ALESSANDRA CASADIO Lettera di una maestra non unica a dei bambini unici

Cari bambini,
stamattina vi guardavo mentre facevamo la nostra solita discussione in classe appena arrivati. Si parlava delle paure. Ognuno di voi aveva l’urgenza di farsi sentire e ho dovuto richiamarvi più volte per farvi rispettare il turno. Poi Clara è venuta alla cattedra e sottovoce mi ha chiesto: “Maestra, quali sono le tue paure?”, le ho risposto che anche la maestra ha tante paure e che, se avevate voglia di sentirle, ve le avrei raccontate più tardi. Avete iniziato a scrivere e mentre vi guardavo ho cominciato a generare un mostro nella mia mente…

Questo mostro ha la voce potente, non ascolta e non riflette, parla di noi e non ci conosce, vuole dettare legge senza discutere. Fa delle cose tutte al rovescio da quelle che noi vi insegniamo con pazienza ogni giorno. È un mostro che vuole entrare nella nostra classe e buttare dalla finestra o me o la maestra Patrizia, e se non ci riesce vuole che una di noi due stia molto meno con voi, vuol fare insegnare tutte le materie a me o a lei, vuole farvi stare meno tempo a scuola.

Vuole far stare di meno nella nostra classe anche la maestra Marisa che ci sostiene nelle situazioni difficili. Vuole che io impari l’inglese così potrò insegnarvi a parlare male una lingua che non mi è simpatica. Vuole che io vi dica poche cose, quelle necessarie e basta, senza perdere tempo a fare cartelloni, collage, progetti, danze e musica. Vuole che la nostra classe diventi sempre più numerosa, magari con dei bambini che hanno problemi, come Tiziano l’anno scorso che scappava dalla classe e tirava gli oggetti e che a questi bambini io mi dedichi poco perché non avrò il tempo di trasmettere tutto quello che so e che posso.

È un mostro che dovrebbe spendere dei soldi in ugual misura per tutti, come una brava mamma e un bravo papà che hanno tanti figli e invece li vuole togliere alla nostra scuola che già ne ha pochi, tanto che ci dobbiamo comprare la carta per le fotocopie o il sapone da soli. È un mostro che dice che tutte noi maestre chiacchieriamo nei corridoi quando invece, voi lo sapete, se siamo in due per quattro ore a settimana, quando non facciamo le supplenze, una può prendere Tsion, Magdalena, Alessia e Jian e fare delle lezioni solo per loro perché imparino meglio l’italiano o la matematica.

Ha tante idee questo mostro, come quella di fare delle classi diverse dalla nostra per i bambini che non parlano líitaliano e mi chiedo come avremmo fatto l’anno scorso senza Jian che non capiva una parola e che tutti abbiamo aiutato con i disegni e i giochi e senza la mediatrice Irene che parlava anche il cinese e veniva una volta a settimana per lui. Quanto ci siamo sforzati, tutti insieme, per capirlo e farci capire e ora siamo contenti perché ci siamo riusciti! Chissà per quanto tempo sarebbe rimasto in una classe a parte con bambini che come lui non conoscevano líitaliano… Quanto ci sarebbe voluto per farlo sentire a casa? E noi, dopo quanto tempo l’avremmo sentito amico?

Il mio mostro non ce l’ha solo con noi, ma anche con i bambini che vivono nei piccoli paesi e che magari sono pochi, due o tre classi. Sapete che vuole chiudere le scuole di quei paesini e mandarli in scuole più lontane in autobus? A voi piace un paese senza scuola? Sarebbe come un paese senza chiesa o senza una piazza.

Il mostro dice anche che non manderà via nessuna maestra, ma questo non è vero perché le maestre che andranno in pensione perché anziane, non saranno sostituite da quelle giovani. È come far uscire qualcuno da una stanza e chiudere la porta subito dopo per non far entrare più nessuno. La maestra Marisa probabilmente non tornerà perché è ancora una supplente ed è giovane, non conta nulla il fatto che è molto brava.

