VIRGINIE DESPENTES Gli uomini possono ammazzarti

Da «Caro stronzo»

Sopportiamo perfettamente l’idea che le donne siano ammazzate dagli uomini per il solo motivo che sono donne. Salvo se sono bambine o donne anziane. Il che vuol dire che sopportiamo perfettamente l’idea che una donna sia vittima di un uomo finché ha l’età per avere una sessualità attiva. Anche se sposata, anche se mamma, anche se suora – a partire dalla pubertà fino ai settantacinque anni è una vittima accettabile. E credo sia perché incidentalmente può evocare il sesso. La società comprende l’assassino. Lo condanna, chiaro. Ma prima di tutto lo comprende. È più forte di lui. Che si tratti di sua moglie o di una sconosciuta.

Immagina se al posto delle donne uccise dagli uomini si trattasse di impiegati uccisi dai loro datori di lavoro. L’opinione pubblica si irrigidirebbe maggiormente. Ogni due giorni, la notizia di un datore di lavoro che ha ucciso un suo impiegato. La gente si direbbe, qui stiamo esagerando. Dobbiamo poter timbrare il cartellino senza rischiare di venire strozzati o accoltellati o fatti fuori a colpi d’arma da fuoco. Se ogni due giorni un impiegato uccidesse un datore di lavoro sarebbe uno scandalo nazionale. Pensa ai titoloni: il datore di lavoro aveva sporto tre volte denuncia e ottenuto un ordine restrittivo, ma l’impiegato l’ha aspettato sotto casa e freddato a bruciapelo. È quando lo trasponi che ti accorgi di quanto il femminicidio sia tollerato. Gli uomini possono ammazzarti. È una spada di Damocle. Lo sappiamo. È come se ti consigliassero di giocare alla roulette russa.

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