Latino

Chissà se i Latini sono mai esistiti? Forse si tratta di una lingua inventata.
Arthur Rimbaud

«Ero ers ert…».
«Ma che stai a di’, Gabriele! Indicativo imperfetto di sum! Ma quale ero ers… forza dai. Eram eras erat… poi?».
Gabriele deglutì: «Erasmus…».
«Erasmus?».
«Prima persona plurale, no?».
«Eramus, che erasmus!».
«Ah! Eramus, erastis».
«Eratis, poi?».
Gabriele si morse le labbra.
«Dai ce la puoi fare… terza persona plurale, eramus, eratis…?».
«Errant?» buttò lì il ragazzo.
«Ma vaffanculo, Gabriele!». Rocco gettò via il libro di grammatica latina. «Non sai una mazza. Errant! Ma  dimmi tu, sei di un’ignoranza allucinante. Erant, che errant! Ma perché hai fatto il classico?».
«Mamma dice che apre la testa».
Antonio Manzini, Pulvis et umbra

Non si crede più, non che alla necessità, alla utilità dello studio del latino e del greco. Il lavoro di demolizione è cominciato: tolta una pietra, un’altra cadrà, una terza crollerà. Così si sfascerà la casa tra un nuvolo di quella polvere che chiamano erudita. O cieco Omero, dunque rinnegheranno anche una volta la tua sacra voce, la parola del canto, nella loro insania? […] E tolto il greco, rimarrà il latino? e il latino non si porterà via con sé l’italiano antico? Perché la guerra è contro le lingue morte, contro gli studi liberali, in nome del presente e pratico, del reale e utile.
Giovanni Pascoli, Pensieri scolastici

Perché si studia il latino? O meglio, a che scopo dovremmo farlo studiare a scuola?
Se non è al fine di imparare a parlarlo, e neppure per sviluppare le capacità intellettuali degli studenti la risposta non può che essere questa: lo si deve apprendere per riuscire a tradurlo, ovverosia per poter tradurre e interpretare i testi che la civiltà romana ci ha lasciato. Vale la pena conoscerlo per poter leggere Plauto, Orazio, Virgilio, a attraverso di loro avvicinarsi alla civiltà dei Romani. In altre parole, imparare il latino significa prima di tutto apprendere l’arte di decifrare una cultura, diventare capaci di traghettarne i contenuti in una lingua, e in una cultura, che sono necessariamente diverse: la nostra. Per questo si studia il latino, per riuscire ad avvicinare i Romani a noi e noi ai Romani attraverso i loro testi e la loro lingua.
Maurizio Bettini, A che servono i Greci e i Romani?

Se tutti i libri in latino e greco (a parte il Nuovo Testamento) venissero bruciati in un falò, il mondo sarebbe solo più saggio e migliore.
Benjamin Rush (1746-1813)

Il latino è ricco del suo futuro, l’italiano del suo passato.
Giovanni Pascoli

Il latino appare adattissimo alla comunicazione via Twitter.
Ivano Dionigi

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