Brigantaggio (3)

Non aspetta nemmeno che finisca il nuovo Esame di Stato (in alcune scuole gli orali sono iniziati oggi), il ministro Bussetti per fare un bilancio. Naturalmente è un bilancio positivo. È soddisfatto, il ministro Bussetti, ospite di Maria Latella e Oscar Giannino a Radio 24, perché «tutto il sistema scuola ha avuto un risultato gradito, rispetto alle premesse e ai dubbi che c’erano su alcune novità». La sottolineatura di tutto il sistema scuola richiama lo slogan di Salvini: 60 milioni di italiani sono con me.

I più contenti sono naturalmente i ragazzi (tutti): «I ragazzi hanno veramente colto il senso di questa maturità nei loro confronti, cioè l’attenzione alla meritocrazia». E soprattutto, sollevati perché il colloquio, lo spauracchio di questo nuovo esame, «è stato invece più facile del previsto» Continua a leggere “Brigantaggio (3)”

RAYMOND CHANDLER Il bersaglio

[da «La signora del lago», traduzione di Oreste Del Buono, Feltrinelli, Milano 1996, pp. 185-7]

—Allora credete che abbia ucciso Lavery? — disse tranquillamente.

— Non lo credo, lo so.

— E volete sapere perché sono tornata indietro?

— Be’, in fondo, in fondo, cosa volete che m’importi? — dissi.

Ora rideva proprio, gelida e sprezzante. — Mi aveva fregato tutti i soldi. Tutti i miei soldi, spiccioli compresi. È per questo che sono tornata. Continua a leggere “RAYMOND CHANDLER Il bersaglio”

Minibot

I minibot sono delle obbligazioni con un valore di poche decine di euro che il governo vorrebbe usare per emettere nuovo debito. L’idea di fondo è chiara già nel nome, che abbina alla sigla bot (buoni ordinari del tesoro) il prefisso mini per indicare che i titoli in questione avrebbero un valore inferiore al minimo fissato per le obbligazioni emesse dal governo. Al momento non è chiaro se i minibot potrebbero essere usati per acquistare prodotti o servizi. In ogni caso per renderli valuta legale bisognerebbe cambiare le leggi italiane e obbligare l’intero sistema economico nazionale ad accettarli. Continua a leggere “Minibot”

Lasciamoli lavorare (21)

Un sito di news (al confine con le fake news) scolastiche riferisce che Salvini avrebbe detto «C’è ancora da fare la riforma della scuola». Tutti i governi degli ultimi vent’anni si sono intestati una riforma della scuola. Quindi il discorso fila: c’è stata una riforma Berlinguer, una riforma Moratti, una riforma Gelmini, c’è stata la sciagurata Buona Scuola di Renzi, ci sarà anche una riforma Salvini. Poiché finora è stato fatto pochino per la scuola, specie rispetto agli impegni contenuti nel contratto di governo, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.

In cosa consisterebbe poi questa riforma Salvini? Questo il sito di news scolastiche più seguito dai docenti italiani non lo dice. Ma non è difficile intuire quali potranno essere le linee guida di una riforma grilloleghista Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (21)”

Coscienza

Coscienza. Stato morboso dello stomaco che contagia la materia grigia del cervello e produce un conflitto mentale.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo (1911)

La ragione c’inganna troppo spesso […]. La coscienza, invece, non c’inganna mai: essa è la vera guida dell’uomo, è per l’anima ciò che l’istinto è per il corpo. Chi la segue obbedisce alla natura e non teme di sbagliare.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

In materia di coscienza, la legge della maggioranza non ha valore.
Gandhi

La coscienza rende possibili le esperienze mentali, dal piacere al dolore, insieme a tutto quello che noi percepiamo, memorizziamo, richiamiamo e manipoliamo quando, nel processo di osservare, pensare e ragionare, descriviamo il mondo intorno a noi e dentro di noi. Se dovessimo rimuovere la componente cosciente dai nostri stati mentali, voi e io avremmo comunque un flusso di immagini nella mente, che però non sarebbero legate a noi come singoli individui. Le immagini non sarebbero proprietà mia, vostra o di qualcun altro. Scorrerebbero andando alla deriva.
Antonio Damasio, Sentire e conoscere

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Aria fritta 2.0

Estate o inverno (l’Estate è meglio), tutti hanno sempre qualcosa da dire sulla scuola, un’opinione qualificata, un consiglio da esperti, che naturalmente i mezzi di informazione rimbalzano immediatamente e con gioia, soprattutto se l’opinione qualificata parte da un informatore, e non putacaso da uno che la scuola la fa tutti i giorni. Questa volta è il turno di Enrico Mentana, il cui curriculum, da Berlusconi alla maratona, è noto a tutti. E che non è nuovo a esternare il suo pensiero sulla materia.

