To everything turn, turn, turn (8)

Il settimanale tedesco Stern, «prestigioso settimanale tedesco Stern» lo definisce il ministro Fioramonti, titola: «Warum dieser italienische Minister ein Vorbild für Deutschland sein sollte» che, tradotto, significa che un ministro come Fioramonti servirebbe alla Germania. Ciò che fa meritare al ministro Fioramonti tanto elogio è nel sottotitolo: «Smog, Müll, Plastik», ovvero l’impegno del ministro Fioramonti a favore del clima. Nell’articolo il ministro Fioramonti è citato 15 volte, compresa la didascalia della foto. In particolare: «Fioramonti ist der rechtskonservativen Opposition ein Dorn im Auge» e «Die von Fioramonti vorgeschlagenen Maßnahmen sind tatsächlich fundamental». Lo scambio di ministri tra paesi dell’Unione europea si può fare?

To everything turn, turn, turn (7)

Il ministro Fioramonti crede nel gioco di squadra. Ma ha scoperto che il ministro dell’istruzione non fa parte della squadra, che le decisioni sull’istruzione vengono prese altrove. Dice: «Forse è normale che una Legge di Bilancio evolva continuamente. Ciò che è meno normale, però, è che un Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca venga a scoprire dalla rete dell’esistenza di norme che riguardano il suo settore, senza che sia stato neppure coinvolto». Bei tempi quando i ministri dell’Istruzione scoprivano l’esistenza di decreti da loro firmati direttamente dalla televisione.

To everything turn, turn, turn (6)

Il ministro Fioramonti vuole tassare le bevande zuccherine (altamente zuccherate) per finanziare la formazione e la ricerca. L’idea di fondo è colpire i consumi nocivi e fare cassa. Male che vada il primo obiettivo c’è sempre il secondo. Lobby dello zucchero permettendo.

L’educazione civica si farà ma senza aumento di organico: «L’intervento previsto non determina un incremento della dotazione organica complessiva». Il ministro è cambiato, ma il messaggio è rimasto lo stesso: si fa il fuoco con la legna che si ha.

 

 

To everything turn, turn, turn (5)

Alcune somme che la Legge di Bilancio concede alla scuola: 30 milioni per i dirigenti scolastici, 11 milioni per il «potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica», 2 milioni per favorire l’attivazione digitale, 15 milioni per le scuole che operano in contesti socio-economici svantaggiati. E infine, but not least, il taglio del cuneo fiscale permetterà ai docenti di recuperare 40 euro al mese.

Il ministro Fioramonti parla di sviluppo sostenibile: «We have an environmental and social challenge and the tools to face it: innovation and technology, with a focus on learning how to learn. Technical education with the new Industrial Revolution will be the leading force in identifying new ways for economic growth». E dell’importanza di leggere libri: «Ad Halloween vestitevi di libri; la cultura a tanti fa ancora paura» (cit. Snoopy).

To everything turn, turn, turn (4)

Il ministro Fioramonti reintroduce la Storia (maestra di vita) nell’esame di Stato. Non poteva rimanere insensibile all’appello di intellettuali come Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri. Dice: «Solo la conoscenza del passato può permetterci di costruire il futuro».  Ma soprattutto: «La storia non può essere solo una sequela di date e di battaglie da mandare a memoria, ma il racconto di una evoluzione umana in ambiti che ancora ci riguardano come il progresso sociale, la conquista dei diritti civili, la partecipazione democratica».

Sì e no. Ni. La clausola del ministro Fioramonti prevede che la storia sia una traccia obbligata della tipologia B. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (4)”

To everything turn, turn, turn (3)

Il Presidente della Camera Fico chiede più soldi per la scuola. Il ministro Fioramonti, ispirato, cita Calamandrei. Dice che la scuola è più importante del Parlamento e del Governo: «È dall’istruzione – ha spiegato il titolare del Miur – che noi ricominciamo a ricostruire questo Paese, ricominciamo a ricostruirlo anche e soprattutto lì dove operano le persone con più difficoltà, dalle periferie, dalle aree interne, dai luoghi con condizioni socio-economiche più difficili». Ringrazia tutti coloro che fanno a scuola in questo Paese e si rammarica che il Paese per troppo tempo ha dimenticato «il ruolo rivoluzionario e radicalmente emancipatorio della scuola». Il Paese, sì sì.

