DANIELE LO VETERE La valutazione come gioco degli scacchi, ovvero che cosa ho imparato guardando la valutazione da una certa distanza

[La scuola e noi, 28 settembre 2020]

Durante le prime riunioni di questo nuovo anno scolastico ho avuto la netta sensazione che uno dei motivi di maggior sollievo fra i colleghi per il ritorno alla didattica in presenza riguardasse la valutazione. La perdita del controllo sulle verifiche e le interrogazioni da casa, cui qualcuno e forse più di qualcuno la scorsa primavera non aveva saputo o voluto rinunciare, è stata sfibrante.

La riottosità ad abbandonare queste modalità “frontali” di valutazione aveva generato pesanti sarcasmi: i docenti fanno come al solito interrogazioni/interrogatori, intendono la valutazione come forma di controllo e il proprio ruolo come un esercizio di potere, a tal punto da esigere di penetrare nelle stanze dei propri studenti per estorcere la performance. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE La valutazione come gioco degli scacchi, ovvero che cosa ho imparato guardando la valutazione da una certa distanza”

VALENTINA PETRI Didattica a distanza, ho aspettato a dire la mia ma è come l’anno scorso: orribile

[Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2020]

Ho aspettato, perché volevo capire bene. Non è stata facile da comprendere l’ultima settimana, con le circolari che rincorrevano i decreti, le notizie dai titoli fuorvianti, le diverse realtà territoriali. Non si viene più, no, solo i licei, no tutte le superiori, si entra un’ora dopo, no, bisogna fare più pomeriggi, no basta il 50%, poi forse però si torna alla didattica a distanza totale, no deve essere almeno al 75%. I colleghi che si occupano dell’orario fanno un misto tra i contorsionisti bulgari e il doppio slalom, finiranno l’anno scolastico all’alcolisti anonimi.

Ho aspettato a dire come mi sento, perché importa davvero poco rispetto a come si sente chi il suo lavoro non lo sta solo vedendo cambiare, ma lo sta vedendo morire. Continua a leggere “VALENTINA PETRI Didattica a distanza, ho aspettato a dire la mia ma è come l’anno scorso: orribile”

LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)

[Liberamente ispirata alla lettera di Priorità alla Scuola Bologna]

Gent. le Presidente Bonaccini,

veniamo a sapere che il Governo e le Regioni potrebbero procedere alla chiusura delle scuole e al ricorso alla Didattica digitale a distanza, estendendola anche alle scuole medie, avviando una deriva che potrà poi toccare, come accade in altre regioni, le scuole primarie e dell’infanzia.

È inaccettabile che il nostro Paese e la nostra Regione possano prendere una decisione che FA PAGARE AGLI STUDENTI IL PREZZO DI UNA MANCATA E PIANIFICATA GESTIONE di TRASPORTI e SANITÀ.

La esortiamo piuttosto a compiere scelte politiche per CONSENTIRE a tutti gli studenti, già duramente colpiti nello scorso lockdown, una didattica totalmente in presenza Continua a leggere “LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)”

RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti

[Roars, 30 ottobre 2020]

Sotto la voce “dematerializzazione” si definisce un complesso di processi di digitalizzazione burocratica. Con l’apparente scopo si semplificazione e trasparenza, i corpi cartacei vengono eliminati, ma con la carta se ne vanno anche i corpi dei lavoratori. Feroce riduzione di organici, smart working e telelavoro che hanno il gran pregio di eliminare la solidarietà fra lavoratori e i conflitti con la controparte padronale pubblica e privata, di incentivare la precarizzazione e il lavoro sottopagato sotto il velo della flessibilità. Se l’algoritmo imbroglia le carte, se crea problemi di mobilità dei docenti, se fa impazzire il sistema di accesso ai dati, se la vasta operazione in atto di smaterializzazione della scuola e di eliminazione dei corpi in presenza si millanta come innovazione, a monte ci sono la mente politica e il suo braccio burocratico. E svariati interessi e profitti.

Il 20 luglio scorso, sulle pagine della cronaca romana del Corriere delle Sera, un piccolo di articolo Continua a leggere “RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti”

MANFREDI ALBERTI – JACOPO ROSATELLI La cattiva retorica dell’insegnante eroe e missionario

[«il manifesto», 21 ottobre 2020]

Il faticoso e incerto avvio dell’anno scolastico sembra per il momento aver favorito l’archiviazione di una parte delle più inconsistenti e pericolose accuse verso il mondo della scuola, mosse da alcuni settori dell’opinione pubblica e del giornalismo di destra. Ci riferiamo ai commenti sprezzanti su una classe docente ritenuta ipertutelata, ipersindacalizzata, precaria per propria colpa, fannullona, analfabeta informatica e perennemente in vacanza. Continua a circolare, tuttavia, una retorica opposta, da cui occorre ugualmente prendere le distanze, che solo apparentemente sembra dare il giusto riconoscimento agli sforzi e all’impegno sin qui messi in campo dalla comunità scolastica (compreso il fondamentale personale ausiliario e amministrativo, troppo spesso dimenticato).

