DANTE Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete

«Convivio», 2

Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete,
udite il ragionar ch’è nel mio core,
ch’io nol so dire altrui, sì mi par novo.
El ciel che segue lo vostro valore,
gentili creature che voi sete,
mi tragge ne lo stato ov’io mi trovo.
Onde ’l parlar de la vita ch’io provo,
par che si drizzi degnamente a vui:
però vi priego che lo mi ’ntendiate. Continua a leggere “DANTE Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete”

BALDASSARRE CASTIGLIONE La «grazia» e la «sprezzatura»

Da «Il libro del Cortegiano», I 26

Chi adunque vorrà esser buon discepolo, oltre al far le cose bene, sempre ha da metter ogni diligenza per assimigliarsi al maestro, e se possibil fosse, trasformarsi in lui. E quando già si sente aver fatto profitto, giova molto veder diversi uomini di tal professione, e, governandosi con quel buon giudicio che sempre gli ha da esser guida, andar scegliendo or da un or da un altro varie cose. E come la pecchia ne’ verdi prati sempre tra l’erbe va carpendo i fiori, così il nostro Cortegiano averà da rubare questa grazia da que’ che a lui parerà che la tenghino, e da ciascun quella parte che più sarà laudevole Continua a leggere “BALDASSARRE CASTIGLIONE La «grazia» e la «sprezzatura»”

MARTINA BASTIANELLO Elogio dei reietti

Roars, 10 ottobre 2023

I Magnifici 7:
La Lezione frontale
Il Libro-libro
I Contenuti (volevo solo insegnare i Fenici…)
L’Alfabeto
Distillati
La Cartina muta
W “I Mona”! (senza certificazione)

1. La Lezione frontale.

Non potevo che iniziare da Lei. Da oltre vent’anni – da quando, in buona sostanza, ho iniziato le prime supplenze – Lei viene bistrattata, offesa, vituperata, considerata fonte di sciagure: alla stregua della bella Elena – responsabile d’aver scatenato la guerra di Troia – la Lezione frontale pare abbia inflitto infiniti lutti… non agli Achei, questa volta, ma a generazioni di sfortunati studenti. Sembra che tutti, insomma, siano convinti che sia arrivato, oggi, il momento di liberarsi definitivamente della scellerata: la maggioranza dei genitori, dei docenti, dei formatori, degli opinionisti, delle aziende e dei rappresentanti del Miur forma un nutrito quanto deciso plotone di esecuzione.

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GIULIANA GIUSTI In che modo la lingua riflette la cultura di chi parla e non la realtà dei fatti

Cult, 1 febbraio 2021

Colgo l’occasione della chiamata di Flavia Barca a condividere riflessioni sulla (mancata) equità di genere nella cultura italiana e lo farò dalla prospettiva del mio ambito di ricerca e insegnamento: la linguistica. Il mio contributo verte sulla complessa relazione tra la natura sociale e biologica del linguaggio e la natura sociale e biologica del genere.

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ALESSANDRO MANZONI L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo

Da «Lettera al Marchese Cesare D’Azeglio sul Romanticismo»

Mi limiterò ad esporle quello che a me sembra il principio generale a cui si possano ridurre tutti i sentimenti particolari sul positivo romantico. Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso, mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo. Debba per conseguenza scegliere gli argomenti pei quali la massa dei lettori ha o avrà, a misura che diverrà più colta, una disposizione di curiosità e di affezione, nata da rapporti reali, a preferenza degli argomenti, pei quali una classe sola di lettori ha una affezione nata da abitudini scolastiche, e la moltitudine una riverenza non sentita né ragionata, ma ricevuta ciecamente. Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo”

GUIDO GOZZANO Totò Merumeni

Da «I colloqui»

I

Col suo giardino incolto, le sale vaste, i bei
balconi secentisti guarniti di verzura,
la villa sembra tolta da certi versi miei,
sembra la villa-tipo, del Libro di Lettura….

Pensa migliori giorni la villa triste, pensa
gaie brigate sotto gli alberi centenari,
banchetti illustri nella sala da pranzo immensa
e danze nel salone spoglio da gli antiquari. Continua a leggere “GUIDO GOZZANO Totò Merumeni”

Piove, governo ladro!

Da 055Firenze

Secondo alcuni […], quando i Granduchi di Toscana misero la tassa sul sale (da cui ha avuto origine anche il celeberrimo pane sciapo), la pesa veniva fatta sempre nei giorni di pioggia. E il sale, una volta bagnato, è notevolmente pesante. 

Secondo l’Enciclopedia Treccani Alfredo Panzini nel suo «Dizionario moderno»,  la frase nacque come didascalia di una vignetta. Nel 1861 i mazziniani avevano preparato a Torino una dimostrazione; ma il giorno fissato pioveva, e la dimostrazione non si fece. Una rivista satirica pubblicò allora una vignetta rappresentante tre mazziniani al riparo della pioggia dirotta e ci mise sotto la legenda: «Governo ladro, piove!».

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DASHIELL HAMMETT I lupi si stanno radunando

Da «La grande rapina», in «L’istinto della caccia»

Alle quattro di quel pomeriggio, Jack Counihan e io fermammo l’auto noleggiata in vista dell’ingresso dell’albergo in Stockton Street.
«Se l’è cavata con la polizia, perciò non aveva motivo per trasferirsi», dissi a Jack, «e preferirei non lasciar vedere la mia faccia a quelli dell’albergo, perché non li conosco. Se tarda a farsi vivo, allora entriamo».
Ci mettemmo a fumare e a discutere su chi sarebbe stato il prossimo campione dei pesi massimi, dove trovare del buon gin e che cosa fare con del buon gin, del nuovo e ingiusto regolamento dell’agenzia per il quale, in fatto di rimborso spese, Oakland non veniva più considerata una trasferta fuori città e altri simili argomenti eccitanti Continua a leggere “DASHIELL HAMMETT I lupi si stanno radunando”

SKIANTOS Sono un ribelle, mamma

«Skonnessi» (2006)

Pronto, passami la mamma, la mamma
Lo so che è ancora sveglia nella stanza
Sono le quattro del mattino
Avrei bisogno di parlarle un attimino
Sto bene, non è un incidente
Guarda, mamma, non mi è successo niente
Stanotte non torno lì a dormire
No mamma
Resto fuori, non c’è niente da spiegare
Giuro, non è per farti male
Dormo fuori e non farmela pesare
Sai, c’è un posto qui a casa degli amici
Parla forte, non capisco cosa dici

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GIOVANNI CAROSOTTI Una politica solo apparentemente schizofrenica (Sulle nuove indicazioni nazionali per i programmi dei cicli inferiori)

«Professione docente», marzo 2025

Il dibattito suscitato dalle nuove Indicazioni nazionali per i programmi dei cicli inferiori d’istruzione, e dai commenti a riguardo del ministro Valditara, è stato quanto mai ondivago e contraddittorio, non riuscendo a nostro parere a focalizzare l’attenzione sui nodi concettuali che – almeno dal punto di vista docente – dovrebbero essere prioritari quando si affronta il tema della riforma della scuola. Marcello Veneziani, in un furbo commento, ha voluto offrire un ritratto del ministro quale difensore dei saperi disciplinari, in contrasto con la retorica delle competenze che ha prevalso negli ultimi decenni. Poiché su queste pagine abbiamo più volte difeso la centralità del sapere disciplinare nel processo formativo, ci sentiamo in parte chiamati in causa, non condividendo affatto quest’immagine dell’attuale ministro.

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