Ministeri

Cavolo, in questo profluvio di nomi nuovi di ministeri, i beni culturali sono rimasti, banalmente, beni culturali, e non, come era lecito aspettarsi, beni culturali e paesaggio nostrano o tradizioni nazionali o, come comanda la storia, ministero della cultura popolare, o cultura pop, o culpop.

Sull’associazione tra istruzione e merito ognuno si può fare l’idea che vuole, a partire dal curriculum del ministro in pectore (ma aspettiamo di vedere i sottosegretari per dare un giudizio definitivo). Per ora mi limitavo a osservare che dopo l’emmepì, il miur e il mi, avremo il mim. O forse minim.

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Sindrome Valditara

Ho ripescato un articolo scritto nel febbraio 2005 e pubblicato come «corsivo della redazione» su questo blog. Il casus belli la proposta dell’allora responsabile scuola di AN di assumere i precari, ma bloccando per alcuni anni (non specificava quanti anni) il diritto alla ricostruzione di carriera. Da notare che un anno dopo il centrosinistra vinse le elezioni e il ministro dell’istruzione, Giuseppe Fioroni, predispose un piano per assumere circa 150 mila precari in tre anni, senza condizioni. Il dato sconvolgente però è un altro, ed è utile per leggere la storia di questi ultimi 15 anni, e riguarda il numero di docenti pronti ad abboccare alla boutade di Valditara

Secondo i risultati di un sondaggio di «Orizzonte» Scuola quasi l’80% dei precari sarebbe disposto ad accettare il ruolo «anche a stipendio ridotto». Tra l’altro, il quesito è mal posto e perciò fuorviante. Continua a leggere “Sindrome Valditara”

Fica

Ci sono fiche che ridono e fiche che parlano; ci sono fiche pazze, isteriche, a forma di ocarina e ci sono fiche lussureggianti, sismografiche, che registrano il sorgere e il calare della linfa; ci sono fiche cannibalesche che si spalancano come le mascelle della balena e ti ingoiano vivo; ci sono anche fiche masochistiche che si chiudono come ostriche e magari dentro hanno un paio di perle; ci sono fiche ditirambiche che danzano ad ogni avvicinarsi del pene e si bagnano tutte d’estasi; ci sono fiche a porcospino, che lanciano gli strati ed agitano bandierine sotto Natale; ci sono fiche telegrafiche che sanno l’alfabeto Morse e lasciano la mente piena di linee e punti; ci sono fiche politiche, sature di ideologia Continua a leggere “Fica”

GUIDO GUINIZZELLI Al cor gentil rempaira sempre amore

Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura;
né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura:
ch’adesso con’ fu ’l sole,
sì tosto lo splendore fu lucente,
né fu davanti ’l sole;
e prende amore in gentilezza loco
così propïamente
come calore in clarità di foco. Continua a leggere “GUIDO GUINIZZELLI Al cor gentil rempaira sempre amore”

FËDOR DOSTOEVSKIJ Il principe è tutto imbevuto di profumi

Da «Il sogno dello zio»

A un primo e fugace sguardo non prendereste mai questo principe per un vecchio, e soltanto dopo averlo guardato più da vicino e con più attenzione vedreste che è una specie di cadavere montato su molle. Tutti i mezzi dell’arte sono stati impiegati per camuffare questa mummia da giovane. Una meravigliosa parrucca, le fedine, i baffi e il pizzo alla spagnola di un magnifico color nero nascondono metà della faccia. Il viso è imbiancato e imbellettato con perizia non comune e quasi non si vedono rughe. Dove si sono cacciate? Non si sa. È vestito proprio alla moda, come se fosse balzato fuori da un figurino. Ha indosso un abito da visita, o qualcosa di simile, com’è vero Dio, non so che cosa precisamente, ma certo un abito all’ultimissima moda Continua a leggere “FËDOR DOSTOEVSKIJ Il principe è tutto imbevuto di profumi”

Sticazzi e mecojoni

Allora bisogna che qui al nord incominciate a imparare l’uso esatto dei termini e delle lucuzioni romane. Sticazzi si usa quando di una cosa non ce ne frega niente. Per esempio: Lo sai che Saint Vincent ha 4000 abitanti? Sticazzi, puoi dire. Cioè, chissenefrega. Come lo usate voi, Italo, è sbagliato. Devi cercare un ago nel pagliaio? Allora devi dire: mecojoni! Mecojoni indica stupore, lo usi per dire: accidenti! Capisci la differenza Italo? Non puoi usare sticazzi per esprimere meraviglia, sorpresa. Sticazzi lo usi per dire chissenefrega. Ho vinto alla lotteria 40 milioni di euro? Mecojoni, devi dire! Se dici sticazzi significa: non me ne frega niente. Deruta e D’Intino devono cercare tutti i trans di Aosta e provincia. Tu che devi dire?». Continua a leggere “Sticazzi e mecojoni”

MÅNESKIN Torna a casa

Da «Il ballo della vita» (2018)

Cammino per la mia città ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto Continua a leggere “MÅNESKIN Torna a casa”