Mi muovo proprio bene in questo gran casino

I

Il fatto che i 5s propongano un personaggio come Giuliano ministro dell’istruzione è un messaggio ai padroni del vapore, ai grandi elettori, hai visto mai che non hanno letto il programma (dove l’abolizione della 107 non è contemplata) e vadano a dare importanza solo agli slogan. Sono cose che si dicono prima delle elezioni.

Indipendentemente dal suo passato (ma si può prescindere dal passato? Non c’era nessuno con un passato un po’ meglio?) Giuliano attuerà il nostro programma, dice il coro dei 5s. Il programma che consiste nel cambiare qualche virgola della 107. O cambiare il nome di Alternanza Scuola Lavoro in Agenzia Anonima per il Territorio. Tanto per fare un esempio.

Intanto, lui, Giuliano, l’apostata, ha scritto un discorsetto dove dice che non è mai stato a favore della 107, anzi l’ha osteggiata e ora la smantellerà, il 5 maggio non ha fatto sciopero perché c’erano i test invalsi. Ah giusto, cosa dice il programma dei 5s riguardo ai test invalsi? Che non devono far parte delle prove di esame. Cioè in pratica non dice niente.

Il curriculum di Giuliano sembra scritto tutto tra ieri e oggi. Quello ufficiale, pubblicato dal Miur, è striminzito. Con un po’ di fortuna si trovano articoli scritti in tempi non sospetti e qualche video dove Giuliano è sempre sorridente, sembra il compagno radicale di Gaber che si muove proprio bene in questo gran casino. È sempre al posto giusto al momento giusto. All’intervistatore di Tuttoscuola che il 24 aprile 2015 gli chiedeva cosa pensasse dello sciopero, Giuliano rispondeva:

È un diritto sacrosanto scioperare. Spero che le motivazioni dello sciopero non risiedano in una opposizione al cambiamento necessario per migliorare il nostro sistema educativo. il DDL ‘La Buona Scuola’ prevede il più grande piano di assunzioni nella scuola pubblica mai realizzato e l’introduzione di un concetto di responsabilità che per troppi anni è mancato nel nostro sistema educativo. Di fronte a questo cambiamento mi risulta molto difficile condividere le ragioni dello sciopero.

Il più grande piano di assunzioni è diventato nel discorsetto «La buona scuola è un provvedimento disastroso, che ha distrutto la vita di migliaia di insegnanti».

Giuliano, l’apostata, ha abiurato anche dall’ANP. Si è dimesso quando hanno definito contrastivi i docenti che si oppongono all’attuazione della Buona Scuola. Offeso. Come se fino ad allora la linea dell’ANP fosse stata per il dialogo tra dirigenti e docenti. Ma non c’è modo di controllare la fonte perché le sue dimissioni dall’Anp, al tempo, non hanno fatto notizia.

Ed è così convinto che la Buona Scuola sia stata un disastro che quest’anno è corso ad aderire alla sperimentazione del liceo in quattro anni, dopo che nella sua scuola, l’IIS Majorana di Brindisi sono stati formati 670 animatori digitali. D’altra parte lo chiamano preside 2.0, è uno con la bacchetta magica, padroneggia i mezzi tecnologici in maniera eccellente (curriculum), vuole convertire tutti al verbo tecnologico, non è un caso che come consulente della Giannini si occupasse del Piano scuola digitale. Nel programma del m5s ci sono due pagine sul tema della didattica innovativa: è un bell’affare. Da un giornale di Brindisi apprendiamo che il Majorana sotto questo profilo è la lepre dell’istruzione: «Corre veloce, tutti gli altri per il momento stanno dietro». Lo diceva, pensa te, Francesco Profumo.

II

Il m5s si è precipitato a mettere in rete documenti che «a noi risulta il contrario». In un video Salvatore Giuliano, l’apostata, cade dalle nuvole. Dice che lui la Buona Scuola non l’ha scritta, ha dato indicazioni sui laboratori. E intanto si scopre che Giuliano sul 5 maggio non solo non ha scioperato, ma è tra i firmatari di un appello contro lo sciopero da cui vale la pena estrapolare un brano

Vogliamo ribadire le nostre ragioni di contrarietà allo sciopero del 5 maggio, uno sciopero demagogico, peraltro proclamato nella data di svolgimento dei test del SNV, che riteniamo strumento indispensabile per la conoscenza dello stato di salute del nostro sistema educativo e per il suo miglioramento. Non ci sono scuse stavolta. Nessuno può parlare di tagli. Nessuno può parlare di precariato. Nessuno può parlare di distruzione della scuola pubblica.

A questo punto la domanda è: come è stato scelto Giuliano, tenuto conto che il criterio per cui un sostenitore della Buona Scuola, ancorché pentito, dovrebbe essere il più adatto a cambiare rotta, rimane oscuro. Di Maio, come capo politico, ha la delega per fare le nomine della presumibile squadra di governo. Questa squadra dovrebbe avere il consenso dalla base del movimento rispettandone il principio del movimento stesso. Ma la base, dalla sera alla mattina, ha reagito alla nomina di Giuliano facendo quadrato contro ogni voce critica. La priorità del movimento, più che contrastare la Buona Scuola, è vincere le elezioni. Se non vinciamo noi, ti ricordano a ogni post, arriva la Malpezzi o la Carfagna. Anzi, peggio, tu sei favorevole alla Malpezzi o alla Carfagna. Pochissime voci fuori dal coro. La più qualificata, ma isolata, è quella di Libero Tassella, che scrive con una lucidità sconosciuta ai suoi colleghi:

Non metto in discussione le capacità tecniche e didattiche del Dirigente Giuliano nel dirigere la sua scuola che quest’anno ha aderito alla sperimentazione della Fedeli per il liceo quadriennale, tuttavia credo che l’indicazione all’elettorato di una squadra di possibili ministri prima delle elezioni se non vuole essere una semplice operazione di marketing politico, debba sostanziare il programma proposto dal movimento. Ebbene la scelta del ministro competente credo debba essere organica a quel programma per prassi consolidata almeno per tutta la durata della legislatura appena conclusa e non frutto di successivi pentimenti e conversioni. Ebbene il Dott. Giuliano non è stato organico all’opposizione alla legge cosiddetta «Buona Scuola» bensì alle forze politiche che l’hanno voluta, approvata e realizzata attraverso Decreti attuativi.Il Dirigente Giuliano ha altresì pubblicamente sostenuta la riforma del PD finché ha collaborato presso il Miur prima con il ministro Giannini e poi con il Ministro Fedeli.

Ma rimango sulla mia domanda: perché è stato scelto proprio Giuliano? Se si legge bene il programma del movimento, il curriculum di Giuliano e alcune uscite dello stesso, sembra di poter dire: una bella dose di tecnocrazia nella scuola. Siete pronti a salire sulla piattaforma di lancio?

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