GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare

[Doppiozero, 10 giugno 2020]

In autunno, sul banco delle novità della biblioteca del liceo in cui insegno, c’era un libro adesso famosissimo, Spillover di David Quammen. L’ho tenuto in mano a lungo, sfogliandolo e leggiucchiandolo; l’amico bibliotecario mi ha chiesto se volevo prenderlo in prestito (mi conosce, e sa che di solito se tengo in mano un libro per un tot poi me lo porto a casa); ci ho pensato su, e poi gli ho risposto: magari in estate, adesso non ho il tempo di leggerlo. E poi, mi sono anche detto: una volta letto, dove trovo il modo di parlarne in classe, io che insegno storia e filosofia? Fatto è che il tempo di leggerlo (è un librone, anche se divulgativo), fra lezioni da preparare, compiti da correggere, e un mare di impegni burocratici da sbrigare, forse non lo avevano neanche le/i collegh@ di scienze.

Poi è arrivata la pandemia Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare”

CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria

[«la Repubblica», 24 giugno 2020]

Lo scandalo della disattenzione sulla scuola sembra non avere limite. La ministra dell’Istruzione ha fatto avere la sua proposta di linee guida a Regioni e sindacati da cui emergono solo due cose chiaramente, entrambe preoccupanti.
La prima è che, in nome dell’autonomia scolastica, che viene comoda quando dal centro non ci si vuole assumere responsabilità, viene delegato totalmente alle singole scuole come “garantire il ritorno alla didattica in presenza”: turni, divisione delle classi in più gruppi, riaggregazione di gruppi di alunni di classi diverse e anche di anni diversi, didattica mista, un po’ in presenza e un po’ a distanza, aggregazione di diverse discipline in ambiti più grandi, possibilità di usare anche i sabati per i turni. Continua a leggere “CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria”

ANNA ANGELUCCI Docenti senza corpo

[Roars, 7 giugno 2020]

La locuzione latina habeas corpus, viene posta in Occidente a fondamento giuridico della salvaguardia della libertà individuale contro detenzioni arbitrarie ed extragiudiziali. Il principio di inviolabilità dei diritti fondamentali della persona avviene, in primis, attraverso il riconoscimento del suo corpo materiale, che non può essere sottoposto ad alcuna violenza fisica o morale, né arbitrariamente violato in alcun modo. La tecnologia digitale e l’uso pervasivo dei suoi strumenti in settori sempre più ampi della nostra vita privata e sociale, stanno incidendo profondamente sul concetto di persona, anche rispetto alla nostra stessa auto-percezione. E, con la diffusione incrementale di pratiche di dematerializzazione, possibili proprio in ragione dei nuovi strumenti informatici, anche il concetto di persona fisica insieme al perimetro del nostro corpo stanno vertiginosamente cambiando. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Docenti senza corpo”

MARTINA DI FEBO DAD: Disvelamento di un Annunciato Disastro?

[Roars, 3 giugno 2020]

La didattica a distanza ha avuto un indubitabile merito: mettere a nudo la reale natura della scuola italiana. Molto è stato già scritto sulla diseguaglianza digitale, sulla discriminazione sociale e sull’esclusione delle fasce più deboli di studenti. Per colmare il divario tecnologico, cosa fa il MIUR? Stanzia 85 milioni per l’acquisto di dispositivi. Per cercare di raggiungere un milione e seicentomila allievi ancora dispersi ai primi di aprile, qual è stata la mossa strategica del MIUR? Stabilire l’obbligatorietà della didattica a distanza e della relativa valutazione espressa in decimi. È stato sottolineato come la didattica a distanza non sia democratica[1], pochi, tuttavia, hanno sollevato dubbi di costituzionalità sull’obbligatorietà[2] di una modalità didattica che non riesce a raggiungere la totalità di studenti (in particolare negli ordini della scuola dell’obbligo). Continua a leggere “MARTINA DI FEBO DAD: Disvelamento di un Annunciato Disastro?”

CHIARA PANZIERI Scuola e pandemia: la scelta della Francia

[La scuola e noi, 22 giugno 2020]

Dall’agosto 2019 vivo in Francia, a Parigi, il che è significato lasciare la scuola secondaria di primo grado dove insegnavo e catapultare tutta la famiglia in una realtà diversa, figli alla scuola secondaria di primo grado compresi; così dalla mia situazione sospesa, da insegnante e genitore, ho vissuto questo periodo come l’occasione di osservare le scelte di un altro Paese in materia di istruzione e di fronte alla pandemia.

I miei figli qui a Parigi sono tornati a scuola dallo scorso martedì, il 2 giugno, eravamo tutti un po’ emozionati, era chiusa dal 16 marzo: la scuola che riapre è una bella sensazione, una dose di energia e speranza. Per me poi, che ritengo la scuola respiro di un Paese, è stato come tornare a respirare.

