LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione

[La nostra scuola, 16 giugno 2023]

Riflessioni a margine dell’assemblea aperta sul NO del Liceo Albertelli al PNRR, tenuta alla Sapienza di Roma il 15 giugno ed estremamente partecipata:

1) Perché una scuola che dice no fa tanto rumore e tanta paura? Addirittura, per questo incontro prima vengono concesse sedi (a pagamento), poi negate. E gli stessi che avevano concesso l’aula universitaria, a incontro in corso sembravano averci ripensato;

2) Evidentemente il “Piano di ripresa e resilienza” non è così a favore della scuola come si dice, altrimenti quale sarebbe il problema di aprire una discussione e un confronto? Quando si propone una cosa buona, chi la propone dovrebbe essere felice e fiero di discuterne, no? Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione”

ANNA ANGELUCCI Il liceo Pilo Albertelli, il PNRR, il digitale e la scuola della Costituzione

[Medicina e società, 29 maggio 2023]

Le nuove tecnologie ti stanno dando la libertà di non dover scegliere.
Spot televisivo TIM, 2016

La vicenda del liceo Pilo Albertelli (con il suo consiglio d’istituto che rifiuta i progetti di scuola digitale finanziati coi fondi del PNRR) sta assumendo una dimensione molto ampia ed offre a tutti noi – genitori, docenti, studenti, esperti, studiosi – la preziosissima occasione di riflettere sul tema delle trasformazioni implicate nella coazione al digitale imposta massicciamente dal PNRR, a scuola e oltre.

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STEFANO ROSSETTI Il PNRR a scuola. Digitale, democrazia e dintorni

[La scuola e noi, 27 febbraio 2023]

Verità storiche e scelte individuali

Sulla storia e sulle dinamiche economiche che stanno alla base delle azioni previste dal PNRR per la scuola, il nostro blog ha ospitato di recente le parole definitive di Orsetta Innocenti, di cui condivido lo spirito e l’analisi.

Partirò invece da una sua importante asserzione, quando spiega che “per istinto e meditazione”, non farà parte della commissione che se ne occuperà. Perché io, al contrario, “per istinto e meditazione” ho scelto di essere parte del gruppo di persone che sta lavorando per redigere e coordinare i progetti nella mia scuola Continua a leggere “STEFANO ROSSETTI Il PNRR a scuola. Digitale, democrazia e dintorni”

MAURO GIORDANI Digitalizzazione, privatizzazione, gerarchizzazione: PNRR e INVALSI porta d’accesso alla scuola de-umanizzata

[Genitore Attivo, 12 maggio 2023]

La scuola pubblica, quella disegnata dalla Costituzione o, per meglio intenderci, quella di tutti e tutte, è da decenni sotto l’attacco della furia privatizzatrice e di subordinazione alle proprie logiche da parte del capitalismo liberista.

Le politiche educative degli ultimi tre decenni in Italia si inscrivono in un quadro internazionale che ha attribuito agli apparati formativi un compito specifico: quello di formare capitale umano per garantire lo sviluppo del sistema produttivo, su indicazioni puntuali dei grandi gruppi industriali e finanziari. Questa pedagogia economica intende formare un nuovo tipo umano: un produttore/consumatore strategico e competente.

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EZILDA PEPE Il docente tutor, la valorizzazione, la valutazione e la certificazione

A quanto sembra, il docente tutor dovrà spendere le sue energie in vista della personalizzazione del percorso formativo degli studenti a lui “affidati”.
Il concetto di affidamento si evince dalle Linee Guida sull’Orientamento (dicembre 2022) che prevedono per i tutor il compito di stabilire un “ dialogo costante con lo studente, la sua famiglia e i colleghi” (sic) a garanzia dell’acquisizione di competenze che progressivamente andranno a costituire l’e-portfolio.
Se nella scuola primaria, i voti sono già stati “eliminati” e risulta possibile certificare le competenze non possedute con la formula” in via di prima acquisizione”, lasciando ai successivi gradi di istruzione il compito di svilupparle, quello che segue è più complicato. Continua a leggere “EZILDA PEPE Il docente tutor, la valorizzazione, la valutazione e la certificazione”

ROBERTO FINELLI Una scuola del «ri/conoscere»

Da «Filosofia e tecnologia»

La scuola del civis, nel condurre dal narcisismo primario alla communitas, trovava non a caso nel sapere storico la sua chiave di volta. La storia infatti per definizione deindividualizza e ci consegna a un percorso collettivo: un percorso fatto di evoluzione e di confronti tra tipologie diverse di società e di relazioni umane, di attitudini esistenziali e atteggiamenti vari nei confronti del mondo, di diverse filosofie e religioni, di diverse letterature e mitologie […] La storia ci globalizza, allarga la nostra visione a essere kantianamente membri di quel valore supremo che è il genere umano […].

