GIOVANNA CALTANISSETTA – DANILO CORRADI La lezione del contagio

[Jacobin, 20 marzo 2020]

La Didattica a distanza è la forma attuale dell’istruzione pubblica, causa pandemia. Ma il mezzo tecnico esaurisce la questione? Può la scuola – come sostiene il Ministero – ignorare il contesto e proseguire sulle piattaforme digitali come se nulla fosse?

Le scuole, prima in Lombardia, poi nel resto del paese, sono stati i primi spazi pubblici chiusi d’ufficio a causa del Coronavirus. Una decisione epocale, con tempi al momento ancora sconosciuti. Sin dalle prime ore di «sospensione delle attività didattiche», la Dad – «Didattica a distanza» – è stata proposta con forza come mezzo alternativo capace di garantire continuità formativa e diritto allo studio in tempi di pandemia.
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GIANNI MARCONATO Verso nuove competenze chiave e di cittadinanza

[La scuola e noi, 16 marzo 2020]

Quali siano le “competenze” che la scuola è istituzionalmente chiamata a sviluppare è chiaramente definito da una Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018. Queste le competenze:

  • competenza alfabetica funzionale
  • competenza multilinguistica
  • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria,
  • competenza digitale
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
  • competenza in materia di cittadinanza
  • competenza imprenditoriale
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

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MARCO GUASTAVIGNA Digitare prima dell’uso. Innovazione digitale a scuola: un problema piuttosto che una soluzione

[Giornale Cobas, agosto 2019]

L’amore del Superiore Ministero per l’immaginario “digitale” è davvero forte: tra 17 e 31 di luglio – sì: il mese in cui attività didattiche e collegiali sono sospese – gli interessati hanno potuto chiedere di partecipare alla selezione di un massimo di 120 docenti, destinati alle “équipe formative territoriali”, secondo quote regionali.

A valutarli sarà un’apposita commissione di tre membri, designati tra “dirigenti amministrativi e funzionari del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ovvero da professori o ricercatori universitari, dirigenti tecnici, dirigenti scolastici, docenti in posizione di comando”, in base a:

– titoli culturali e scientifici, fino a un massimo di 25 punti;
– esperienze professionali (35 punti);
– colloquio tecnico-motivazionale (40 punti).

Il colloquio riguarderà “un numero di docenti pari al doppio dei posti disponibili in ciascuna regione” Continua a leggere “MARCO GUASTAVIGNA Digitare prima dell’uso. Innovazione digitale a scuola: un problema piuttosto che una soluzione”

ENRICO GALIANO insegnare è una cosa che non si può fare a distanza

[Il Libraio, 5 marzo 2020]

Il vocabolario della lingua italiana non è certo parco di sostantivi per definire quello che sta succedendo a scuola in questi giorni: baraonda, caos, bolgia, pandemonio, scompiglio, confusione, ognuno scelga quello che preferisce, anche se forse la migliore di tutte resta: un grande, grande, casino.

Telefonate preoccupate in presidenza da parte di genitori in ansia perché vedono i propri figli ciondolare per casa indolenti e sfaccendati e, alla domanda “Ma non c’hai dei compiti da fare tu?” si sentono rispondere dai propri pargoli con un ghigno soddisfatto: “No, sul registro elettronico non c’è niente!”

Telefoni di insegnanti che sfiorano la temperatura di fusione a forza di tutte le vibrazioni provenienti dai nuovi gruppi whatsapp creati all’impronta con gli studenti, perché il registro si impalla sempre e comunque è un inferno per le comunicazioni veloci e alla fine sempre da Zuckerberg tocca tornare.
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MAURO PRESINI Dieci consigli per evitare l’infezione da virus dell’ignoranza

[Like @ Rolling Stone, 26 febbraio 2020]

Siamo un Paese con un tasso di dispersione scolastica molto serio, con un livello di abbandono scolastico preoccupante, con un grado di analfabetismo funzionale allarmante, in cui ci sono meno diplomati e meno laureati rispetto all’Unione Europea… eppure in molti credono di saper fare gli insegnanti ed ora anche di saper fare i virologi.
Siamo un Paese che non si preoccupa seriamente del pericoloso virus dell’ignoranza… infatti svuotiamo i supermercati come se ci fosse la carestia, accumuliamo bottiglie d’acqua come se ci fosse la siccità, cerchiamo un benzinaio che possa farci il pieno di amuchina, indossiamo mascherine solo fra una sigaretta ed un’altra, ci laviamo le mani ma ci teniamo la coscienza sporca. Continua a leggere “MAURO PRESINI Dieci consigli per evitare l’infezione da virus dell’ignoranza”