Il mio è però un osservatorio molto limitato, abito in un quartiere alle porte della città, le 20ème, Porte de Montreuil, nell’Est parigino; le scuole qui sono classificate nella Zona di Éducation Prioritaire Continua a leggere “CHIARA PANZIERI Scuola e pandemia: la scelta della Francia”

FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD

[La Bottega del Barbieri, 6 giugno 2020]

Le lodi delle magnifiche sorti e progressive della didattica a distanza le lascio fuori da questo spazio, perché a essere larghi, di tutte le considerazioni possibili, quelle a favore sono al massimo il 5%.

Sento già gli entusiasti della dad (sempre minuscola) fremere, chi si contenta frema e goda.

Mi ricordano quei chirurghi che, alla domande dei parenti del malato, rispondono che l’operazione è andata bene, ma il paziente è morto.

Per la dad è lo stesso, l’operazione, per chi voleva guadagnare, in tutti i sensi, è andata bene, peccato che la scuola è morta, per quest’anno.

Ho avuto accesso ai risultati di un questionario inviato alle studentesse e studenti delle scuole superiori. Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD”

MASSIMO GARGIULO I prof non sono eroi? Il Talmud come antidoto di civiltà

[Toscana Today, 21 giugno 2020]

Per chi insegna lasciare un segno è la vera soddisfazione, sentirsi dire dagli ex alunni ad anni di distanza, di avere segnato la loro vita

Qualche settimana fa un quotidiano italiano ha scelto come titolo di prima pagina: “I prof non sono eroi”. La causa immediata era la mancanza di presidenti di commissione per l’esame di Stato, che il Ministero ha scelto di far svolgere in presenza. La causa di contesto era l’implicito paragone con il personale sanitario, meritevole di aver svolto il proprio lavoro a diretto contatto con il covid e che poteva vantare un’adesione volontaria massiccia alla chiamata per prestare servizio nelle zone maggiormente colpite. E questo è un gesto sicuramente significativo, che cioè produce segno, elemento sul quale tornerò. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO I prof non sono eroi? Il Talmud come antidoto di civiltà”

DAVIDE VIERO Teledidattica in assenza

[Roars, 28 maggio 2020]

L’educazione si caratterizza per il suo particolare dislocamento tra piani diversi: tra presente e futuro, tra visibile ed invisibile, tra ancora e non ancora. Proprio in virtù di questo fatto l’agire educativo non può procedere in modo automatico, bensì deve essere la risultante di un soggetto che tiene presente una molteplicità di fattori. In particolar modo, deve tenerli tutti presenti nella  mediazione col fine di ogni insegnamento, ovvero con l’infinito compimento dell’allievo. Di ogni allievo.

Se già Marx aveva intuito che le trasformazioni avvengono sempre su base materiale, si tratta oggi di dover decidere se subire le trasformazioni che la realtà ci mette di fronte, oppure se creare nuove condizioni materiali rispondenti al fine coincidente con questo compimento dell’uomo. Continua a leggere “DAVIDE VIERO Teledidattica in assenza”

GIANNI MARCONATO La didattica a distanza non è una questione digitale

[Tutta un’altra scuola, 27 maggio 2020]

La didattica a distanza non è innovazione e non è una questione digitale.

Per la verità nessun tipo di didattica è una questione digitale. La didattica ha sempre a che fare con i meccanismi dell’apprendimento e con le loro determinanti cognitive, emozionali e sociali che sono di ordine generale e individuale. Farne una questione digitale significa assumere il focus errato e fallire ogni forma di intervento migliorativo della didattica stessa.

Il digitale è certamente una risorsa importante per la scuola ma la scuola non ruota attorno al digitale: non esiste la scuola digitale, non esiste la didattica digitale come non esiste l’insegnante digitale, esistono scuola e didattica dove insegnanti e studenti usano anche il digitale quando è utile per supportare attività di apprendimento o per curvare in alcune occasioni e in direzione digitale alcune discipline. Continua a leggere “GIANNI MARCONATO La didattica a distanza non è una questione digitale”

FRANCESCO MASALA Contro la scuola della mediocrazia

[La Bottega del Barbieri, 22 maggio 2020]

(Premetto che la mia esperienza è solo di 35 anni, scuole superiori, istituti tecnici e professionali)

In tanti anni di insegnamento ho visto cose che voi umani non insegnanti potete solo immaginare, se avete un smisurata fantasia.

Da quando insegno ho cercato di lavorare cercando di far crescere gli studenti, di elevarli rispetto al punto di partenza.

Piano piano scopri che è una vita difficile quella di insegnare per elevare gli studenti, te ne accorgi quando sempre più i presidi (adesso dirigenti scolastici) ti chiedono perché dai qualche insufficienza (e sempre più devi giustificarti), mai ho sentito un dirigente chiedere come mai in certe materie tutti hanno voti non inferiori a otto o nove. Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Contro la scuola della mediocrazia”