MARCO BELPOLITI Scuola, scrivere a mano fa bene

[«la Repubblica», 9 febbraio 2024]

La calligrafia non viene più insegnata nelle scuole elementari italiane dal 1985. Da obbligatoria è diventata opzionale, così molti docenti non vi si dedicano più. Del resto, tanti bambini entrano in prima sapendo già scrivere o così credono: lo fanno ricorrendo alle maiuscole. Imparare a scrivere non è facile.

Prima dei 5 o 6 anni è raro che un bambino riesca a farlo in modo adeguato, poiché tra l’omero e il pollice ci sono 29 ossa il cui coordinamento è un effetto progressivo dello sviluppo delle attività psico-motorie. Per questo ai piccoli, che in età prescolare impugnano una matita o una penna a sfera per imitare gli adulti, viene più facile la scrittura maiuscola.

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Venezia

Venezia è un’albergo
San Marco è senz’altro anche il nome di una pizzeria
la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra
Francesco Guccini, Venezia

Indossa occhiali da soli molto scuri: proteggiti. Venezia può essere letale. In centro storico la radioattività estetica è altissima. Ogni scorcio irradia bellezza, apparentemente dimessa, profondamente subdola, inesorabile.
Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce

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JOHN KEATS Ode sopra un’urna greca

Tu, ancora inviolata sposa della quiete,
Figlia adottiva del tempo lento e del silenzio,
Narratrice silvana, tu che una favola fiorita
Racconti, più dolce dei miei versi,
Quale intarsiata leggenda di foglie pervade
La tua forma, sono dei o mortali,
O entrambi, insieme, a Tempo o in Arcadia?
E che uomini sono? Che dei? E le fanciulle ritrose?
Qual è la folle ricerca? E la fuga tentata?
E i flauti, e i cembali? Quale estasi selvaggia? Continua a leggere “JOHN KEATS Ode sopra un’urna greca”

FRANCESCO DE GREGORI Il bandito e il campione

Da «Il bandito e il campione» (1993)

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un’unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d’altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce.

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GIOVANNI CAROSOTTI La pedagogia contro la Storia

[L’identità di Clio, 22 maggio 2024]

Dovrebbe suscitare una forte reazione critica da parte del mondo della cultura la decisione del ministro Valditara di insediare una Commissione con lo scopo di redigere le nuove linee guida per gli ordinamenti scolastici del primo e secondo ciclo di istruzione. Soprattutto perché a far parte di detta Commissione sono stati chiamati esclusivamente pedagogisti, in linea con quel principio che ha guidato la politica scolastica in Italia negli ultimi tre decenni, fondata sulla relativizzazione del sapere disciplinare, considerato esclusivamente “apparato servente” per l’acquisizione di competenze, che i pedagogisti sarebbero gli unici a poter individuare.  Che cosa esse siano, nonostante la sicumera di molti “scienziati dell’educazione”, è ancora tutto da stabilire Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI La pedagogia contro la Storia”

LUCA MALGIOGLIO Dante, Guido da Montefeltro e «le competenze»

[La nostra scuola, 14 novembre 2021]

Nei gironi dell’Inferno dantesco chiamati Malebolge si punisce l’uso perverso dell’intelligenza, dono divino, che si fa strumento del male anziché del bene; ma forse si punisce anche l’illusione dell’autosufficienza e della totale trasparenza dell’intelligenza umana a se stessa, un peccato cioè di presunzione e di superbia. D’altra parte, gli uomini non penserebbero di essere autorizzati a volgere la propria intelligenza a fini malvagi se non se ne se ne credessero padroni e creatori, se non credessero di poter ridurre la realtà alla misura della propria mente. Questa padronanza, nella prospettiva di Dante, è una terribile illusione Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Dante, Guido da Montefeltro e «le competenze»”

La scuola non è un test di Turing (Le magnifiche sorti e innovative 3)

Si dirà che nessuna macchina sarà mai capace di scrivere in bello stile inglese, o essere soggetta al sex appeal, o fumare la pipa. Personalmente non mi sento di offrire consolazioni, perché non credo sia possibile fissare limiti del genere.
Alan Turing

Premessa. Quasi tutti gli articoli che trattano di IA iniziano dicendo che il genere umano, nel rapportarsi alla tecnologia, si divide in apocalittici o integrati. La virtù starebbe dunque nel giusto mezzo. In una mediocrità dove la tecnologia non è un complotto per distruggere il mondo o stabilire una dittatura planetaria, ma anzi è un mezzo, e se sia buono e cattivo dipende dall’uso che se ne fa (MacLuhan non ci ha insegnato niente). Continua a leggere “La scuola non è un test di Turing (Le magnifiche sorti e innovative 3)”

Soluzionismo

II soluzionismo immagina che tutti i problemi, siano essi personali, sociali o politici, possono essere risolti attraverso la tecnologia. Entusiasti dei progressi dell’informatica, della connettività e dei guadagni che consentiva, gli inventori della tecnologia sostenevano l’idea che i loro prodotti fossero lo strumento definitivo per risolvere qualsiasi malessere sociale. Il pensiero soluzionista ci ha dato città intelligenti senza attriti, in cui i sensori monitorano tutto, dal traffico alla gestione dei rifiuti. Ha portato allo sviluppo di dispositivi indossabili che rilevano la nostra salute e social media che pretendono di migliorare i nostri rapporti personali. Ma ha anche ridotto a dati le complesse esperienze umane, ignorando i contesti in cui sorgono i problemi.

Evgeny Morozov, Il futuro che potevamo avere, in «Internazionale», 1579, 6 settembre 2024