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Categoria: scuola di sisifo
GRUPPO NoINVALSI ROMA Liceo Mamiani: un NO all’Invalsi lungo 8 anni
[Genitore attivo, 24 febbraio 2018]
Gli insegnanti del Liceo Mamiani di Roma stanno impartendo una lezione, oltre che ai loro studenti, anche al Paese, all’INVALSI, ai ministri, ai politici. La stanno dando anche ai tantissimi loro colleghi, ai genitori e cittadini che non riescono a sottrarsi alle angheria delle “somministrazione dei quiz INVALSI”, soprattutto a tutti quelli che si lamentano, mugugnano, vociferano di preferenza nei corridoi delle scuole anziché alle riunioni dei Collegi dei Docenti.
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GIANLUCA BRIGUGLIA Invece studiare
[Il Post, 31 gennaio 2018]
Esistono alcune naturali forme di invidia tra generazioni (o istinto a mettere sotto tutela), che si esprimono soprattutto in determinati momenti. Una di queste si manifesta in modo evidente quando una generazione più vecchia invita la generazione più giovane a non studiare, a lasciar perdere i libri, cercando di convincerla che sia tempo perso e che non serva a nulla.
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MARCO MAGNI Il molitore di lenti (Che senso ha l’alternanza scuola-lavoro?)
Minima et moralia, 20 novembre 2017
Baruch Spinoza poté mantenersi dopo la sua espulsione dalla Sinagoga di Amsterdam grazie al fatto che era richiesto a tutti i membri della comunità di avere un mestiere manuale per le mani. Lui – che frequentava la scuola rabbinica, riservata ad un’élite – era anche divenuto “molitore di lenti”, ovvero ottico, e fu un ottico-filosofo per tutta la vita. Eugenio Finardi, in una sua canzone poco nota, dal titolo per l’appunto “Scuola”, dice più o meno la stessa cosa: “Perciò va’ pure a scuola per non far scoppiar casino / studia la matematica, ma comprati il violino / impara a lavorare il legno o ad aggiustare ciò che si rompe / che non si sa mai nella vita un talento serve sempre”. Continua a leggere “MARCO MAGNI Il molitore di lenti (Che senso ha l’alternanza scuola-lavoro?)”
ANNA ANGELUCCI Da Berlinguer a Renzi, 20 anni di autonomia scolastica: cosa è successo alla scuola italiana?
[Roars, 6 marzo 2018]
Ci sono due cose che mi sembra importante sottolineare prima di ogni discorso sulla scuola.
La prima è un paradosso: oggi si può parlare di scuola senza mai nominare la parola ‘cultura’, ma non si può parlare di scuola a prescindere dall’economia.
La seconda è una necessità storica: riflettere sulla Buona scuola e sulle sue implicazioni significa andare a ritroso nel tempo, rintracciandone la genesi nel quadro nazionale e internazionale che nel 1997 avviò il percorso giuridico dell’autonomia scolastica[1], contenuta nell’articolo 21 della legge Bassanini sulla semplificazione della pubblica amministrazione. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Da Berlinguer a Renzi, 20 anni di autonomia scolastica: cosa è successo alla scuola italiana?”
MARINA BOSCAINO – RENATA PULEO Le insanabili contraddizioni dell’Alternanza Scuola Lavoro
MicroMega, 5 dicembre 2017
Francesco Sinopoli, Segretario Nazionale della FLC-CGIL, si è recentemente pronunciato contro le attuali forme della Alternanza Scuola Lavoro (ASL). All’opposto, Fabrizio Dacrema, Responsabile Istruzione e Formazione della Confederazione, lancia la sua proposta formativa per tutor ASL, con riferimento all’area CGIL (così par di capire). Avevamo già messo in evidenza la contraddizione tra le due posizioni, proprio da questo blog. Continua a leggere “MARINA BOSCAINO – RENATA PULEO Le insanabili contraddizioni dell’Alternanza Scuola Lavoro”
REGINALDO PALERMO Lo sciopero della scuola secondo gli avventori del bar della scuola
A proposito dello sciopero del 23 febbraio leggo commenti divertenti.
Ne segnalo alcuni:
1. I sindacati prima firmano il contratto poi ci chiedono di scioperare.
Osservo: a dire il vero lo sciopero è stato indetto dai sindacati di base che non solo non hanno firmato ma non sono neppure presenti al tavolo contrattuale. Continua a leggere “REGINALDO PALERMO Lo sciopero della scuola secondo gli avventori del bar della scuola”
PIERO CASTELLO L’alternanza scuola lavoro non è emendabile va semplicemente cancellata
La scuola delle 3 i, 22 ottobre 2017
Non sono pochi i genitori e gli insegnanti che pensano: «Alternanza Scuola Lavoro, ottima idea!! Peccato che viene realizzata male! Basterebbe un po’ più di impegno del Ministero, qualche programmazione ben fatta dalla scuola, tutor preparati ad hoc, un po’ di finanziamenti in più…» e via mugugnando.
Le nostre idee sono nettamente diverse Continua a leggere “PIERO CASTELLO L’alternanza scuola lavoro non è emendabile va semplicemente cancellata”
ALESSANDRO BARBERO Che è questo lusso di passare anni solo a studiare? No, no: alternanza scuola lavoro!
YouTube, 27 novembre 2017
[per la trascrizione: Roars, 30 gennaio 2018]
«Ovviamente, il problema era: chi andava a scuola? Per molto tempo a scuola ci andavano in pochi […] si dava però per scontato che andare a scuola, andare al liceo, intendo dire, fare le superiori, era però INDISPENSABILE per avere un ruolo poi dirigenziale nella vita. L’esercito italiano, durante la prima guerra mondiale, ha un disperato bisogno di ufficiali, tanto che alla fine manda a comandare i plotoni e le compagnie dei diciannovenni, ma su una cosa non transige: devono aver finito le scuole superiori. Alla fine, si accetta anche l’istituto tecnico, va bene, ma per fare l’ufficiale deve aver finito le scuole superiori. Continua a leggere “ALESSANDRO BARBERO Che è questo lusso di passare anni solo a studiare? No, no: alternanza scuola lavoro!”
ROSSELLA LATEMPA Destrutturare le sinapsi cerebrali, le emozioni e il giudizio su di sé dei docenti: ce lo chiede l’Europeanization dell’istruzione
Roars, 1 dicembre 2017
L’europeanization è quel processo che consiste nella costruzione, diffusione e istituzionalizzazione di regole formali e informali, procedure, paradigmi politici, stili, “modi di fare le cose”, di condividere beni e norme, definiti e consolidati nei processi politici europei e poi incorporati nelle logiche dei discorsi domestici (nazionali e subnazionali), nelle politiche strutturali e pubbliche.
Così C. Radaelli[1] definisce quel processo di progressivo orientamento e “adattamento” delle politiche nazionali da parte delle dinamiche politico-economiche dell’Unione Europea. Oggi si può parlare di un vero e proprio “spazio” europeo dell’educazione, costruito da diversi attori sociali: decisori politici, tecnici, lobbies, accademici, agenzie private, associazioni[2]. Continua a leggere “ROSSELLA LATEMPA Destrutturare le sinapsi cerebrali, le emozioni e il giudizio su di sé dei docenti: ce lo chiede l’Europeanization dell’istruzione”