MAURIZIO MAZZONESCHI I rischi di affidarsi ai colossi della tecnologia per la didattica a distanza

[Internazionale, 24 aprile 2020]

Il lockdown deciso dal governo italiano e dalla maggior parte dei paesi più ricchi ha avuto tra le sue conseguenze anche un’accelerazione nell’uso delle tecnologie digitali. Scuole e università sono state costrette ad adottare la didattica a distanza per proseguire le lezioni, e in questa emergenza stanno venendo al pettine tutti i nodi di decenni di immobilismo.

Innanzi tutto va detto che gli insegnanti, ma anche gli studenti, e i genitori, si sono dovuti far carico di inventarsi “a distanza” un modo di procedere, perché poco o nulla era stato sperimentato prima. Avanzando in ordine sparso, molte scuole e università hanno semplicemente riprodotto in videochat quello che facevano in aula.
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Outside the dawn is breaking but inside in the dark I’m aching to be free (3)

La stampa internazionale comincia a domandarsi: cosa stiamo facendo? come sarà dopo? Il Financial Times è preoccupato: «Una prolungata assenza dai banchi di scuola significherà un vuoto di apprendimento e la perdita di preziose interazioni sociali» e ammette che «l’insegnamento online non sostituisce facilmente le lezioni in classe» e soprattutto: «Il blocco ha reso più evidenti le disuguaglianze». Un po’ di numeri: nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi) l’Italia è al posto 24 su 28 paesi europei. Quasi un quarto delle famiglie italiane non ha accesso a internet. Nel Sud il 41,6 per cento delle famiglie non possiede un computer. Più di un quarto degli italiani vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. Risultato: 1.600.000 ragazzi non sono ancora raggiunti da alcuna forma di didattica (lo ha ammesso il ministro Azzolina). Continua a leggere “Outside the dawn is breaking but inside in the dark I’m aching to be free (3)”

FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone

Abbiamo risolto il problema della scarsità di dotazioni tecnologiche delle scuole: le forniamo noi e gli studenti a nostre spese (non è che applicando la stessa logica, ci faranno risolvere anche il problema degli edifici fatiscenti/non sufficientemente capienti costringendoci ad affittarli?)
Non mi devo spostare per andare a scuola: mi ha fatto risparmiare un sacco di carburante!!
Risolto, alla radice, anche il problema delle «supplenze brevi»: i docenti non mancano più, al massimo sono distanti.
Ho più tempo per me stessa.
Non torno più a casa con le corde vocali a pezzi: non esco proprio di casa.
Ho imparato a usare nuovi programmi. Continua a leggere “FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone”

FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad

[Gli Asini, 18 aprile 2020]

Qui al nord abbiamo lasciato la scuola il 21 febbraio e non siamo più rientrate.

Tra poco saranno due mesi senza scuola e i sentimenti, i propositi, i ricordi trascolorano, per grandi e piccoli. Cosa è un gruppo classe senza un luogo di vita e lavoro comune? Pensiamo alla scuola di base, a persone che hanno tra i sei e i tredici anni: due mesi sono pieni di eventi, esperienze, cambiamenti. Altre abitudini, relazioni, modi hanno preso il posto della scuola. Ognuno di noi alla fine della quarantena racconterà la sua storia, di come e dove la ha vissuta. In quale casa, con chi, con quali sentimenti, piaceri e sofferenze. E ognuno racconterà una diversa esperienza di scuola a distanza, ogni insegnante, ogni genitore, classe, ragazzino o ragazzina avrà ricordi e sensazioni differenti. Continua a leggere “FEDERICA LUCCHESINI La scuola è nuda. Appunti sulla Dad”

TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza

[Volerelaluna, 29 aprile 2020]

Collegi docenti, consigli di classe, opinionisti, colleghi esimi tutti entusiasti del nuovo verbo magico, il mantra che sta pervadendo la scuola italiana in questi  tempi di coronavirus. È un peana immenso, una gran celebrazione di questi nuovi strumenti telematici.

Faccio l’insegnante da circa trent’anni. Soprattutto, lo faccio alle scuole medie, ovvero le scuole di tutti, quelle dell’obbligo, ossia la vera “trincea” la scuola che prende in carico i figlie e le figlie di tutti. Non mi associo al generale entusiasmo per queste nuove modalità educative. Soprattutto non mi persuadono alla scuola dell’obbligo e per i minori. Si enfatizza la scuola come “comunità educante”, e lo è, lo deve essere. Un insegnante dovrebbe essere una figura di riferimento sociale importante nella sua comunità. Continua a leggere “TEODORO MARGARITA Perché non mi associo all’entusiasmo sulla didattica a distanza”

GIUSEPPE BAGNI – GIUSEPPE BUONDONO La scuola dei corpi e quella degli schermi

il manifesto», 16 aprile 2020]

Come per tutti i beni comuni, anche l’importanza della scuola viene riscoperta in momenti difficili come questo; per il suo essere tessuto connettivo tra i giovani e tra le generazioni, legame sociale ed esistenziale. Molte famiglie hanno saputo di più della scuola dei loro figli, con le lezioni online che entrano nelle case, rispetto a mille colloqui o alle malinconiche riunioni degli organi collegiali.