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CARLO SCOGNAMIGLIO Quando il singolo studente è in quarantena

[MicroMega, 21 ottobre 2020]

C’è un mantra che tutti i più recenti documenti ministeriali (restituiti poi in forma di monito dai dirigenti scolastici), ripetono meccanicamente dall’inizio di questa pandemia: l’attività didattica online non può essere una mera trasposizione di quanto si svolge in presenza. Si tratta di un’ovvietà, ma è particolarmente interessante, perché la forza con cui è ribadita risulta inversamente proporzionale al suo rispetto nella vita quotidiana della scuola. La dimensione comunicativa, laboratoriale e la strutturale natura relazionale del processo educativo in presenza, non possono essere riprodotti, se non in modo caricaturale, nella didattica online.

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FLAVIO MARACCHIA Insegnanti e coronavirus

[Gli opliti di Aristotele, 15 ottobre 2020]

Quando esplose l’allarme del coronavirus infermieri e medici si trovarono in prima fila nella necessità di fronteggiare l’emergenza, spesso con scarsezza di mezzi e la sola forza dell’abnegazione. Giustamente si meritarono l’apprezzamento di tutta una nazione. Adesso tocca ai docenti spendersi con identica generosità e ostinazione, ma la società civile tace, lontana dall’esprimere uguale gratitudine. Gli insegnanti non sono una classe di lavoratori che facilmente si guadagna il consenso.

Nell’opinione comune gli insegnanti continuano a essere identificati come una classe di privilegiati, e magari di pigri. È storia vecchia. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Insegnanti e coronavirus”

VALERIO DE MOLLI La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i banchi a rotelle

[Huffington Post, 7 ottobre 2020]

Oggi l’analfabetismo funzionale è forse la più grande emergenza dell’Italia. Da decenni siamo prigionieri di un “circolo vizioso” – alimentato appunto dall’analfabetismo funzionale – che non ci permette di realizzare i cambiamenti strutturali di cui il Paese ha bisogno.

Per analfabetismo funzionale intendiamo l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Si traduce, in pratica, nell’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni che riguardano l’attuale società.

L’Italia è quarta tra i Paesi OCSE per la maggiore incidenza di adulti con problemi di corretta comprensione delle informazioni ed è tra i Paesi OCSE quello con la più alta incidenza di popolazione adulta senza istruzione secondaria superiore Continua a leggere “VALERIO DE MOLLI La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i banchi a rotelle”

CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica digitale integrata: le scuole italiane in equilibrio tra apertura, chiusura, latenza

[Micromega, 12 ottobre 2020]

Con Decreto del 26 giugno 2020 il Ministero dell’Istruzione ha adottato le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata. Un numero sempre maggiore di Istituti scolastici, in questi giorni, sta ricorrendo a forme eterogenee e improvvisate di didattica mista, ma ancora una volta, purtroppo, la sensazione è che si navighi a vista. Pare proprio che i mesi di chiusura abbiamo insegnato a tutti – dal Ministro ai docenti – soltanto l’imprescindibilità di una maggiore dimestichezza con hardware e software, ma per il resto – che è quel che conta di più, cioè la didattica – mi pare ci si stia facendo nuovamente cogliere alla sprovvista.

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LUISA MIRONE Fritto misto di didattica

[La scuola e noi, 5 ottobre 2020]

Creatività al potere

È una situazione di emergenza e all’emergenza si fa fronte con atteggiamenti flessibili, collaborativi, aperti. Ce lo ripetono e ce lo ripetiamo anche noi docenti dal mese di marzo. Se centinaia di medici, infermieri e brava gente di professioni varie non avessero dato prova – già da allora – di risorse inesplorate, competenze altissime e spirito di adattamento, per molti settori della vita del nostro Paese sarebbe stata la fine. Ma mi limiterò a parlare di quello dove opero, che è la scuola. Forse ci si aspettava che, a fronte di questa disponibilità laboriosa, la risposta istituzionale fosse diversa Continua a leggere “LUISA MIRONE Fritto misto di didattica”