RENATA PULEO Invalsi fra Big Data e Data Despota

La scuola e noi, 31 marzo 2025

Cosa succede quando digitiamo

Il titolo inconsueto ha bisogno di qualche spiegazione. I dati big, importanti, che ci riguardano personalmente, sono in ogni istante intercettati attraverso i dispositivi che utilizziamo, ormai per qualsiasi funzione della vita sociale, per pratiche e istanze amministrative, in format, questionari, attestati, eccetera. È un’attività di rastrellamento operata dalle piattaforme private (le più note sono racchiuse nell’acronimo GAFAM: Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) e pubbliche. Dati oggettivi e soggettivi, posture e inclinazioni di gusto, rapporti affettivi (soft skills) diventano codici alfanumerici elaborati da potenti sistemi algoritmici Continua a leggere “RENATA PULEO Invalsi fra Big Data e Data Despota”

MARTIN VENATOR – GIULIA MERLINO Non si fa politica a scuola

«Non si fa politica a scuola».
Ce lo ripetono come un mantra. Ma chi lo dice mente, spesso sapendo di mentire.
Dire che «la politica deve restare fuori» è un atto profondamente politico: significa difendere lo status quo, quello fatto di disuguaglianze, silenzi imposti e ubbidienza travestita da buonsenso.
È una forma raffinata di censura preventiva, che serve a disinnescare ogni possibilità di pensiero critico. Chi dice «niente politica» spesso vuole solo dire: «Niente critica. Niente domande. Niente voce».
Noi diciamo l’opposto: la scuola è SEMPRE politica. Continua a leggere “MARTIN VENATOR – GIULIA MERLINO Non si fa politica a scuola”

LUCA MALGIOGLIO Una didattica «per competenze»?

La nostra scuola, 23 febbraio 2025

Le righe che seguono sono la rielaborazione della relazione presentata all’importante incontro di aggiornamento, dal titolo «Come cambia la scuola?», che si è svolto il 17 febbraio presso l’Istituto Di Vittorio-Lattanzio di Roma.

Le competenze sono un risultato chiuso, previsto a priori e in astratto; a pensarci, sono l’esatto opposto della cultura e del pensiero critico, che portano a conoscenze, scoperte e aperture sul mondo davvero nuove.

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LEONARDO TONDELLI Vietato criticare Israele, ora è obbligatorio a scuola

il manifesto, 11 ottobre 2025

Se a Gaza si è arrivati a una tregua, forse davvero è perché Trump sperava nel Nobel per la pace; un qualche merito lo avranno avuto anche i manifestanti che in tante parti del mondo sono riusciti a mantenere alta l’attenzione, e l’indignazione per quello che stava succedendo a Gaza.

Ora, un fatto singolare che ha stupito molti osservatori è che in Italia tra questi manifestanti vi siano molti studenti. Com’è possibile che un’intera generazione che fino a quel momento sembrava in pieno «letargo politico», per dirla con Baricco, si sia ritrovata in prima fila con idee molto nette? Proprio mentre i media tradizionali (ma anche i social network) sembravano molto più interessati a riflettere la propaganda israeliana? Se devo essere sincero, non so come sia andata.

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DANIELA TAFANI Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell’IA generativa

Roars, 21 ottobre 2024 [precedentemente apparso sul Bollettino telematico di filosofia politica]

Come l’omino di burro del romanzo di Collodi, chi introduca nelle scuole e nelle università strumenti di “intelligenza artificiale generativa” promette agli studenti un Paese dei Balocchi in cui potranno scrivere senza aver pensato. I sistemi neoliberali – nei quali si ritiene che la didattica sia un addestramento ai test e che la valutazione delle opere dei ricercatori non ne richieda la lettura – sono già pronti a un simile annientamento dell’istruzione pubblica e alla sua sostituzione con qualche software proprietario.