RAFFAELE IOSA Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi

[Educazione&Scuola, 16 dicembre 2001]

Non si inganni il lettore: la proposta Bertagna non è il frutto perverso di un unico pedagogista, visto che ha già lo smacco di 5 dei colleghi della commissione dissociati da un documento pur fatto (si diceva) insieme. Troppo reazionario e perfino rancoroso il documento Bertagna per non pensare che, ancora nascosto, non vi sia il “vero documento”, più morbido, che il ministro lancerà come segno dell’arte di mediazione.
Ma l’anima culturale di questo documento è molto chiara, il fatto solo di portarlo agli Stati Generali di Foligno è una “prova di forza”, poi la mediazione cercherà di spostare il più a destra possibile la filosofia della scuola, pur concedendo pezzettini a tutti di consolazione (per esempio sul tempo scuola e gli organici). Continua a leggere “RAFFAELE IOSA Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi”

LUCIA OLINI – CRISTINA NESI Le tipologie A e B all’esame di stato

[La scuola e noi, 27 gennaio 2020]

Sintesi degli interventi di Lucia Olini e Cristina Nesi alla Fiera Didacta Italia (Firenze, 9 ottobre 2019; panel ADI SD «La prima prova nel contesto del nuovo esame di Stato MIUR»)

LUCIA OLINI – Riflessioni a margine della tipologia A

Oggi siamo inondati dalla scrittura, ma le nuove tecnologie, usate compulsivamente, potrebbero deformarne la funzione, esaltando la velocità di esecuzione a scapito della complessità della riflessione.

Affrontare il problema dell’apprendimento della scrittura oggi, alla ricerca di tecniche efficaci per favorire buone pratiche, implica perciò ripensare la lettura e rivalutare l’approccio cognitivista che fa della scrittura un’attività di produzione di senso. Continua a leggere “LUCIA OLINI – CRISTINA NESI Le tipologie A e B all’esame di stato”

DAVIDE BORRELLI Dire qualcosa di sociologico sulla valutazione

[Roars, 28 gennaio 2020]

Il post contiene il testo dell’intervento di Davide Borrelli alla sessione «La valutazione: Sociologia e Ingegneria Gestionale». XII Congresso Nazionale AIS Sociologia in dialogo. Algoritmo, cervello, valutazione, Napoli, 23-25 gennaio 2020

Oggi non parlerò degli effetti perversi, delle devastanti conseguenze sistemiche, o delle grottesche falle metodologiche (ma perfino logiche) del dispositivo di valutazione premiale dell’università.

Del resto, una disputa tecnica tende a fare il gioco del dispositivo perché, risucchiata all’interno del suo codice, rischia di stemperare ogni radicalità, cioè di non aggredire le radici del problema. Continua a leggere “DAVIDE BORRELLI Dire qualcosa di sociologico sulla valutazione”

PETER FREEMAN La parola d’ordine è: performance

La storia dell’Istituto Comprensivo di via Trionfale e del modo in cui questa scuola si presenta al pubblico è esemplare. Ma le ragioni per cui questa vicenda è esemplare sono omesse dai resoconti giornalistici e relativi commenti dei principali quotidiani italiani. Provo a riassumerle.

1. Da anni la nostra scuola pubblica è stata ridotta a un prodotto commerciale. Le «presentazioni» sui siti web e gli «open day» durante i quali ogni istituto cerca di attrarre nuove iscrizioni – spesso attraverso descrizioni delle proprie attività in buona parte non corrispondenti al vero e comunque infiocchettate – sono parte integrante di questo processo. Chiunque abbia preso parte a un «open day» si è potuto rendere conto di questa cosa. Continua a leggere “PETER FREEMAN La parola d’ordine è: performance”

USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore

[Contropiano, 17 gennaio 2020]

Sui quotidiani, in tv e sui social è scoppiata l’ennesima polemica sul classismo della scuola italiana. Sul sito dell’Istituto Comprensivo di Via Trionfale a Roma nella presentazione dell’istituto compare una dettagliata definizione e distinzione dell’estrazione sociale degli studenti che lo frequentano, un’estrazione sociale molto differente a seconda dei plessi che lo compongono.

La polemica è però, a nostro avviso, ancora una volta distorta (non è la prima, risalgono a un anno fa quelle sulle presentazioni di alcuni licei romani), volutamente disinformata, finisce per creare ulteriore disinformazione e, soprattutto, non centra l’obiettivo. Continua a leggere “USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore”