Femmina

La femmina di rado ride, ma quando ride è vulcanica. Quando ride il maschio dovrebbe andare a nascondersi nel rifugio anti-ciclone. Nulla regge al riso vaginale, nemmeno il cemento armato. La femmina, una volta desta la sua risibilità, batte la iena e lo sciacallo e il gatto selvatico. La si sente a volte fra la folla che medita il linciaggio, per esempio. Significa che il coperchio a saltato, che tutto è possibile. Significa che caccerà da sola, e allora attento a non farti tagliare le palle! Significa che se viene la peste LEI viene per prima, e con gran tenaglie aguzze che ti strapperanno la pelle di dosso. Significa che andrà a letto non solo con Tizio, Caio e Sempronio, ma anche col Colera, la Meningite e la Lebbra; significa che si stenderà sull’altare come una cavalla in foia e prenderà tutti, compreso lo Spirito Santo. Significa che quanto il povero maschio, con la sua astuzia logaritmica, ha impiegato cinquemila, diecimila, ventimila anni a costruire, lei lo distrugge in una notte sola. Lo distrugge e ci piscia sopra, nessuno la ferma quando ha attaccato a ridere.

Henry Miller, Tropico del Capricorno

JACOPO DA LENTINI Amor è uno desio che vien da core

Amor è uno desio che ven da core
per abondanza di gran piacimento;
e li occhi in prima generan l’amore
e lo core li dà nutricamento.

Ben è alcuna fiata om amatore
senza vedere so ’namoramento,
ma quell’amor che stringe con furore
da la vista de li occhi ha nascimento.

ché li occhi rapresentan a lo core
d’onni cosa che veden bono e rio,
com’è formata naturalemente; Continua a leggere “JACOPO DA LENTINI Amor è uno desio che vien da core”

DINO BUZZATI Qualcosa era successo

Da «La boutique del mistero»

Il treno aveva percorso solo pochi chilometri (e la strada era lunga, ci saremmo fermati soltanto alla lontanissima stazione d’arrivo, così correndo per dieci ore filate) quando a un passaggio a livello vidi dal finestrino una giovane donna. Fu un caso, potevo guardare tante altre cose invece lo sguardo cadde su di lei che non era bella né di sagoma piacente, non aveva proprio niente di straordinario, chissà perché mi capitava di guardarla. Si era evidentemente appoggiata alla sbarra per godersi la vista del nostro treno, superdirettissimo, espresso del nord, simbolo per quelle popolazioni incolte, di miliardi, vita facile, avventurieri, splendide valige di cuoio, celebrità, dive cinematografiche, una volta al giorno questo meraviglioso spettacolo, e assolutamente gratuito per giunta. Continua a leggere “DINO BUZZATI Qualcosa era successo”

Energia

L’altro ieri ci dicevano consumate tanta energia, fate volare l’economia. Ci proponevano contratti flat dove pagavi una quota e potevi consumare energia a volontà. Oggi ci dicono che la lavatrice si fa alle 11 di sera, che la lavastoviglie mezza vuota è immorale (tra poco sarà immorale la lavastoviglie), che se accendi il forno insieme all’aspirapolvere salta il dispositivo, qualcuno cuoce la pasta spegnendo il fornello perché tanto l’acqua rimane calda (hanno inventato la pentola a pressione, eh). Eppure la crisi energetica c’era anche prima, i limiti dello sviluppo erano chiari a tutti (quasi a tutti), qualcuno che manifestava per il clima prima che comparisse Greta c’era. Ci stanno prendendo in giro? O ci prendevano in giro prima?