E quel tenere vivo il legame con la scuola è un balsamo per ansia e solitudine. Non per tutti, purtroppo; e questo è un punto decisivo per il futuro. La forza empatica delle lezioni dal vivo, corpi, fiati, gesti, sorrisi, suggerimenti è una ricchezza insostituibile, ovviamente. La scuola non è la stessa senza il suo «corpo a corpo» quotidiano; ma strumentazioni, competenze, facilità di accesso Continua a leggere “GIUSEPPE BAGNI – GIUSEPPE BUONDONO La scuola dei corpi e quella degli schermi”

Per una scuola libera e viva (dentro e fuori le mura)

[Roars, 4 maggio 2020]

scuolaliberaeviva

Riflessioni e spunti
di Giovanni Carosotti, Rossella Latempa, Renata Puleo, Andrea Cerroni, Gianni Vacchelli, Ivan Cervesato, Vittorio Perego [1]

Premessa

Lungi dall’essere un’opportunità per cambiare paradigma, come alcuni sembrano suggerire, la Didattica a Distanza è solo la risposta immediata, necessaria e temporanea, ad una crisi sanitaria senza precedenti. Continua a leggere “Per una scuola libera e viva (dentro e fuori le mura)”

FLAVIO MARACCHIA Non metterò voti

[Gli opliti di Aristotele, 22 aprile 2020]

In questo momento l’intero sistema dell’Istruzione, colto da un’emergenza così improvvisa, sbanda. Dietro la maschera di alcune disposizioni generali contraddittorie e lacunose, evidentemente incapaci di regolare l’irregolabile e di abbracciare insieme i diversi ordini e gradi della scuola, si finisce per abbandonare i singoli Istituti, i docenti e ogni famiglia italiana al fai dai te, all’impiego delle proprie risorse e all’esercizio di una didattica a distanza che assume colori e forme evidentemente dissimili.

In questo momento la Pubblica Istruzione evidenzia i limiti di un sistema impreparato a trovare soluzioni rapide, efficaci e condivisibili. Quello che allora fa, più o meno apertamente, è concedere a ognuno il mandato di esercitare al meglio delle proprie possibilità il dovere di una sopravvivenza necessaria ed essenziale. Non senza confusioni e grottesche contraddizioni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Non metterò voti”

MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)

[Cattive maestre, 4 aprile 2020]

E così, dopo un lungo periodo di webinar  e d’autoformazione imposta, forzata e intensa sulle piattaforme più all’avanguardia e alla ricerca di materiali didattici stimolanti e fruibili, e dopo una cascata di circolari, e-mail, messaggi, fake news, meme, catene de Sant’Antonio e santini di Padre Pio e inviti a pregare insieme a Papa Francesco e consigli di classe informali e ufficiosi su Whatsapp, tra risposte stizzite e celebrazioni dell’ego varie, in una sorta di competizione sfigata a chi è più tecnologic@, più efficiente e più martire, viene attivata (finalmente?) la fatidica piattaforma d’istituto per le videolezioni:

Prof mi sente? Prof mi vede? Prof la vedo a scatti. Prof la sento metallica. Prof è robotica. Prof vedo tutto nero/bianco/grigio/viola. Prof non mi funziona il Wi Fi. Prof sto per finire i Giga. Prof sto senza batteria. Continua a leggere “MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)”

ANTONIO VIGILANTE Quella distanza che rende la scuola più vicina

[Gli Stati Generali, 24 marzo 2020]

I problemi, le difficoltà, i rischi della chiusura – non si sa fino a quando – della scuola sono evidenti: primo fra tutti la possibilità concreta che chi è già indietro resti ancora più indietro, a causa del divario culturale, cui si aggiunge ora, spesso, il divario digitale. Un piccolo studente che abbia difficoltà legate alla motivazione, con alle spalle una famiglia che non lo supporta, rischia di perdere anche l’incoraggiamento e il sostegno della comunità scolastica (quando c’è: cosa che non è purtroppo scontata). E può essere che la mancanza di computer o di una stabile connessione alla rete Internet finisca per aggravare il quadro.
Vorrei però ragionare anche sulle opportunità di questa fase così difficile. Continua a leggere “ANTONIO VIGILANTE Quella distanza che rende la scuola più vicina”