11 ottobre
Ha ragione il ministro: lo psicologo a scuola è una sciocchezza, ci vuole un cappellano, che unisce nella stessa persona la benevola comprensione del confessore e la severa autorità del militare.
5 settembre 2026
Il diario del 2026-2027 si intitola «Le rane e lo stagno». Lo stagno è la scuola, le rane siamo noi. Rane mezze bollite. Qualcuno, quando è iniziata la demolizione della scuola pubblica, ispirandosi a Chomsky, paragonava l’azione dei governi all’acqua che riscalda il pentolone, ipotizzando che la rana sarebbe bollita a fuoco lento, senza nemmeno accorgersi di bollire. A conti fatti non è vero che non ci siamo accorti che l’acqua si stava riscaldando, in alcuni momenti si può dire che abbiamo anche aiutato a tenere accesa la fiamma. La strategia però non è stata di bollire le rane, semmai di sbollentarle. Accendere e spegnere il fuoco, e intanto sommergerti con un bla bla continuo per cui non distingui più le parole.
16 settembre
Il programma di Valditara per l’anno scolastico si articola in tre punti: le classi pollaio saranno abolite. Nel testo dell’articolo gli fanno dire: sono già state abolite. O forse hanno cambiato nome, si chiamano classi ovile, o qualcosa del genere. Come i tecnici e professionali, basta chiamarli licei e non sono più scuole di serie B o C, qualora lo fossero. Due. La cultura woke sarà bandita. Leggi: qualsiasi forma di opposizione. Tre. I docenti saranno formati dalla (o sulla?) intelligenza artificiale. Intanto ha stanziato 20 milioni per l’aria condizionata nelle scuole. Quindi, potrà dire che il caldo nelle scuole non è più un problema.
30 settembre
Il ministro ha ragione: non si assegnano i compiti il pomeriggio per la mattina dopo, e non si assegnano i compiti per giorni in cui non c’è scuola, come fanno alcuni che riempiono le caselle del registro delle vacanze, i compiti si annotano sul diario alla fine della lezione, serve anche a esercitare la mano eccetera. La cosa triste è che ci facciamo dire da un ministro quello che basterebbe la coscienza individuale. La cosa ancora più triste è che un ministro parla dei compiti per casa per nascondere la realtà: le classi pollaio, la debordante invasione di oggetti digitali non identificati, il furto del diritto allo studio, le scuole che crollano (compresi i tetti), gli stipendi fermi al 1974…
3 ottobre
Il ministro ha detto che docenti a ata devono ringraziare i governi degli ultimi 15 anni se i loro stipendi non sono aumentati. Adesso è necessario capire se intende 15 anni da quando è diventato ministro, e cioè dai tempi di Beata Ignoranza (Mariastella Gelmini) che ha tagliato 8 miliardi all’istruzione, o 15 anni da oggi, e quindi a partire da Monti fino a lui stesso, che è ministro dal 2022, e che, da ministro, ha rinnovato i contratti con quattro spicci, recuperando persino una parte dei fondi destinati alla carta del docente. Questo secondo una vecchia logica cronolineare e analogica. Secondo la logica del realismo neoliberale negli ultimi 15 anni c’è stato il comunismo.