Inemendabile

Il disegno di legge partorito con fatica dal governo Renzi è inemendabile. Non contiene neppure una cosa buona. Come la riforma Gelmini, con la differenza che questo testo è lungo, gronda di buone intenzioni, promette regali (gadget). Non lascia quasi nulla al caso, mentre lascia tutto al caos. Si occupa di ogni aspetto della vita scolastica per smontarlo e lo sostituisce con norme arbitrarie. Ridà vita al peggio del disegno di legge Aprea, alla riforma Moratti e a tutto ciò che della Gelmini è rimasto incompiuto. Sopprime ogni forma di democrazia nella scuola. Inganna i lavoratori (specialmente i precari) e gli studenti.

La strategia è chiara: ridimensionare la scuola pubblica e occupare quello che rimane. La tattica è sconclusionata. Il ddl attacca la scuola da ogni lato, smonta un sistema basato sui diritti e lo sostituisce con una piramide dove contano i legami personali. I docenti (tutti, una parte) finiscono in un albo e diventano clienti dei dirigenti. Saranno scelti in base a un curriculum. Continua a leggere “Inemendabile”

Facciamo l’ipotesi

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere che vuole demolire la scuola pubblica (e per la verità non sa usare nemmeno bene il piccone). Comincerà a parlare di buona scuola, di scuole belle, di scuole sicure, di scuole nuove, di scuole dove siamo tutti protagonisti a turno (studenti, docenti, il dirigente scolastico e le scuole, il personale no, neppure la didattica), di scuole trasparenti (una buona idea intanto è la bacheca dei beneficiari della 104), dei mille innamorati della scuola che ci aiutano a scrivere il disegno di legge (in realtà un decreto, in realtà tutti iscritti al pd), comincerà a pubblicare dépliant dove si vedono giovani sottratti alle pubblicità dei dentifrici intorno a un tavolo, per non parlare dell’insistenza sui premi per chi vuole emergere dal sommerso e lucidare le maniglie (20 euro) Continua a leggere “Facciamo l’ipotesi”

L’amore vince sempre sull’odio

Renzi ha superato Berlu? Quanto si è raffinata la propaganda dai tempi di Berlu?

Spigolando qua e là tra le dichiarazioni di ieri, tutte condite da questo entusiasmo dilagante per la scuola, le mille persone innamorate della scuola (scelte tra i clienti più affezionati) che ci affiancheranno da qui al 22 febbraio con il loro amore per la scuola (perché l’amore vince sempre sull’odio, come ci ha insegnato il nano) e per dire neppure una parola sui tagli o sulla sentenza di Lussemburgo. E mascherando abilmente quello che è solo un rinvio.

Un milione di cliccate alla buona scuola propagandate due giorni prima della chiusura della consultazione sono diventate per magia “hanno partecipato due milioni”. Un funzionario del miur assicurava ch hanno tutti cliccato e poi si sono intrattenuti a lungo. E si sono anche riprodotti. Continua a leggere “L’amore vince sempre sull’odio”

La cattiva scuola (c’era una volta la buona scuola)

Gli autori del testo #labuonascuola (subito in testa alle classifiche degli hashtag di tw, dopo pochi minuti) hanno usurpato il nome di una legge di iniziativa popolare che negli anni tra il secondo governo Berlusconi e il secondo Prodi propose, dopo ampia condivisione tra gruppi di insegnanti che avevano animato i comitati contro la Moratti, una piattaforma complessiva di riforma della scuola incentrata su alcuni punti essenziali, in primis la difesa della scuola pubblica. Ma uno più centrale: l’aumento della spesa pubblica per la scuola. Non un contentino di 60 euro a testa per i meritevoli o un miliardo per una gigantesca operazione di propaganda una tantum, dopo averne sottratti 8 con un’altra mano pochi anni prima. Continua a leggere “La cattiva scuola (c’era una volta la buona scuola)”