PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi

[La scuola e noi, 6 aprile 2020]

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi”

Uova

Un giorno il Re arrivò inaspettatamente alla casa da tè che era stata lasciata sotto la responsabilità di Nasreddin. Voleva far colazione insieme ai suoi servitori, dopo aver partecipato a una battuta di caccia.
«Avete uova di quaglia?» chiese il Re.
«Sono sicuro di poterne trovare» rispose Nasreddin.
Il Re ordinò un’omelette di dodici uova. Nasreddin corse fuori a cercarle. Dopo che il Re e i suoi ebbero mangiato Nasreddin portò un conto di cento pezzi d’oro. Il Re inarcò le sopracciglia. «Le uova devono essere molto costose qui. Scarseggiano così?». «Non sono le uova che scarseggiano qui, Maestà, sono le visite dei re».
Racconto popolare turco, da David Graeber, Debito

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ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza

[Medicina e società, 1 aprile 2020]

Al lock down della popolazione si è accompagnato un lock in digitale altrettanto radicale. Che, se da una parte consente lo svolgimento di molte attività e importanti forme di comunicazione, dall’altra desta riflessione e preoccupazione per le sue implicazioni psicologiche e sociali. Rispetto alla scuola, in questo momento nessuna fuga in avanti sembra auspicabile. Nessuna frettolosa equiparazione o sostituzione definitiva della didattica digitale alle attività in presenza può apparire ragionevole o estranea a logiche extrascolastiche, in questo frangente. In cui la cautela è d’obbligo. In cui è d’obbligo che addetti ai lavori e decisori politici non plachino le loro ansie da prestazione o le angosce causate dalla gestione dell’emergenza con dichiarazioni d’intenti e investimenti faraonici che appaiono del tutto fuori luogo, in una condizione di crisi economica epocale. In cui è d’obbligo che non si ascoltino le sirene mortifere dei “piazzisti dell’istruzione” che pretenderebbero di imporre, come spiega bene Rossella Latempa (qui), distopiche forme di educazione e rieducazione digitale di massa (qui). Proviamo invece a disegnare i contorni emotivi di questa emergenza e l’orizzonte pedagogico in cui declinarla.

La relazione educativa è, nella sua dimensione sociale, interpersonale e intersoggettiva. Si fonda sull’incontro tra il Sé e l’Altro Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza”

GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi

[Casa della cultura, 7 aprile 2020]

L’attuale emergenza sanitaria ha avuto effetti totalmente destabilizzanti, com’era ovvio che fosse, anche sulla scuola. Su come affrontare tale situazione straordinaria non esiste un quadro normativo specifico, e nulla è previsto dal punto di vista contrattuale[1]. D’altronde, che l’attività professionale dovesse andare avanti e che non si potesse interrompere d’improvviso la relazione con gli studenti, e il lavoro che con essi si era programmato, ha immediatamente costituito un decisivo problema per i docenti, e ha obbligato a mettere in atto una flessibilità rispetto al consueto lavoro in presenza (flessibilità metodologica, tecnologica, contenutistica, eventualmente valutativa), nella consapevolezza che nessuno può con assoluta sicurezza stabilire quale sia il tipo di soluzione didattica preferibile in una condizione mai così sperimentata nella sua radicalità. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi”

FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale

[Gli opliti di Aristotele, 12 marzo 2020]

Sono anni che il digitale è entrato nella scuola, sgomita, e cerca sempre più spazio. Ora il momento è propizio. L’emergenza del coronavirus ha sospeso la didattica tradizionale. Le scuole sono chiuse. Colossi come Amazon, Google, Wind, Fastweb, Microsoft, Connexia, Vodafone, Cisco, Pearson, infilato in fretta il vestito buono della pubblica utilità, vanno all’assalto del mercato della didattica duepuntozero, quella da fare a distanza. La chiamano perfino solidarietà digitale.

