Da «Satura» (1971)
«Pregava?» «Sì, pregava Sant’Antonio
perché fa ritrovare
gli ombrelli smarriti e altri oggetti
del guardaroba di Sant’Ermete».
«Per questo solo?» «Anche per i suoi morti
e per me».
«È sufficiente» disse il prete.
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
Da «Satura» (1971)
«Pregava?» «Sì, pregava Sant’Antonio
perché fa ritrovare
gli ombrelli smarriti e altri oggetti
del guardaroba di Sant’Ermete».
«Per questo solo?» «Anche per i suoi morti
e per me».
«È sufficiente» disse il prete.
Sempre a proposito delle magnifiche sorti e innovative (non lo sono mai abbastanza): si torna a parlare dei danni della DaD, ma non si parla abbastanza di quanto abbiamo cooperato ai danni della DaD. Di come ci siamo integrati velocemente, di come ci siamo adattati in modo agile alla didattica digitalizzata.
Continua a leggere “Le magnifiche sorti e innovative (2)”Da «Il Caffè», numero 1, articolo 1 (giugno 1764)
Cos’è questo Caffè? È un foglio di stampa che si pubblicherà ogni dieci giorni. Cosa conterrà questo foglio di stampa? Cose varie, cose disparatissime, cose inedite, cose fatte da diversi Autori, cose tutte dirette alla pubblica utilità. Va bene: ma con quale stile saranno eglino scritti questi fogli? Con ogni stile, che non annoj. E sin a quando fate voi conto di continuare quest’Opera? Insin a tanto, che avranno spaccio. Se il Pubblico si determina a leggerli, noi continueremo per un anno, e per più ancora, e in fine d’ogni anco dei trentasei foglj se ne farà un tomo di mole discreta: se poi il Pubblico non li legge, la nostra fatica sarebbe inutile, perciò ci fermeremo anche al quarto, anche al terzo foglio di stampa. Continua a leggere “PIETRO VERRI Cos’è questo Caffè?”
In certe sere d’inverno il mare, incalzato dal vento contrario di levante, riempie ogni canale come una vasca da bagno, fino all’orlo, e a volte trabocca. È un allagamento the non provoca le urla dell’inquilino del piano di sotto, perché non c’è un piano di sotto. La città si ritrova con l’acqua alle caviglie, e le imbarcazioni, «legate ai muri come animali» (per citare Cassiodoro), s’impennano. La scarpa del pellegrino, dopo essersi avventurata nell’acqua, si sta asciugando sul radiatore della sua camera d’albergo; il veneziano si tuffa nelle profondità del proprio armadio per pescare un paio di stivali di gomma. «Acqua alta» dice una voce alla radio, e il traffico umano ha una pausa. Le strade si vuotano, negozi, bar, ristoranti e trattorie chiudono i battenti. Continua a leggere “Acqua alta”
Da «Animali in versi» (2022)
Spiace per la Poesia, che punta
le sue sue carte su primule
e allodole, su rondini
e giunchiglie. Ma per l’alzabandiera
di ogni nuova primavera, il primo
a presentarsi è l’angariato
rospo, che sbuca dalla tana dove
stava sepolto dall’autunno
precedente. Di tanto in tanto,
è vero, dorme talmente sodo
che salta un anno intero.
Ma l’omissione resta: per quanto
imprevedibile, è lui il gran
ciambellano di questa sacra festa.
Da «Nero a metà» (1980)
E fermati un momento
E dimmi dove sei
Io vado controvento e so che non ti aiuterei
E prendi un po’ di pane
Però tu mi hai fatto male
E prendi anche la frutta
E nun fa niente ca si’ brutto
A leggere attentamente ciò che sta accadendo nel dibattito sulla scuola, è difficile non pensare che dietro alla lotta ai voti, alla trasformazione della scuola in “certificazione delle competenze” ed esposizione del proprio “capolavoro”, possa esserci un’idea subdola e molto pericolosa.
Potrebbe essere sintetizzata così: non è più l’insegnante che sa e decide quali sono le conoscenze importanti che gli studenti devono acquisire; coerentemente con ciò, non è più compito dell’insegnante quello di verificare se gli studenti possiedono o meno certe conoscenze e abilità, né quello di aiutarli in tutti i modi ad acquisirle e a rielaborarle. Semplicemente, l’insegnante deve valorizzare quello che lo studente sa (fare) già Continua a leggere “LA NOSTRA SCUOLA – ASSOCIAZIONE AGORÀ 33 Il «capolavoro», gli orientatori e la fine della scuola”
Da «Nove saggi danteschi»
Superati i cerchi dell’Inferno e le ardue terrazze del Purgatorio, Dante, nel Paradiso terrestre, incontra finalmente Beatrice; Ozanam ritiene che la scena (certo una delle più stupefacenti che la letteratura abbia prodotto) costituisca il nucleo originario della Commedia. È mio proposito riferirla, riassumere cio che dicono gli scoliasti e avanzare qualche osservazione, forse nuova, di carattere psicologico.
Continua a leggere “JORGE LUIS BORGES L’incontro in un sogno”Quello che segue è un brano di Reto U. Schneider che ho letto su un supplemento di «Internazionale» dedicato all’intelligenza artificiale.
Youwrite scrive in pochi secondi brevi testi su argomenti a scelta che spesso sono meglio di quanto ci si può aspettare dai ragazzi. Dal punto di vista degli studenti questi elaborati, al contrario della mera copiatura, hanno il vantaggio che se l’insegnante li cerca per individuare un plagio, non li troverà mai, per il semplice fatto che non sono plagi.
L’intelligenza artificiale a scuola ci sfida. Che vi piaccia o no, ci stimola a restare al passo con i tempi. Continua a leggere “Le magnifiche sorti e innovative”
In questo momento la vespa
è il nemico
uccidila
e non badare alla fine d’una specie
di strisce gialle e nere
d’ali membranose
d’ago velenoso
tutt’al più vuol dire che domani deserta
la buccia crespa delle mele mézze moriremo
dopo
meravigliosamente dopo la fine delle vespe.