Il mostro dice anche le bugie perché ha detto a tutti che la scuola italiana non è come quella delle altre nazioni d’Europa e che voi siete tra i più asini del mondo! Invece tutti dovete sapere che la scuola elementare italiana è tra le prime in Europa e nel mondo e che il 70% dei genitori sono molto soddisfatti della qualità dellíinsegnamento. E questo perché noi italiani abbiamo riflettuto molto, per molto tempo, prima di cambiare la scuola che c’era quando io ero piccola.

Sapete bambini, io avevo una sola maestra e andavo a scuola per 24 ore a settimana, non 40 come voi. I miei quaderni erano piccoli e in un anno ne finivo due per l’italiano e due per la matematica. I vostri sono grandi e ne finite uno ogni due mesi. E poi io non parlavo mai in classe su argomenti che proponeva la maestra o altre compagne, voi invece imparate a parlare davanti a tutti, a esprimere le vostre idee, a criticare, a votare le cose che tutti devono fare o non fare. Nella mia classe invece c’era Loretta che stava sempre all’ultimo banco perché non riusciva a fare niente e non aveva una maestra in più che poteva aiutarla. Così in terza è stata bocciata perché nessuno ha avuto il tempo e la voglia di farla migliorare. Chissà che cosa fa oggi Loretta. Con la mia maestra non ho mai fatto un’uscita, non sono mai andata al Colosseo o in un museo, non ho mai fatto un campo scuola, mai al cinema.

La mia maestra non sapeva niente di me, né ha mai letto le mie poesie. Noi invece le facciamo in classe le poesie e giochiamo con le parole e con i colori. Voi ci raccontate tante cose, ci regalate i vostri genitori, i vostri amori, le vostre preoccupazioni e i vostri desideri perché stiamo molto tempo insieme. La mia maestra purtroppo era unica e io sarei stata molto felice di averne anche un’altra o altre due.

Il mostro fa finta anche di inventarsi cose nuove, ha detto che da domani impareremo la Costituzione e ad essere cittadini… ma noi studiamo già la Costituzione e conosciamo i diritti e i doveri fondamentali di un cittadino della Repubblica Italiana. Fra due anni faremo il nostro Parlamento della classe, con tanto di Presidente e Partiti politici. E in classe impareremo a proporre una legge, a discuterla e a votarla. Andremo in visita a Montecitorio e prenderemo esempio dal Parlamento vero, quello in cui quando si fanno le riforme importanti prima si ascoltano tutte le opinioni e poi si prendono le decisioni per il bene collettivo.

Ma tutto questo il mio mostro non lo sa, e pensa che se continua a dire che la nostra scuola sarà migliore di com’è adesso dandoci meno soldi, meno maestre e meno tempo, la gente ci creda. Io non ci credo perché so che tutto quello che riguarda l’istruzione e l’educazione di voi bambini ha un costo e che i soldi devono essere spesi bene, ma ci devono essere, altrimenti staremo tutti male.

Ecco, ritornando alle paure, vorrei dirvi che la mia più grande paura adesso è quella di farvi star male a scuola. E ho paura perché non dipende da me, ma da quello che il mostro deciderà.

Io farò tutto quello che posso per insegnarvi non soltanto a leggere e a scrivere, ma anche per darvi le basi per capire il mondo, per costruire un terreno sul quale ognuno di voi negli anni farà crescere gli alberi del proprio talento. Farò di tutto per non rendervi uguali, ma unicamente diversi. Cercherò di dilatare il tempo in classe in modo che quello della televisione non vi mangi la capacità di leggere e di riflettere.

Cercherò, ma sarà molto difficile, di non essere unica anche se dovessi essere la sola vostra maestra. Cercherò di ascoltare le vostre paure anche quando avrò soltanto il tempo di insegnarvi i pronomi e i participi dei verbi.

Cercherò di farvi costruire gli ziqqurat e le piramidi con la cartapesta anche quando potrò soltanto farvi leggere il sussidiario.

Cercherò di scacciare dalla mente questo mostro che non sa niente di voi, di come siete complicati e fragili e che dà risposte facili a domande difficili.

Vi abbraccio tutti,
la maestra Alessandra

[Micromega, 19 marzo 2009]

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