MODENA CITY RAMBLERS La strada

Da «La grande famiglia» (1996)

Di tutti i poeti e i pazzi
Che abbiamo incontrato per strada
Ho tenuto una faccia o un nome
Una lacrima o qualche risata

Abbiamo bevuto a Galway
Fatto tardi nei bar di Lisbona
Riscoperto le storie d’Italia
Sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
E ascoltato le voci dei matti
Incontrato la gente più strana
E imbarcato compagni di viaggio Continua a leggere “MODENA CITY RAMBLERS La strada”

Avanscoperta

«La solitudine del satiro», 30 maggio 2014

Correggendo il compito di Ariosto ho trovato le seguenti boutades:

«questo è ‘l duol che tutti gli altri passa» corrisponde al dolore che fa passare tutti gli altri; «che tu le venga a traversar la strada» è diventato che tu la veda invece attraversare la strada; il quore per il cuore, spezzato, di Orlando (ma prima o poi l’amore arriva, ho intitolato la foto).

Correggendo i compiti sono andato a fare una supplenza. In classe non c’era quasi nessuno. Mando uno a richiamare gli altri dal cortile. Torna dopo cinque minuti affermando: stanno a fa’ una partita, dicono che preferiscono la nota. Un tizio verso la fine dell’ora chiede se faccio supplenza anche l’ora successiva. Rispondo che viene la professoressa Nara. Dopo nemmeno tre minuti sono tutti in classe, composti nei banchi.

Continua a leggere “Avanscoperta”

Punto e virgola

Il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale. Si adopera soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse e serve a indicare un’interruzione sul piano formale ma non sul piano dei contenuti.
Accademia della Crusca, Redazione consulenza linguistica

Il punto e virgola è una specie di piccolo regalo a chi legge. Un modo amichevole per dirgli: «Guarda, non dovrei dirtelo, ma le due frasi complete che leggi prima e dopo di me in realtà sono in relazione. Non ti dico quale relazione, ma se sei un lettore sei talmente intelligente che puoi arrivarci da solo.
Marco Malvaldi, Argento vivo Continua a leggere “Punto e virgola”

LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando

Da «Orlando furioso», XXIII 100-134, XXIV 1-14

XXIII, 100
Lo strano corso che tenne il cavallo
del Saracin pel bosco senza via,
fece ch’Orlando andò duo giorni in fallo,
né lo trovò, né poté averne spia.
Giunse ad un rivo che parea cristallo,
ne le cui sponde un bel pratel fioria,
di nativo color vago e dipinto,
e di molti e belli arbori distinto. Continua a leggere “LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando”

ANDREA CAPPELLANO I comandamenti di Amore

Da «De amore», libro primo

Sappi che i dodici principali comandamenti d’amore sono i seguenti:
I Fuggi come peste nociva l’avidità e ricerca il suo contrario.
II Conserva la castità per l’amante.
III Non cercare volutamente di turbare la donna legata all’amore di un altro.
IV Non scegliere l’amore di quella donna con la quale il naturale pudore ti impedisce di contrarre nozze.
V Ricordati di evitare soprattutto le menzogne.
VI Non confidare il tuo amore a troppe persone.
VII Segui gli insegnamenti delle donne e legati sempre alla cavalleria d’amore.
VIII Nel dare e nel ricevere piaceri d’amore mai deve mancare il senso di pudore.
IX Non essere maldicente.
X Non spubblicare gli amanti.
XI Sii sempre cortese e civile.
XII Nei piaceri d’amore non sopraffare la volontà dell’amante.

ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore

Il plebeo, perché meriti di essere amato da una donna più nobile, deve superare in gentilezza tutti gli uomini nobili e più nobili.

Da «De amore», libro primo

Chi, dunque, vuole essere considerato degno di militare nell’esercito d’amore, non dev’essere prigioniero di nessuna avidità ma potente per troppa generosità, giacché deve donare a quanti più può. E dove vede che è necessario dare, soprattutto alle persone nobili e piene di gentilezza, e dove pensa che la sua generosità torni utile a qualcuno, non deve aspettare la richiesta di chi chiede, perché ogni cosa concessa dietro richiesta sembra pagata a caro prezzo. Se pure non si riconosce la necessità di donare, a chi chiede la cosa di cui ha bisogno, bisogna donarla con animo così allegro che nel suo cuore resti l’impressione gradita e piacevole di avere ricevuto il dono di un amico più che di prenderne materialmente possesso. Continua a leggere “ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore”