GIACOMO LEOPARDI Mi sono rovinato con sette anni di studio matto e disperatissimo

Lettera a Pietro Giordani, Recanati, 2 marzo 1818

[…] In me veramente non è cagione necessaria di morir presto, e purché m’abbia infinita cura, potrò vivere, bensì strascinando la vita coi denti, e servendomi di me stesso appena per la metà di quello che facciano gli altri uomini, e sempre in pericolo che ogni piccolo accidente e ogni minimo sproposito mi pregiudichi o mi uccida: perché in somma io mi sono rovinato con sette anni di studio matto e disperatissimo in quel tempo che mi s’andava formando e mi si doveva assodare la complessione. E mi sono rovinato infelicemente e senza rimedio per tutta la vita, e rendutomi l’aspetto miserabile, e dispregevolissima tutta quella gran parte dell’uomo, che è la sola a cui guardino i più; e coi più bisogna conversare in questo mondo Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Mi sono rovinato con sette anni di studio matto e disperatissimo”

1 maggio

Il Concerto del 1 maggio a piazza San Giovanni è come Sanremo, con alcune differenze: si svolge all’aperto (anche quando piove), non è un concorso, è pagato con i soldi dei lavoratori e per fortuna dura un pomeriggio, e le chiacchiere di conseguenza fino al pomeriggio del giorno dopo. La qualità delle canzoni? Boh.

a margine: dodesta Delia, ammettiamolo, ha scatenato un coro di partigiano, partigiano che fa bene sentirlo di questi tempi.

Wake Me Up When This Year School Ends

2 maggio

Ho sentito dire che noi docenti non siamo abbastanza preparati per insegnare, o meglio veicolare nella scuola l’i. a., che invece è l’impalcatura su cui la scuola si regge, mancando la sostanza primaria, e tra poco grazie all’i. a. la scuola potrà fare a meno dei docenti, per lo meno gran parte, sostituiti da chatbot che qualcuno, molto specializzato, farà funzionare, un supervisor (sono già aperte le iscrizioni). E naturalmente continuerà a esistere una figura che sorveglia il processo affinché nessuno si faccia male, uno per piano può bastare. Vi consiglio di leggere, se non l’avete già letto, Piano meccanico di Kurt Vonnegut, dove c’è un tizio che riceve un premio di produzione perché ha inventato una macchina che dice se l’azienda può fare a meno di lui. E quando la macchina entra in funzione la prima cosa che dice è che il tizio deve essere licenziato. Siccome non siamo esperti in questa faccenda dice che ci fanno dei corsi per formarci, io mi iscrivo a un corso su come difendersi dall’i. a. nella scuola, va bene lo stesso?

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SIMONE WEIL Ciò che un paese chiama interesse economico vitale è ciò che permette di fare la guerra

Da «Il ruolo dell’Europa all’interno dei conflitti»

Basta guardarsi attorno per trovare esempi di assurdità omicide. Clamoroso è quello degli antagonismi tra nazioni. Si crede spesso di poterli spiegare dicendo che mascherano semplicemente antagonismi capitalistici; ma si dimentica un fatto, che pure balza agli occhi, e che cioè la rete di rivalità e di complessità, di lotte e di alleanze capitalistiche che si estende sul mondo non corrisponde affatto alla divisione del mondo in nazioni. Il gioco degli interessi può opporre due gruppi francesi, e unire ciascuno di essi a un gruppo tedesco. Continua a leggere “SIMONE WEIL Ciò che un paese chiama interesse economico vitale è ciò che permette di fare la guerra”

Ciabatta

Nella terza ho ripetuto ché la maestra diceva che io non maturavo, che ero malata. Io dicevo che già studiavo, ma me ne dimenticavo della cosa. E essa sempre a dire: «Istudia, istudia, che se non istudi ti tocca a ripetere». E io già istudiavo…; nella quarta la maestra tirava la ciabatta…

Come sarebbe? non capisco?

Che la maestra, tirava la ciabatta. Faceva così… e mi mostra come faceva – alzava la gamba e si levava la ciabatta, e a chi non faceva da buono la tirava, come veniva veniva… e diceva: «Ma volete stare zitti, che mi fa male la testa!». E a chi parlava ancora, correva, poi levava la ciabatta, e tac, tac, e stava con la gamba alzata… e così non mi piace di andare a scuola.

Da Albino Bernardini, La scuola nemica