PAOLA PIU Lamentele di un’insegnante fannullona

Al termine di una giornata di lavoro: al mattino lezione e la sera attività di programmazione con le colleghe del “quasi ex modulo” rientro a casa, con la speranza di potermi riposare.
Ma siccome oltre ad essere una fannullona sono anche una “masochista dell’aggiornamento”, mi sono collegata al sito internet del MIUR, ex MPI, ex MIUR, ex pinco pallino – non ricordo più quante volte sia stato cambiato il nome, naturalmente tutto senza oneri per lo Stato suppongo! – e cosa vi trovo? la Circ. n°10 del 23.01.09 sulla Valutazione degli apprendimenti e del comportamento!!!
Che dire? Sarei potuta restare senza parole, ma invece mi sono adirata per l’ennesima volta!
Mi chiedo come si possa a fine quadrimestre, alla vigilia degli scrutini, dopo aver sbandierato per mari e per monti la novità dell’introduzione della valutazione in decimi (sarebbe stato più onesto dire la restaurazione del sistema in vigore quando frequentavo la scuola elementare e che io stessa, che ho ormai 43 anni, non ho vissuto neanche alla scuola media!) e finalmente la chiarezza per tutti i genitori del voto attribuito al/alla proprio figlio/a, scrivere che “…i docenti possono comunque autonomamente prevedere che i voti in decimi siano accompagnati anche da giudizi sintetici o analitici…”. Mi viene dunque da pensare che forse a qualcuno è venuto in mente che i voti non sono poi tanto chiari se possono essere accompagnati da spiegazioni!
Forse qualcuno ha pensato che valutare da 0 a 10, anche nella scuola primaria – così come la si chiama oggi – vuol dire che si potrebbe mettere anche un 2 a un bambino? Beh, no a questo problema ci pensano le scuole e quei “fannulloni” dei docenti che ovviamente non se la sentono di etichettare così e quindi provvedono a rimediare alle scarse riflessioni dei propri superiori gerarchici e, al limite, non vanno magari al di sotto del 4!
Posso riferire solo della mia esperienza, ma genitori e alunni sono in difficoltà nel capire i voti! È vero che l’illuminante ultima circolare, a firma del Direttore Generale M.Dutto, dice chiaramente quello che già si era capito e cioè che i voti vanno obbligatoriamente utilizzati solo nella valutazione intermedia e finale mentre “…il suo uso nella pratica quotidiana di attività didattica è rimesso discrezionalmente ai docenti della classe…”. Ma se genitori e alunni vanno progressivamente aiutati a capire cosa vogliono dire i voti, come faccio a mettere giudizi o “stelline” nel corso dell’intero anno e solo a febbraio e a giugno far apparire miracolosamente i voti?
Siamo in una realtà “irreale”, inverosimile, fantastica…
Mi chiedo: ma il legislatore sa cos’è una scuola, come funziona e, perché no, come potrebbe funzionare meglio? Mi sto convincendo che far funzionare meglio un sistema non interessi quasi a nessuno!
Alla luce della L. 169 del 30/10/2008 (conversione in legge del DL 137/08), dei relativi regolamenti attuativi che non hanno ancora terminato il loro iter e delle relative circolari ministeriali di contorno (che non cito solo per non tediare, ma che come “fannullona” conosco tutte!), mi chiedo dove siamo finiti!
Sono una docente di ruolo (o se si preferisce a tempo indeterminato) della scuola primaria che lavora nella scuola – compreso il periodo pre-ruolo – da 21 anni, qualcuno è interessato a sapere che fine farò nel prossimo anno scolastico o allo stato attuale può chiarirmelo? Probabilmente perderò il posto nella mia attuale sede di titolarità, o verrò utilizzata come docente jolly, oppure chissà…la fantasia è tanta!
Si è tanto parlato della “grande novità” dell’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria a partire dalle prime classi del prossimo anno scolastico, dell’opportunità formativa delle 24 ore settimanali di lezione più che delle 30, che non è detto possano ancora essere garantite come negli ultimi 20 anni (e non accenno volutamente alle famose 40 ore, che potranno essere attribuite solo in base all’organico già in vigore per le medesime ore nel corrente anno scolastico!), peccato però non si sia data la stessa rilevanza anche al fatto che è prevista l’eliminazione della “compresenza” – come impropriamente viene definita – da tutte le classi. Praticamente viene introdotto un insegnante unico o “prevalente” – altro termine usato nel dibattito degli ultimi tempi in modo inesatto – in tutte le classi della scuola primaria.
Devo anche soffermarmi a disquisire su cosa comporterà dal punto di vista dell’offerta formativa l’insegnante unico? Non ne ho molta voglia perché troppi hanno detto ed altri hanno colpevolmente taciuto!
Vogliamo poi parlare della proposta di legge di iniziativa del deputato Aprea, attuale Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati sulle “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”? No, ho pietà per chi legge e questo lo evito.
Vorrei tanto che quanti lavorano per la scuola o parlano di scuola, avessero cognizione degli argomenti di cui si occupano e promuovessero riforme veramente sagge e non solo propagandate che, negli anni produrranno, un disastro culturale ed “economico” nel nostro Paese anche per colpa dell’indecisionismo dei governi precedenti.
Grazie a chi mi legge e a chi, comunque – di questi tempi almeno – mi conserverà il posto di lavoro, anche se non sarà più lo stesso.

[Fuoriregistro, 28 gennaio 2009]

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