Le piattaforme digitali per una scuola online, o programmi di e-learning, come devi dire se ti prende la smania di infilare termini anglofoni con l’idea di cavalcare meglio la modernità, prolificano come funghi dopo una buia giornata di pioggia. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale”

Privacy

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 12

Sostenere che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come affermare che non si è interessati alla libertà di espressione perché non si ha nulla da dire.
Edward Snowden

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Ecce bombo

Il decreto «tutti promossi» è stato firmato dal presidente della repubblica verso il tardo pomeriggio dell’8 aprile. Contiene «Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato». Premessa: il decreto non dice quasi niente, è una delega in bianco al MI, che da ora all’avvio dell’anno scolastico 2020-2021 potrà adottare qualsivoglia provvedimento in materia di valutazione e esami, senza sentire nessuno.

Il primo articolo si potrebbe intitolare Scenari. Se l’attività in presenza riprende entro il 18 maggio succede questo. Se non riprende entro il 18 maggio succede quest’altro. Entrambi gli scenari prevedono «il recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attività didattica ordinaria».

Per quanto riguarda l’esame di Stato: primo scenario esame semplificato con commissari interni, secondo scenario colloquio extra large su una piattaforma on line.

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Il possibile l’abbiamo fatto, l’impossibile lo stiamo facendo, per la didattica a distanza ci stiamo attrezzando

Diario DaDa, 9 marzo-8 aprile 2020

Giro per casa, vedo dei tutorial, corro sul posto, mi informo, faccio delle cose, zummo con la classe, leggo le mail, cucino, vado a buttare la spazzatura

9 marzo
Google Chrome: non risponde.
Aule virtuali su Spaggiari: non pervenute.
Hub Scuola: Siete in tantissimi! È possibile che in questi giorni riscontriate qualche rallentamento: stiamo facendo del nostro meglio per garantirvi un sistema efficiente.
My Pearson Place: in attesa di risposta

Siccome non sapevo cosa fare ho scritto a Rossella della quarta azzurra (nomi di fantasia): a mezzogiorno comincia il compito di italiano virtuale. Risposta: come possiamo farlo?

Per tutti: mi faccio sentire nel pomeriggio.

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RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19

[Roars, 2 aprile 2020]

Mentre continua il balletto dei comunicati da parte della Ministra Azzolina sui temi legati alla didattica a distanza – anche questi sospesi nella zona d’ombra fra legalità e legittimità – si mantengono aperte tutte le questioni che hanno a che fare con la didattica, generale e disciplinare. Rimane decisivo per il futuro della scuola, nel dopo pandemia, il tema della valutazione. Forse, nel tempo attuale e in quello che ci aspetta, è necessario rimettere in campo una critica serrata al Sistema Nazionale di Valutazione, a cura dell’INVALSI, alla sua funzione di stampella all’autonomia delle istituzioni scolastiche e al rapporto che tale insieme di dispositivi intrattiene con la libertà di insegnamento.

Scrivo – come in altre occasioni – di valutazione, tema che provo ad aggiornare al periodo che stiamo vivendo, di cui la scuola con le sue problematiche specifiche rappresenta un dato emergenziale. Continua a leggere “RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19”

Behind the curtain hold the line

L’insegnante vuole valutare, non può farne a meno, è il suo mestiere, lo chiede il preside, lo prescrive una circolare del MI, l’abbiamo deciso nel consiglio di classe (in streaming), non mi sento sicuro, è un diritto dello studente, lo faccio per il suo bene, lo fanno tutti, mi mancano i voti, sono per la meritocrazia (sempre e comunque). Ma giustamente dice: non mi faccio fregare. Ingaggia una prova di forza con la/lo studente (che perderà di sicuro). Chiede allo studente di bendarsi (a nessun insegnante verrebbe mai in mente di interrogare un alunno bendato in classe. E allora perché a casa sì?). Pretende che lo studente sia incollato allo schermo mentre lo interroga «come se effettivamente guardasse negli occhi il docente» (e mentre lo vede in primo piano non sa che sta leggendo le risposte sullo schermo). In ultima analisi, constatata la propria impotenza, «agli studenti si chiede un supplemento di correttezza ed onestà». Continua a leggere “Behind the curtain hold the line”