1. Macchine per scrivere frasi probabili

A un programma informatico si assegna talvolta il nome della facoltà umana che si desidera implementare; così, osservava nel 1976 Drew McDermott, si ingannano molte persone Continua a leggere “DANIELA TAFANI Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell’IA generativa”

LUCA MALGIOGLIO Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’«innovazione»

La nostra scuola, 13 febbraio 2025

Insegnare

Insegno da prima del Duemila, potrei mostrare con innumerevoli esempi il tracollo verticale delle capacità linguistiche degli studenti, che si è intensificato negli ultimi dieci anni, fino a diventare una vera e propria catastrofe dopo gli anni della “DaD”: grafie illeggibili, ortografia e punteggiatura quasi casuali, sintassi priva di una struttura logica, mancata conoscenza del significato della maggior parte delle parole anche di uso comune della nostra lingua, enormi difficoltà a pensare e a immaginare.

Tutti i colleghi con cui parlo e mi confronto riscontrano lo stesso fenomeno, del quale sembra non accorgersi soltanto chi in classe non ci sta ma è molto impegnato a decantare le presunte prodigiose virtù didattiche del digitale Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’«innovazione»”

STEFANO ROSSETTI La scuola senza pace (nota a margine delle nuove linee guida di Educazione Civica)

La scuola e noi, 27 gennaio 2025

A volte si dice che l’istruzione non ha più nessuna coerenza, che non è più ordinata a una visione chiara della società e del futuro, e che ormai è soggetta al caos e all’anomia delle società individualistiche. In realtà, il discorso dominante sottopone oggi la scuola a due logiche che sono più complementari che contraddittorie: il neoliberalismo e il vecchio nazionalismo autoritario.
C. Laval e F. Vergne, Educazione democratica, Novalogos, 2022, pag. 140

Il valore civile delle discipline e il dialogo fra i linguaggi

Questa riflessione ha un preciso punto di avvio: un’esperienza didattica che da molti anni propongo alle mie quinte, descritta qualche anno fa su queste pagine.

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GIOVANNA LO PRESTI Valditara, ovvero come copiare peggiorando

Volerelaluna, 8 gennaio 2025

Il ministro Valditara ama presentarsi nella veste di pacato uomo di cultura prestato alla politica, elegante nella sua giacca scura, ravvivata dalla spilla che raffigura lo storico simbolo della Lega, il guerriero con la spada sguainata forse da identificarsi con il mitico Alberto da Giussano che, secondo leggenda più che secondo ricostruzione storica, condusse alla vittoria la sua “Compagnia della morte” nella decisiva battaglia di Legnano contro il Barbarossa oppressore.

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DAVIDE VIERO La rivoluzione conservatrice delle competenze

Studium educationis, XXV, 2 dicembre 2024

Il costrutto di “competenza”, rappresenta una vera rivoluzione per la scuola e va rimeditato criticamente attraverso l’aiuto di altre dimensioni, quali quelle culturale, storica, politica ed economica.

In prima battuta c’è un aspetto linguistico del termine competenza che non è trascurabile, ovvero la sua connotazione positiva che abbassa ogni anticorpo verso questo termine. Chi infatti è a favore dell’incompetenza? Chi vorrebbe farsi operare da un chirurgo incompetente? Chi vorrebbe farsi aggiustare il lavandino da un idraulico incompetente?

Cercherò di risemantizzare questo termine; un termine che nella scuola compare da poco più di 10 anni, in quanto prima era associato a professioni ed attività connotate da una componente pratica.

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ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO Il pappagallo stocastico

«La nostra scuola», 31 dicembre 2024

Ricordavo di aver sentito dire che l’intelligenza artificiale (IA), qualunque cosa possa significare, poteva incontrare difficoltà nel rispondere a semplici quesiti, come: quante volte la lettera e compare nella parola intermittente?
Ho deciso di fare qualche semplice test con ChatGPT e, dopo pochi tentativi, ho trovato conferma di ciò che ricordavo. Come mostra la trascrizione della conversazione, che riporto alla fine di questo scritto, ChatGPT non è riuscito a contare quante volte la lettera e compare nella parola letterariamente. Ha sostenuto che compare 5 volte, quando anche un bambino riuscirebbe a contare 4 occorrenze. Continua a leggere “ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO Il pappagallo stocastico”