MARIA MANTELLO L’imbroglio delle scuole private-paritarie

[MicroMega, 25 maggio 2020]

In base ai dati Miur, le scuole private-paritarie risultano essere 12.662 con complessivi 879.158 iscritti. La quota maggiore è rappresentata da quelle per l’infanzia: 8.957 con 524.031 bambini che le frequentano. La galassia delle elementari (scuola primaria) è a quota 1.385 con 167.667 alunni.

Le medie (secondaria I grado) e superiori (secondaria II grado) sono 2.222 con un totale di 175.107 iscritti: 65.406 per il primo grado e 109.701 per il secondo.

Queste scuole, Enti privati in stragrande maggioranza della Chiesa vaticana, da molto tempo sono in crisi di iscrizioni, tanto che chiudono alla media di 100 strutture l’anno, nonostante i cospicui finanziamenti loro erogati dallo Stato italiano dal 2000 (anno del Giubileo cattolico) grazie a quel raggiro costituzionale del “sistema paritario integrato” introdotto dalla Legge 62/2000. Continua a leggere “MARIA MANTELLO L’imbroglio delle scuole private-paritarie”

Borghesia (piccola)

La piccola borghesia è la classe degli impieghi, la classe cortigiana provinciale, pronta alle esaltazioni patriottiche e sportive, costretta dal pauperismo a transigere sulla dignità, attaccata disperatamente a stipendi da fame, ministeriale per sistema, salvo a non creder sul serio a nessun ministero.
Piero Gobetti, Il calderone piccolo-borghese, «Rivoluzione liberale», 26 febbraio 1924

Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana
Chi lo fa per più di due ore o chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
Oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista … ex
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
Sempre fissa lì a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto. Continua a leggere “Borghesia (piccola)”

ALVARO BELARDINELLI Docenti, lavorerete di più e peggio. Ve lo chiedono gli «esperti»

[Tecnica della scuola, 11 giugno 2020]

Da quando è nato ci bombarda con opinioni e previsioni sulla ormai leggendaria “Scuola del 1° settembre”. È il “Comitato di esperti” varato il 20 aprile dalla Ministra Azzolina. Sono tutte personalità eminenti nel loro campo professionale, e parlano di Scuola; eppure — come spesso accade — con la Scuola “praticata” e vissuta, in massima parte, non hanno a che fare. Un solo membro, infatti, fa di professione l’insegnante: Lorella Carimali, docente di matematica e fisica nel Liceo Scientifico Statale “Vittorio Veneto” di Milano; ma è nel Comitato perché “super-prof” (e quindi ottima “testimonial”), in quanto ex candidata al “Global Teacher Prize”. Continua a leggere “ALVARO BELARDINELLI Docenti, lavorerete di più e peggio. Ve lo chiedono gli «esperti»”

PIERFRANCO PELLIZZETTI La pandemia come pretesto contro la scuola pubblica

[MicroMega, 25 maggio 2020]

Tra i tanti principi, dichiarati inalienabili a parole, oggetto di ininterrotti mercimoni da parte dell’incommensurabile corrività del ceto politico italiano, la scuola di Stato, repubblicana ed eguagliatrice, risulta in permanenza il più palese agnello sacrificale. Ed anche il più vergognoso e ignobile esempio di svendita dello spirito della nostra Costituzione. Perché il trasbordo che dirotta verso le strutture private, in larga misura confessionali, le sempre più scarse risorse a sostegno dell’insegnamento pubblico, determina l’anemizzazione dei luoghi istituzionalmente dedicati a coltivare e trasmettere alle nuove generazioni i valori irrinunciabili della laicità e – ribadiamolo senza infingimenti o ponziopilatesche prudenze – della civiltà democratica.

Tutto questo a che pro?

Nient’altro che interessi inconfessabili. Continua a leggere “PIERFRANCO PELLIZZETTI La pandemia come pretesto contro la scuola pubblica”

ANNA ANGELUCCI La classe è, e deve continuare ad essere, una comunità ermeneutica. Non una community

[La scuola e noi, 25 maggio 2020]

Partiamo dal significato della parola ‘comunità’. Secondo il dizionario, la comunità è un “insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni”. La classe, possiamo agevolmente convenire, corrisponde a pieno titolo a questa definizione, rispettandone ogni elemento che la descrive. Immaginata in un’aula scolastica, essa assume anche una dimensione fisica concreta, configurandosi come un luogo stabile e costante che si contrappone ai non luoghi che, secondo Marc Augé, infestano questa nostra vorticosa e inafferrabile surmodernità.

Se la filosofia e la sociologia non ci bastano, possiamo approfondire questo concetto anche avvalendoci della moderna scienza evoluzionista Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI La classe è, e deve continuare ad essere, una comunità ermeneutica. Non una community”

La scuola è socialità. Non si rimpiazza con monitor e tablet. L’appello di 16 intellettuali contro la prospettiva di un «modello in remoto»

[La Stampa, 18 maggio 2020]

Per quanto ancora frammentari e non univoci, i messaggi che ci raggiungono in questo esordio della fase 2 a proposito della scuola sono ben più che allarmanti.

La prospettiva che emerge è quella di una definitiva e irreversibile liquidazione della scuola nella sua configurazione tradizionale, sostituita da un’ulteriore generalizzazione e da una ancor più pervasiva estensione delle modalità telematiche di insegnamento. Non si tratterà soltanto di utilizzare le tecnologie da remoto per trasmettere i contenuti delle varie discipline, ma piuttosto di dar vita ad un nuovo modo di concepire la scuola, ben diverso da quello tradizionale.

Ebbene, si può certamente riconoscere – come da più parti nel corso degli ultimi anni si è sostenuto in maniera argomentata – che la scuola italiana avrebbe bisogno di interventi mirati Continua a leggere “La scuola è socialità. Non si rimpiazza con monitor e tablet. L’appello di 16 intellettuali contro la prospettiva di un «modello in remoto»”

NAOMI KLEIN La dottrina dello shock pandemico

«L’Espresso», 7 giugno 2020

I colossi del digitale stano usando il virus per intrecciarsi con la politica e imporre un futuro a loro immagine e somiglianza

Durante uno dei briefing sul coronavirus il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo per qualche fugace istante ha sostituito I ‘espressione triste che aveva da settimane con qualcosa che somigliava a un sorriso. «Siamo pronti e ci siamo con tutte le nostre forze», ha detto il governatore. «Siamo newyorkesi e slamo ambiziosi. Abbiamo capito che il cambiamento non è solo imminente, ma che può anche essere un’opportunità se realizzato nel modo giusto».

A ispirare queste parole insolitamente positive di Cuomo era stato un collegamento video con l’ex ad Google, Eric Schmidt, che si era unito al briefing del governatore per annunciare la sua nuova posizione nella commissione che dovrà reimmaginare la realtà dello Stato di New York post-Covid, con un’enfasi sull’integrazione permanente della tecnologia in ogni aspetto della vita civile. Continua a leggere “NAOMI KLEIN La dottrina dello shock pandemico”

OCTAVIO PAZ Come chi ascolta piovere

[Da Albero interiore, 1987]

Ascoltami come chi ascolta piovere,
né attenta né distratta,
passi lievi, pioviggine,
acqua che è aria, aria che è tempo,
il giorno non finisce di andarsene,
la notte non arriva ancora,
figure della nebbia
al voltare l’angolo,
figure del tempo
nell’ansa di questa pausa,
ascoltami come chi ascolta piovere,
senza ascoltarmi, ascoltando ciò che dico Continua a leggere “OCTAVIO PAZ Come chi ascolta piovere”

RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto

[Rete Bessa, 14 maggio 2020]

Intro: “3…2…1…”

Negli ultimi due mesi la fantasia ha brillato.
Ovunque sono apparse opinioni e proposte sulla scuola del futuro. Molti interventi hanno elogiato la Didattica A Distanza come un’autostrada spianata verso il paradiso dell’istruzione.

Tra le voci che hanno preso posizione mancano di fatto, quelle del corpo insegnante e dell’intera popolazione scolastica. Forse perché manca una voce decisa per affermare qualcosa di differente.
Tappat* in casa, la quarantena non ci ha impedito di confrontarci: abbiamo continuato a riflettere, cercando di scoprire e sviluppare pratiche di resistenza scolastica anche quando siamo statu costrettu fare il nostro lavoro da dietro uno schermo. Continua a leggere “RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto”

GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica

[Il blog di Gianni Marconato, 18 maggio 2020]

Abbiamo detto più volte che la didattica a distanza più che un’opzione pedagogica è una risposta all’emergenza, è LA didattica dell’emergenza.

Abbiamo detto e toccato con mano che insegnare e imparare a distanza è più difficile, meno efficiente e meno efficace che farlo in presenza.

Abbiamo più volte ribadito che la connessione non può sostituire la relazione e che la “diversa presenza”, quella ricreata attraverso il digitale, è, appunto, “diversa”; la presenza digitale è un succedaneo della presenza biologica.

Abbiamo, infine, detto che se nelle condizioni in cui tutti ci siamo trovati, la didattica a distanza non poteva non essere la risposta degli insegnanti alle criticità del momento, superato il momento, tale modalità didattica doveva essere abbandonata per ritornare alla scuola in presenza. Continua a leggere “GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica”