OSA NAZIONALE Per l’apertura totale delle scuole a settembre

[pubblicato su Instagram, 31 maggio 2020]

In questi ultimi quattro mesi di sospensione delle lezioni in presenza a causa del Coronavirus, in cui è stata adotta la didattica a distanza, sono emerse tutte le contraddizioni presenti nell’Istruzione pubblica italiana, dovute ai tagli fatti dai vari governi di centro destra e centro sinistra e alle riforme neoliberiste della scuola che si sono susseguite negli ultimi trent’anni.

La DaD, l’unica soluzione possibile per mantenere il rapporto tra studenti e professori (che però non è stata accessibile a tantissimi studenti che, come prima della Pandemia, sono stati lasciati indietro) si è rivelata da subito l’ennesima occasione per il Governo e il padronato di confermare ed implementare il carattere nozionistico su cui è basato l’attuale modello di istruzione. Continua a leggere “OSA NAZIONALE Per l’apertura totale delle scuole a settembre”

CHIARA SARACENO La scuola ha tradito i più deboli

[«La Stampa», 16 maggio 2020]

All’inizio della pandemia, quando l’intero sistema è stato stravolto e tutti – insegnanti, studenti, genitori – hanno dovuto rivedere radicalmente ciò che davano per scontato, dalle modalità di insegnamento e apprendimento agli spazi e orari quotidiani, sembra che le preoccupazioni principali della ministra dell’Istruzione siano state il mantenimento del calendario scolastico, la garanzia che nessuno sarebbe stato bocciato e la valutazione degli apprendimenti. Che intere settimane di scuola siano saltate prima che qualche cosa si mettesse in moto, che questo “qualcosa”, sotto l’etichetta di “didattica a distanza” si sia realizzato in modi diversissimi per impegno degli insegnanti, tempo, grado di coinvolgimento forzato dei genitori necessario, accessibilità da parte degli studenti, efficacia a seconda, non solo della capacità degli insegnanti, ma dell’età degli studenti e delle condizioni ambientali in cui vivono – tutto questo non sembra entrato nelle priorità della ministra. Continua a leggere “CHIARA SARACENO La scuola ha tradito i più deboli”

SARA CUNIAL La DAD non è la risposta

[post su facebook, 13 maggio 2020]

Esaltare la Didattica a Distanza come soluzione e prospettiva significa uccidere e alienare definitivamente non solo la nostra scuola, ma anche gli stessi ragazzi. Una scuola senza relazioni, contatti ed emozioni, senza compresenza e senza interazione non può definirsi tale. L’esperienza e la condivisione sono le basi di qualsiasi formazione che si vuole chiamare tale.

“Questa non può chiamarsi scuola. Tutto ciò non giova ai nostri animi. Non era Plutarco colui che affermava che i “giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accedere”? In questo momento le nostre fiaccole non fanno più luce. Non era Kant ad affermare che “l’uomo deve uscire dallo stato di minorità per servirsi della propria intelligenza”? Continua a leggere “SARA CUNIAL La DAD non è la risposta”

CARLO SCOGNAMIGLIO Sul distanziamento didattico e la riapertura delle scuole

[MicroMega, 14 maggio 2020]

Poniamo nell’ordine tre elementi problematici, discutiamoli e poi tracciamone il nesso.

Primo: il processo di apprendimento, nelle varie fasce d’età, non segue il medesimo tracciato, se svolto in presenza oppure a distanza. Secondariamente, le dinamiche affettive e motivazionali coinvolte in un processo di apprendimento, durante un’emergenza sanitaria ed economica, evidenziano un ulteriore elemento di eccezionalità. Consideriamo infine la proposta messa sul tappeto dagli “esperti” ministeriali, di far lavorare nel medesimo tempo una parte degli alunni in presenza, e un’altra a distanza. Proposta inizialmente rivolta all’intera comunità studentesca, e poi – per valutazioni legate per lo più alla custodia domestica (e giammai alla qualità didattica) – riservata soltanto agli studenti della secondaria superiore. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Sul distanziamento didattico e la riapertura delle scuole”

DANIELE LO VETERE Chiedi chi erano i Beatles: divagazione su scuola e memoria

[Il presente e noi, 6 maggio 2020]

Domenica mattina, durante un’intervista a SkyTg24, il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha sviluppato un ragionamento così riassumibile: nell’apprendimento la motivazione è essenziale, solo ciò che interessa lo studente è motivante, i contenuti non interessanti e non motivanti possono essere sostituiti da altri, l’obiettivo infatti è sviluppare una competenza, non l’apprendimento di quel contenuto; perciò, se l’obiettivo è, poniamo, sviluppare la comprensione del testo, un Dante da sbadiglio potrà essere sostituito da una canzone dei Beatles. Non si può dire che si tratti di un ragionamento che abbia in sé la forza dirompente della novità. Siamo allo standard riformistico medio, ripetuto anche un po’ macchinalmente e schematicamente: competenza, cultura pop, motivazione, apprendimento centrato sullo studente, tra i buoni; conoscenze, cultura letteraria, noia, apprendimento centrato sui contenuti, tra i cattivi. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Chiedi chi erano i Beatles: divagazione su scuola e memoria”

