura agli studenti del nostro tempo ha innescato un proficuo dialogo fra scuola e università, studi scientifici e formazione che in questi anni ha trovato spazio nelle molteplici iniziative organizzate dal gruppo Dant&noi dell’ADI-ADIsd e nel sito www.dantenoi.it.

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Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)

Martedì 17 novembre 2020

Pillole di scuola in presenza

Terza media. F=m*a sul touchscreen. Newton sarebbe orgoglioso. Vedo che fate Fisica anche se siete ancora in terza media, ma chi sa spiegarmi il significato della formula?… sguardi un pò persi, poi un bagliore. Una ragazza risponde che la forza è uguale al prodotto tra massa e accelerazione. Le chiedo di spiegarmi che cosa è l’accelerazione. “È la variazione della velocità rispetto al tempo”. È una quantità positiva? “No, può essere negativa e allora si chiama decelerazione”. Ad esempio quando si va in bicicletta, suggerisco “Sì, perché l’attrito fa una forza frenante e l’accelerazione della bici è negativa”. Fermi tutti, l’ultima domanda è su quante “elle” ci vanno in accelerazione o decelerazione. Lei si stranisce, mi imbruttisce dal banco Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)”

Pirla

Vorrei spezzare una lancia a favore della parola «pirla».

In milanese «la pirla» (e non «il pirla») è la trottola… Il pirla, o pirlutún, è colui che si fa prendere in giro da tutti o che gira a vuoto come una trottola, insomma uno stupido, uno sprovveduto.
Faccio notare che l’accezione è usata al maschile mai al femminile.
Andrebbe specificato inoltre che il pirla non è l’attributo maschile, come si sente dire spesso, ma è una parola femminile.

Paola Chemasi, da Doppiozero

GUIDO CAVALCANTI Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical’Amor, ch’i’ nol savria contare:
cotanto d’umiltà donna mi pare,
ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch’a le’ s’inchin’ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

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GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria

[E-Review, 18 ottobre 2018]

1. Distanti per tre mesi e mezzo

Per capire le esperienze didattiche realizzate tra marzo e giugno di quest’anno è indispensabile storicizzare quei tre mesi e mezzo. Quando siamo rimasti a casa il 22 febbraio – io insegnavo in una quinta di scuola primaria – non ci siamo curati di riempire lo zaino: era venerdì, pensavamo di tornare in classe dopo il fine settimana. Poi abbiamo appreso che non si sarebbe tornati e abbiamo pensato che si sarebbe trattato di una interruzione di un paio di settimane. Quando, durante la seconda settimana, ha iniziato a circolare la voce che avrebbero prolungato la sospensione che si estendeva a livello nazionale eravamo increduli, ma ancora il termine fissato era solo il 16 marzo. Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria”