ROBERTO CONTU Basta (oggi) la Scuola?

[La scuola e noi, 25 marzo 2019]

A Recanati

Giovedì di marzo, accompagno insieme ad altri colleghi quattro seconde classi a Recanati. A inizio anno avevamo concordato in dipartimento un percorso tematico su Leopardi, c’eravamo detti di concluderlo con la visita alla biblioteca.

La giornata è splendida, c’è il sole, l’aria è chiara, anche i miei colleghi sono piacevoli, le lamentazioni dell’aula docenti mi paiono lontanissime. Scendiamo dall’autobus, poi via in fila indiana lungo le mura Continua a leggere “ROBERTO CONTU Basta (oggi) la Scuola?”

Le 10 domande fondamentali del 2018 (Faq 2)

Prof, si scrive la metrica o l’ametrica?
Prof, meglio le canne o le sigarette?
Prof, lei è cristiano?
Prof, chi ha cominciato a tramandare la storia?
Prof, ma è vero che Cesare era gay?
Prof, il sole splende come non è mai splenduto o come non è mai spleso?
Prof, ma lei come si chiama su Instagram?
Prof, cosa sono i fondelli?
Prof, si dice la Conad o il Conad?
Prof, la moglie di Montale era ipovedente?

Prof, ma Ceres è una marca di birra (Torbellae disputationes, aa ss 2015-2018)

 

Il latino è e non è l’italiano; il suo fascino è ironico, stremante, esasperante. È un modello di possibilità linguistiche, e insieme di impossibilità.
Giorgio Manganelli

Valentina, declina ancilla.
ancilla ancillae ancillae ancillam ancilla ancilla.
E la traduzione?
la serva (soggetto) della serva alla serva la serva (complemento oggetto) osserva conserva. Continua a leggere “Prof, ma Ceres è una marca di birra (Torbellae disputationes, aa ss 2015-2018)”

VALERIO PEZZOLI Storia di F… storia di C

[Quando suona la campanella, 29 gennaio 2018]

…è una storia di scuola, è una storia di sanità, è una storia di donne, ma soprattutto è una storia di potere e di sudditanza

Siamo al rientro dalle vacanze di Natale e ci accoglie lo sciopero delle maestre (e maestri) dell’8 gennaio 2018 contro l’espulsione di un certo numero di loro dal posto di insegnamento e di graduatoria imposto dal governo tramite un pronunciamento del Consiglio di Stato, spesso troppo succube dei desiderata governativi. Continua a leggere “VALERIO PEZZOLI Storia di F… storia di C”

Martina studia, ma potrebbe fare di più

Oggi al Grande Colloquio Generale ho capito che i genitori «potrebbe fare di più» se lo dicono da soli. Poi vanno a casa e dicono «il prof ha detto che potresti fare di più».

Per esempio tu consigli a una mamma di far esercitare Martina con il vocabolario. Anche un’ora va bene. Senza interferenze. E poi controllare se ha fatto giusto. Una banalità come questa. E la mamma ti guarda con quell’aria tra distratta e complice e dice: «ho capito dirò a Martina che potrebbe fare di più»

Il mio primo giorno di scuola

[Quando suona la campanella, 15 ottobre 2017]

Arrivo con un’ora di ritardo. I candidati stanno svolgendo il compito. La presidente di commissione, d’ora in poi Angela Boncristiano, dice: siccome siamo colleghi ci smezziamo i compiti di italiano così si fa prima. Al termine della prova si formano due sottocommissioni. Io sto con una collega di meteorologia e uno di elettronica. Dico: la presidente, siccome è una collega… Dicono: che collega, insegna inglese. Continua a leggere “Il mio primo giorno di scuola”

FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile

La vita quotidiana nella buona scuola

Il primo collegio (1 settembre)

Il preside Affabile è affabile finché tutti intorno gli sorridono, stendono tappetini, fanno inchini. Quando una collega si alza durante il collegio e chiede chiarimenti su come sono state spalmate le ore di potenziamento Affabile perde quella sua aria paterna. Inizia ad alzare la voce: voi (fa un gesto come per abbracciare tutto il collegio) voi… voi da quest’anno siete tutti potenziatori. Anzi, per me siete tutti potenziatori. Poi, il tono torna affabile: per favore non usate più quell’espressione, spalmare. Siamo in una scuola, non dietro al banco di Mac Donald’s. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile”

Siamo agli sgoccioli

Prof, giochiamo a lupus in fabula?
Gli dei dell’Iliade avevano i superpoteri
I verbi difettivi sono quelli che si usano poco.
Ma se quest’anno amo fatto tutte e 5 e declinazioni in seconda che famo?
Parlami di Caio Gracco. De chi, de Carlo Cracco?
Sto libro che ci ha dato da leggere è pieno de parolacce. Ti sei scandalizzata, Nicole? Un pochetto, all’inizio.
Qua in classe latinisti non ce ne sono (fa un gesto circolare)… nemmeno io.
Benedetta, ma tu quando vai dal salumiere chiedi il didietro del salame? Certo, io sono una ragazza educata.
I banditi quando entrano alla posta non dicono come nei film «mani in alto, questa è una rapina». Non dicono nulla (tema).
Prof, ma se uno ha tutte sufficienze e un 5½, il 5½ diventa 6?

ROSELLA BASIRICÒ Questione morale

La porta della segreteria è chiusa.
Non è ancora l’orario di ricevimento dei docenti. Guai a sgarrare l’orario, sparano a vista a qualunque docente varchi la soglia fuori dai tempi previsti.
Lì dentro poi lavora un’impiegata che nessuno ha mai visto sorridere: qualcuno giura che sì, una volta è accaduto, sotto le vacanze di Natale dell’anno scorso. Negli altri 364 giorni, però, siamo tutti concordi nel vederla ingrugnita come un orango della giungla.
Io, che per formazione ho alle spalle vent’anni di parrocchia, azzardo l’ipotesi difensiva che “la poveretta” abbia un background familiare sofferto… I colleghi mi sorridono ironicamente compassionevoli, ma poi faccio una battutina sul grugno della “poveretta” e capiscono che sono un po’ dei loro.
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