Post scriptum: Anna Ascani a Sky Tg 24 ha detto che i soldi per i contratti nella legge di bilancio ci sono.

To everything turn, turn, turn (2)

Il ministro Fioramonti vuole aumentare gli stipendi dei docenti. Se non raggiunge questo obiettivo è pronto a dimettersi. D’altra parte, l’unica via possibile, scrive il ministro Fioramonti in un tuit, l’unico investimento che ha davvero senso è «aumentare la spesa in istruzione e ricerca». Serve anche a contrastare le conseguenze disastrose del cambiamento climatico, cosa vuoi di più?

Il ministro Fioramonti dice basta stages di pcto nei fast-food: «aziende poco formative, senza progetti, e con episodi di sfruttamento». Intanto, ministro, comincia a depennarle dai campioni dell’alternanza.

Il ministro Fioramonti è preoccupato per l’aumento della devianza giovanile e della dispersione scolastica. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (2)”

To everything turn, turn, turn

Il ministro Fioramonti da quando si è insediato a viale Trastevere ha abolito il bonus per i meritevoli, il crocifisso in classe, le tre buste per il colloquio dell’esame di Stato (non è una lotteria) e l’obbligatorietà dei test invalsi in terza media. Ma, ministro Fioramonti, fallo un decreto ogni tanto.

Come obiettivo il ministro Fioramonti vuole ridurre drasticamente il precariato. Sa che però è un obiettivo difficile da raggiungere, specialmente a costo zero. Si accontenta di passare da 170.000 a 100.000 unità in un anno. Rispetto agli annunci con cui si è presentata la ministra Giannini ai tempi della Buona Scuola, gli va riconosciuta per lo meno l’onestà intellettuale. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn”

Avvertito

Leggo che Rondolino, l’intellettuale organico del PD renziano che quando veniva approvata la Buona Scuola incitava le forze dell’ordine a malmenare i docenti che manifestavano (e insultava gli insegnanti del Sud, i precari ecc.), è stato sanzionato. È una buona notizia.

Ma è una vittoria di Pirro. La ridicola sanzione (un avvertimento, non ci esce nemmeno un contentino) restituisce a questo personaggio un quarto d’ora di notorietà immeritata. Ma soprattutto Rondolino, che si distingue per uno stile provocatorio demenziale («se mia figlia avesse come insegnante la sindacalista pazza di Porta a porta domani andrei a scuola con un fucile mitragliatore» ecc ), è solo un Amerigo Dumini, uno che nella migliore delle ipotesi fiuta cosa si aspetta il padrone da lui e agisce. Nella peggiore, e più realistica, obbedisce e mette in pratica. L’attacco ai docenti, collaterale alla Buona Scuola, è stato progettato da personaggi che si sono variamente riciclati nel nuovo vecchio PD di Zingaretti. Al quale un Rondolino, con i suoi eccessi, non serve più.

Brigantaggio (3)

Non aspetta nemmeno che finisca il nuovo Esame di Stato (in alcune scuole gli orali sono iniziati oggi), il ministro Bussetti per fare un bilancio. Naturalmente è un bilancio positivo. È soddisfatto, il ministro Bussetti, ospite di Maria Latella e Oscar Giannino a Radio 24, perché «tutto il sistema scuola ha avuto un risultato gradito, rispetto alle premesse e ai dubbi che c’erano su alcune novità». La sottolineatura di tutto il sistema scuola richiama lo slogan di Salvini: 60 milioni di italiani sono con me.

I più contenti sono naturalmente i ragazzi (tutti): «I ragazzi hanno veramente colto il senso di questa maturità nei loro confronti, cioè l’attenzione alla meritocrazia». E soprattutto, sollevati perché il colloquio, lo spauracchio di questo nuovo esame, «è stato invece più facile del previsto» Continua a leggere “Brigantaggio (3)”