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GUIDO CALOGERO La riforma sociale della scuola

Da «Primo manifesto del liberalsocialismo» (1940)

Riforma sociale della scuola significa organizzazione nazionale dell’insegnamento, tale da rispondere, al massimo, all’esigenza prima di ogni giustizia sociale: all’esigenza che ogni giovane possa sviluppare in pieno le sue attitudini, qualunque sia la sua posizione economica di partenza. Bisogna, anzitutto, creare insegnanti: attirare alla scuola forze viventi della nazione, e non soltanto forze di scarto, come fatalmente deve avvenire, nonostante le nobilissime eccezioni, quando si trascura il lato economico della cosa. Bisogna, in secondo luogo, eliminare dappertutto la vergogna dell’analfabetismo, organizzando ed estendendo al massimo, anche nel numero degli anni, l’insegnamento obbligatorio, e dando ad ognuno la reale possibilità di adempiere a tale obbligo. Continua a leggere “GUIDO CALOGERO La riforma sociale della scuola”

DAVIDE VIERO Contro-voto

[La nostra scuola, 22 ottobre 2022]

Abstract

Questo scritto si propone di analizzare il tentativo, portato avanti da certa pedagogia attuale, di eliminare il voto a scuola. L’analisi che qui svolgerò sarà mediata dallo sguardo storico e relata a molteplici dimensioni, dal momento che quella del voto appare (la si vuole far apparire) come una questione isolata, quando invece si relaziona in modo duplice alla sovrastruttura: da un lato la rivela e dall’altro contribuisce a crearla. Considerare il voto come un mero elemento irrelato può indurre ad abbassare i livelli di guardia e ad agire inconsapevolmente, facendoci portatori inconsapevoli di ideologia. Continua a leggere “DAVIDE VIERO Contro-voto”

LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI I voti, la scienza e l’ideologia

[La nostra scuola, 14 ottobre 2022]

Chi afferma apoditticamente che il voto, di suo, scoraggia l’apprendimento, senza tenere conto del fatto che le persone in crescita reagiscono in modo diverso a ciò che succede loro a seconda dell’età e del vissuto personale, dice una para-verità indimostrata e indimostrabile e sembra avere conoscenze molto superficiali di psicologia dell’età evolutiva.

Il voto serve, se chi lo riceve può comprenderne le motivazioni. È chiaro che i bambini della primaria, ad esempio, la cui personalità è ancora in formazione, e la cui struttura narcisistica è ancora in evoluzione, potrebbero avere difficoltà a metabolizzare psichicamente un voto negativo, con il rischio di una mancata elaborazione mentale. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI I voti, la scienza e l’ideologia”

ENRICO CAMPANELLI Paolino e il gibbone

[Post in «La nostra scuola: cultura, passione e relazione»]

Ciao pedagogista «democratico», voglio fare un gioco con te.
Prendi una classe di 30 alunni, una prima di liceo scientifico. Prendila per cinque anni, non per cinque ore. Prendi tutti i relativi curricoli, italiano, latino, scienze, inglese, matematica, fisica, filosofia, storia, geografia, storia dell’arte, religione, scienze motorie e svolgili. Non parliamo di chiacchiere, ma di temi, di scrittura, di pensieri complessi e grammatica, di sottili e astratti concetti filosofici che nascono, si evolvono e si confrontano nei secoli, di eventi storici che hanno plasmato il mondo e gli uomini, di conoscenze sul mondo naturale, di derivate e integrali, di riflessioni su come l’astrazione matematica riesca ad esprimere ed a suggerire le leggi della natura, insomma, di capire come siamo usciti dalle caverne per arrivare su Marte, inventando nuove regole per rispettarci tutti e non autodistruggerci.

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