MONJA MARCONI Noi che lavoriamo dal nido alle superiori ci occupiamo di ornitologia

Introduci l’autonomia scolastica e metti le scuole in competizione tra loro

Sostituisci le conoscenze (il sapere) con le competenze (il famoso e fumoso “saper fare”… cosa bene non è dato saperlo)

Sostituisci le ore di didattica in classe con vaghi progetti sulla “educazione a qualcosa”

Attua una campagna mediatica che svilisce gli insegnanti e bloccagli il contratto e lo stipendio per almeno un decennio Continua a leggere “MONJA MARCONI Noi che lavoriamo dal nido alle superiori ci occupiamo di ornitologia”

ANTONIN ARTAUD Lettre aux recteurs des universités européennes

[publiée en 1925 dans la Révolution Surréaliste]
Les enfants savent quelque chose jusqu’au jour où on les envoie à J’école.
A partir du jour où ils ont été mis entre les mains d’uri professeur ils oublient.
Les écoles sont un fascisme de la conscience, cette vieille dictature encroutée de la pute du pédagogue inné. L’enfant de six ans qui entre pour la 1ere fois dans une école aurait beaucoup à apprendre à son maïtre presuppose si celui-ci savait avoir la sagesse et l’honnèteté de croire qu’il y a [à] apprendre quelque chose de la conscience d’un nouveau-né.

Continua a leggere “ANTONIN ARTAUD Lettre aux recteurs des universités européennes”

VINCENZO PASCUZZI Merito! Merito! Alalà!

(“Non rubateci il futuro”, 5 novembre 2009)

Negli ambienti scolastici ricorre, da un po’ di tempo, il termine “merito”. Insistente, frequente, sottolineato. Sembra quasi sentire l’eco del grido …. Merito! Merito! Alalà! quale attuale parafrasi del dannunziano, e poi fascista, Eja, Eja, Alalà.

Come il termine “comunista” (ma questo è solo un esempio per capire un espediente dialettico) risuona quale sicura, rapida e sbrigativa scorciatoia per (tentare di) addossare il torto ad altri, anche la parolina “merito” risuona quale sicura e rapida scorciatoia per (tentare di) avere per sé il consenso, per appropriarsi della ragione, per giustificare qualsiasi proprio annuncio, provvedimento, iniziativa, cantonata, rinvio, omissione e anche per affermare implicitamente di possederlo, il merito, e di saperlo quindi valutare negli altri. Continua a leggere “VINCENZO PASCUZZI Merito! Merito! Alalà!”

ROBERTO DI CARO – DENISE PARDO È caduta una Mariastella. Ritratto e storia del ministro dell’Istruzione

Un curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola
Finora le fabbriche sono state silenziose. Perfino i magistrati sono spaccati. Lei, Mariastella Gelmini, ha portato in piazza tutti: professori, genitori, precari, studenti. La sua riforma è la vera sconfitta del terzo governo Berlusconi.
È signorina. Ma di quelle Signorsì. Tremonti vuole tagli a scuola e università e il via alla privatizzazione strisciante: lei esegue, e lancia l’idea di trasformare istituti e atenei in Fondazioni in concorrenza fra loro. Il Vaticano vuole l’ora di religione cattolica come materia piena di insegnamento: per lei è subito una “posizione condivisibile”. La tattica è elementare Continua a leggere “ROBERTO DI CARO – DENISE PARDO È caduta una Mariastella. Ritratto e storia del ministro dell’Istruzione”

RICCARDO BOCCA I pirati delle private

Promozioni garantite. Diplomi facili. Anche senza mettere piede in aula. Purché si paghi. Ecco le truffe delle scuole non statali. Spesso finanziate dallo Stato

Tutto avviene a San Cipirello: un comune di 5 mila abitanti a mezz’ora da Palermo e un minuto da San Giuseppe Jato. Qui c’è l’Istituto tecnico per programmatori Beccadelli, scuola privata con aule minuscole e direzione nel seminterrato. Aldo Cimino, l’amministratore unico, chiude la porta e si siede alla scrivania. Così può parlare con riservatezza. La questione è delicata: davanti ha un professionista milanese che si è trasferito in Sicilia e ha un problema da risolvere. Il figlio vive in Lombardia con l’ex moglie e non vuole studiare. Ha frequentato il primo anno di liceo scientifico rimediando una bocciatura. Poi è arrivato in seconda ed è stato bocciato ancora. Adesso è in terza con voti disastrosi. “A questo punto”, dice il padre, “vorrei un percorso accelerato”. Insomma: recuperare anni, a tutti i costi. “Considerando che il ragazzo abita a più di mille chilometri da qui”. Un’impresa in apparenza disperata: ma solo in apparenza. Continua a leggere “RICCARDO BOCCA I pirati delle private”

GIOVANNI PAPINI Chiudiamo le scuole

Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali. Difesa contro il delitto – contro la morte – contro lo straniero – contro il disordine – contro la solitudine – contro tutto ciò che impaurisce l’uomo abbandonato a sé stesso: il vigliacco eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine. Continua a leggere “GIOVANNI PAPINI Chiudiamo le scuole”

GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?

Capita spesso, quando ci si batte per qualcosa, di sentirsi dire che sarebbe più urgente battersi per qualcos’altro. Per quanto concerne le proposte di rinnovamento di certe nostre tradizioni educative, che si sono avanzate su queste colonne, non ho motivo di lamentarmi, perché il coro dei consensi è stato superiore ad ogni mia aspettativa. Tuttavia, qualche amico mi ha per esempio osservato che è molto rischioso propugnare una maggiore libertà di scelta e di approfondimento degli studi, specie per la preparazione all’esame di maturità, quando chi se ne avvantaggerebbe di più sarebbe probabilmente la scuola privata, che invece occorre tenere fermamente legata ai suoi obblighi. Continua a leggere “GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?”