Dice Mentana: la scuola insegna cose antiquate e non prepara per il lavoro, gli insegnanti masticano poco inglese e webbe. Aria fritta 2.0: Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la scuola delle tre i (inglese, internet, impresa). La buona scuola ha introdotto a tamburo battente l’alternanza scuola-lavoro (che poi ha cambiato nome) per avvicinare i giovani al loro futuro. E sì, si fanno cose antiquate, ma molte classi sono dotate di lim (lavagna interattiva multimediale) dove i contenuti scorrono con sottofondi musicali accattivanti e intervallati da spot pubblicitari, in pieno stile webbe. E quasi dappertutto le noiose interrogazioni sono state sostituite da quiz, preludio alle domande cui gli studenti dovranno rispondere quando saranno fuori dalla scuola.

Gatto

Vorrei avere nella mia casa:
una donna assennata,
un gatto che passi tra i libri,
degli amici in ogni stagione
senza i quali non posso vivere.
Guillaume Apollinaire

La gatta, da quando s’è trasferita a Bologna ha messo su un’avidità, s’è messa a mangiare quattro volte al giorno Mangia come un avvocato le ho detto una volta a Francesca che era una cosa che la diceva sempre mia nonna del camino per intendere che consumava molta legna Mangia come un avvocato, diceva, e Francesca, quando ha sentito così si è messa a chiamare la gatta avvocato adesso anch’io, la chiamo avvocato, la mia gatta Paolo.
Paolo Nori, Gli scarti Continua a leggere “Gatto”

Brigantaggio (2)

Quella che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinano a chiamare maturità, ma non si chiama più maturità da almeno vent’anni, consiste di tre prove. La prima prova scritta è il tema di italiano, la seconda prova scritta verte sulle materie di indirizzo. Dopo che i candidati hanno sostenuto le due prove scritte, la commissione si riunisce e corregge i compiti assegnando 40 punti, 20 per l’italiano e 20 per le materie di indirizzo oggetto della seconda prova. Che si sommano ai 40 punti scaturiti dal cosiddetto credito scolastico. La terza prova, che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinavano a chiamare quizzone, ma che non è stato quasi mai un quizzone, è stata abolita.

Dalle prove scritte si passa direttamente al colloquio. Continua a leggere “Brigantaggio (2)”

Nemico

Je vous prie de ne pas mes (sic) nommer mes ennemis.
Dino Campana a Sibilla Aleramo, 27 luglio 2016

La favola del bono italiano deve cessare […]. Per ogni camerata caduto paghino con la vita 10 ribelli. Non fidatevi di chi vi circonda. Ricordatevi che il nemico è ovunque; il passante che vi saluta, la donna che avvicinate, l’oste che vi vende il bicchiere di vino […]. Ricordatevi che è meglio essere temuti che disprezzati.
Alessandro Pirzio Biroli (1942)

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ZOLTAN ISTVAN La cultura del chip sottopelle

[da The New York Times, tradotto da «Internazionale», 1309, 31 maggio 2019]

Migliaia di persone in tutto il mondo hanno un microchip nel corpo. Ma le leggi che regolano gli impianti sono poche e c’è molto scetticismo verso questa tecnologia

L’impianto di microchip negli esseri umani non è più fantascienza. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno nel corpo un chip o un trasmettitore elettronico, spesso per scopi medici, come gli impianti cocleari per i sordi. Ultimamente, però, i sostenitori delle modifiche corporee e gli appassionati di tecnologia s’impiantano dei microchip per fare cose come accendere l’auto o pagare in bitcoin.

Il mercato degli impianti tecnologici per uso non medico non è regolamentato, ma la situazione potrebbe cambiare: gli inviti ad avere leggi più severe sono sempre più insistenti. Continua a leggere “ZOLTAN ISTVAN La cultura del chip sottopelle”