Esame flipped

Siccome avete tutti un’idea di come dovrebbe essere l’esame di stato (per gli amici maturità) anche io ho una proposta per superare il rito dell’orale dove la/lo studente non sia più costretto a inventare improbabili collegamenti tra argomenti che conosce a mala pena ma possa finalmemte dimostrare la propria autonomia: l’ESAME FLIPPED mettiamo la/lo studente al centro e facciamoci interrogare da lei/lui.

LUCA MALGIOGLIO Innovare l’innovazione

[La nostra scuola, 21 ottobre 2024]

Dopo il “learning to become”, il “learning service”, il “DADA” o il superclassico “flipped classroom” vorremmo lanciare una metodologia pedagogico-didattica ancora più innovativa, il Rome wasn’t built in a day, basata su alcuni principi-chiave dettati dalla voce stessa delle neuroscienze. Eccoli.

Insegnare e imparare richiedono tempo: vale per la matematica, per una lingua straniera, per la capacità di leggere un testo, di comprendere il funzionamento di una cellula o le leggi della fisica, di interpretare un’opera d’arte o una poesia… Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Innovare l’innovazione”

ANDREA PETRACCA – MICHELE LUCIVERO Intelligenza artificiale: Una scuola senza docenti?

Cobas Scuola Palermo, 8 ottobre 2024

Mentre l’OCSE certifica impietosamente per l’ennesima volta quanto siano bassi i nostri stipendi [quasi il 20% in meno rispetto alla media OCSE e oltre il 30% in meno rispetto alla media dei paesi del G7, ma ci ritorneremo] c’è chi sperimenta una scuola senza docenti.

L’anno scolastico appena cominciato si preannuncia carico di novità. E anche se moltissimi/e docenti reazionari/e, refrattari/e ad ogni innovazione didattica, si ostineranno a sviluppare con studenti e studentesse discorsi carichi di senso attraverso la lezione frontale (pensate, c’è addirittura chi pubblicamente la difende ed esalta!), è chiaro che i tempi stanno per cambiare. Continua a leggere “ANDREA PETRACCA – MICHELE LUCIVERO Intelligenza artificiale: Una scuola senza docenti?”

ALBINO BERNARDINI Vi boccio tutti, come è vero Dio

Da «La scuola nemica»

Nelle medie invece un giorno il professore è venuto ubriaco. Io prima non me ne stavo accorgendo; allora un mio amico mi tocca e mi dice piano piano per non ci sentire: «Oggi il professore ha alzato il braccio. Manco camminare può». Io alla prima non stavo a capire e gli ho detto: «Che cosa stai a dire?». E quello: «Ma non lo vedi che oggi è cotto dalla mattina?». Allora ho guardato anch’io e ho visto che si muoveva tutto, e cominciava a dire: «Ma cos’è tutto questo caldo qui. Ma voi non lo sentite? Aprite subito le finestre che si crepa». Noi non sapevamo cosa dire, ché invece ci avevamo freddo, e allora nessuno andava aprire le finestre. Continua a leggere “ALBINO BERNARDINI Vi boccio tutti, come è vero Dio”

Hamas

Hamas è l’acronimo di «Movimento della resistenza islamica» (Harakat al-Mukawama al-Islamiya). Nacque dalla diramazione palestinese dei Fratelli Musulmani, movimento fondato in Egitto nel 1928. Questo movimento emerse come reazione a due importanti sviluppi nel periodo tra le due guerre: la percezione che le potenze occidentali continuassero a esercitare troppa influenza culturale ed economica e l’incapacità dei movimenti nazionali laici di garantire un’autentica indipendenza e di risolvere gli antichi problemi della povertà, della disoccupazione e degli alloggi inadeguati. Hassan al-Banna, un insegnante carismatico, convinse i lavoratori che il modo migliore per affrontare questi problemi fosse un risveglio islamico. Continua a leggere “Hamas”

VLADIMIR MAJAKOVSKIJ La guerra è dichiarata

«Semplice come un muggito» (1914)

«Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!».
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!

Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
«Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma! Continua a leggere “VLADIMIR MAJAKOVSKIJ La guerra è dichiarata”

CHARLES BAUDELAIRE Il dandy

«Il pittore della vita moderna»

Se parlo dell’amore in rapporto al dandismo, la ragione è che l’amore rappresenta l’attività naturale degli oziosi. Ma il dandy non mira all’amore come a fine specifico. Se poi ho parlato di denaro, l’ho fatto perché il denaro è indispensabile a chi si fa un culto delle proprie passioni; ma il dandy non aspira al denaro come a una cosa essenziale; gli basterebbe un credito illimitato; ed egli lascia questa passione volgare ai comuni mortali. Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell’eleganza materiale. Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito. Continua a leggere “CHARLES BAUDELAIRE Il dandy”

DANIELE LO VETERE Il divieto degli smartphone alla luce del pensiero di Bernard Stiegler

Il presente e noi, 24 giugno 2025

Quello che manca, sempre, nel non memorabile argomentare della sinistra nelle discussioni su nuove tecnologie ed educazione – ultima puntata: il divieto degli smartphone alle superiori – sta in Bernard Stiegler; più precisamente in un suo libro dal bellissimo titolo, che si può leggere lasciando il punto dopo «cura», o togliendolo: Prendersi cura. Della gioventù e delle generazioni (Orthotes, 2014, ed. fr. 2008)

Psichico, sociale, tecnico

Al centro del pensiero di Stiegler sta l’idea che lo sviluppo psichico individuale Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Il divieto degli smartphone alla luce del pensiero di Bernard Stiegler”

ROBERTO CONTU «Segno di grandezza e nobiltà». Giacomo Leopardi oltre gli automatismi didattici

La scuola e noi, 30 settembre 2024

Un autore che funziona

Al di là delle difficoltà quotidiane per chi continua a credere nell’insegnamento della letteratura italiana nella scuola secondaria, è sentire comune come alcuni autori siano ancora capaci della tenuta in classe, di un interesse diffuso, dell’agio di muoversi fra testi che per quanto alti siano ancora capaci di attivare quella comunità ermeneutica che dovrebbe essere obbiettivo di ogni proposta didattica. Se Dante è l’esempio più immediato (è plausibile affermare che pure nella peggiore classe, una qualche terzina, un personaggio o una storia dantesca possano avere fatto breccia), senz’altro anche Giacomo Leopardi può essere annoverato tra gli autori che continuerebbero a «funzionare» a scuola. Continua a leggere “ROBERTO CONTU «Segno di grandezza e nobiltà». Giacomo Leopardi oltre gli automatismi didattici”

Interfaccia

Il termine interfaccia risale alla fine del XIX secolo. Veniva usato nelle scienze fisiche, dapprima in termodinamica per descrivere la soglia tra due sistemi termodinamici; in seguito in idrostatica, per designare la superficie di contatto tra diverse sostanze. Riemerso nell’ambito cibernetico, è stato poi reintrodotto dal teorico dei media Marshall MacLuhan negli anni Sessanta del XX secolo nel senso di «luogo di interazione tra due sistemi». Le interfacce sono quindi il luogo in cui gli umani vengono a contatto con gli esseri tecnici digitali.

Carlo Milani, Tecnologie conviviali