WALTER LAPINI La didattica con lo sguardo impossibile «da remoto»

Corriere della Sera», 11 maggio 2020]

Spero che nessuno dimenticherà il sacrificio, non solo contrattuale e sindacale, che la scuola dell’emergenza si sta sobbarcando in questi mesi. Unico antidoto ai social, essa ha dovuto rapidamente impararne il linguaggio, accettare una lunga suspension of dignity, infliggersi il gioco a guardie-e-ladri con allievi che sfuggono o copiano, si collegano e scollegano, facendosi beffe dell’insipienza informatica degli adulti, dei boomers, spesso peraltro immaginaria. Scattato il blocco, i professori hanno reagito in maniera fulminea e sincrona, senza aspettare imbeccate dall’alto. Si sono attivati con i mezzi che avevano – Skype, Zoom e quant’altro – e hanno salvato quello che si poteva salvare del quadrimestre appena iniziato. Continua a leggere “WALTER LAPINI La didattica con lo sguardo impossibile «da remoto»”

MARCO GUASTAVIGNA Resistere è (ancora) possibile – Autointervista, tra Narciso e Googlezilla

[Assoziazione DSchola, 13 maggio 2020]

  1. Chi sei?

Ho 68 anni, sono un ex-insegnante di scuola secondaria in quiescenza. Vivo a Chieri, in provincia di Torino e sono formatore e conferenziere a proposito delle tecnologie digitali nella didattica. Ho lavorato come professore a contratto per Università e Politecnico. Tengo traccia del mio percorso in www.noiosito.it. Particolarmente significativo per i temi di questa intervista è poi il mio blog, https://concetticontrastivi.org

  1. A cosa assegni priorità per quello che riguarda la cosiddetta DAD – didattica a distanza?

Io credo che le priorità siano due. Da una parte, nell’immediato, ridurre i danni della mancata prossimità, come sostengo debba essere più correttamente definita la condizione materiale e relazionale in cui avevano luogo i diversi percorsi scolastici fino a un paio di mesi fa. Continua a leggere “MARCO GUASTAVIGNA Resistere è (ancora) possibile – Autointervista, tra Narciso e Googlezilla”

GIOVANNI COCCHI Scuola: perché tutto torni come prima (e anche peggio)

[post su facebook, 12 maggio 2020]

Ho ingenuamente sperato che almeno questo virus riuscisse laddove il buon senso, la pedagogia, la Costituzione e la politica non erano arrivate: che le esigenze sanitarie oltre che obbligare a piccoli gruppi ci facessero finalmente capire che solo così, oltre che la sicurezza, può essere garantita una relazione significativa, un’educazione inclusiva, una didattica efficace, una scuola democratica ed egualitaria (“rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”).

Confesso di aver pensato: “e se fosse la volta buona che si spazzassero via per sempre le classi pollaio o semipollaio, che si dessero tutti i sostegni necessari ai disabili, l’alfabetizzazione ai migranti, che ci fossero abbastanza bidelli, che si aprissero cantieri per allargare e costruire tante nuove scuole, che…”? Continua a leggere “GIOVANNI COCCHI Scuola: perché tutto torni come prima (e anche peggio)”

ANNA ANGELUCCI Invalsi, fase 2: vergogna!

[Roars, 12 maggio 2020]

Dopo due mesi di quiete, l’INVALSI esce allo scoperto proponendo per settembre batterie di test per misurare le competenze acquisite durante il periodo di Didattica a Distanza. La proposta è quella di offrire uno strumento di valutazione  «attendibile» a studenti e docenti. Perché l’unica parola che ci viene in mente è: VERGOGNA?

Nella fase 1, che dura da anni e che ci ammorba ben prima del coronavirus, l’Invalsi ha lavorato alacremente per inoculare nella scuola il veleno della misurazione, delle competenze, dell’oggettività di fantomatici apprendimenti degli studenti da testare con il suo fastidiosissimo termometro, ancorché spuntato. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Invalsi, fase 2: vergogna!”

LORENZA BONINU Basterebbe la tv

[post su facebook, 8 maggio 2020]

Il professore come conferenziere. La trovata delle lezioni in streaming è veramente bizzarra. Sottintende l’idea del professore-conferenziere che declama il suo illuminato intervento mattutino davanti a un pubblico attento e partecipe, nonché silenzioso, con l’inevitabile battuta conclusiva: «ci sono domande?». Certo, se fare scuola fosse solo questo, non si capisce, seriamente, che bisogno ci sarebbe… della scuola. Basterebbe la tv. Ognuno a casa sua, poi un bel test standardizzato finale, e chi s’è visto, s’è visto. E invece la scuola, quella vera, è altro. È muoversi fra i banchi, parlare con gli studenti, guardarli in faccia, spiegare e rispiegare a quelli che non hanno capito, incazzarsi talvolta, scherzare, ogni tanto perdere tempo, fermarsi alla fine dell’ora a parlare con quello che ha un dubbio, un problema, o che semplicemente ha voglia di raccontarti i fatti suoi, di mostrarti il libro che sta leggendo o farti ascoltare la musica che gli piace, o magari quella che ha fatto lui.
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