Arte (e artisti)

L’arte è inutile e dunque essenziale.
Oscar Wilde

– Hai mai lavorato? – chiese mia madre ad Anabel.
– No, sono cresciuta schifosamente ricca. Lavorare sarebbe stato ridicolo.
– Lei lavora con grandissimo impegno alla sua arte, – dissi.
– L’arte non è un lavoro, – ribatté mia madre. – L’arte è una cosa che fai per te stesso.
Jonathan Franzen, Purity Continua a leggere “Arte (e artisti)”

Tram

Chiunque di noi viaggi in tram non ha la minima idea – a meno che non sia un fisico di professione – di come esso fa a mettersi in movimento; e neppure ha bisogno di saperlo. […] Il selvaggio ha una conoscenza incomparabilmente migliore dei propri utensili.

Max Weber, La scienza come professione

DANIEL PENNAC Lo studente normale

[Diario di scuola, p. 218]

II buon senso pedagogico dovrebbe rappresentarci il somaro come lo studente più normale che ci sia: quello che giustifica pienamente la funzione di insegnante poiché abbiamo tutto da insegnargli, a cominciare dalla necessità stessa di imparare! E invece no. Sin dalla notte dei tempi scolastici, lo studente ritenuto normale è quello che oppone meno resistenza all’insegnamento, quello che si presume non dubiti del nostro sapere e non metta alla prova la nostra competenza, uno studente che ci faciliti il compito, dotato di una capacità di comprensione immediata, che ci risparmi la ricerca delle vie d’accesso al suo intelletto, uno studente naturalmente fornito di capacità di apprendimento, che cessi di essere un ragazzino turbolento o un adolescente problematico durante la nostra ora di lezione, uno studente convinto sin dalla culla della necessità di tenere a freno i propri istinti e le proprie emozioni mediante l’esercizio della ragione se non si vuole vivere in una giungla di predatori, uno studente consapevole che la vita intellettuale è una fonte di piaceri che possiamo variare all’infìnito, rendere sempre più raffinati, mentre la maggior parte degli altri piaceri è condannata alla monotonia della ripetizione o all’usura del corpo, insomma uno studente che abbia capito, che il sapere è l’unica soluzione. Soluzione allo stato di schiavitù in cui ci terrebbe l’ignoranza e consolazione unica alla nostra ontologica solitudine.

Mezzi (pubblici)

Una volta c’erano i posti riservati alle donne, agli anziani o agli invalidi. Ora il deputato della Lega Matteo Salvini propone le carrozze della metropolitana «per soli milanesi». Il capogruppo del Carroccio nel comune di Milano sceglie piazza della Scala e la presentazione dei candidati milanesi della Lega per lanciare la sua provocazione. Lo dice da leghista convinto e «da milanese che prende il tram».

Da Milano, la proposta della Lega: «Carrozze metro solo per milanesi», «la Repubblica», 7 maggio 2009

Manifesto degli scienziati razzisti

Da «Giornale d’Italia», 15 luglio 1938

Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista. (direttore Telesio Interlandi, anno I, numero 1, 5 agosto 1938, p. 2).

1) Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti. Continua a leggere “Manifesto degli scienziati razzisti”

Tunnel

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo. Alla costruzione del tunnel tra il Cern e il Laboratorio del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Maria Stella Gelmini

DANIEL PENNAC Esercizio di noia

«Diario di scuola», p. 135

Una parte del mio mestiere consisteva nel persuadere i miei studenti più abbandonati a loro stessi che la gentilezza più del ceffone invita alla riflessione, che la vita in comunità ha delle regole, che il giorno e l’ora della consegna di un compito non sono negoziabili, che un compito malfatto è da rifare per l’indomani, che questo, che quello ma che mai e poi mai né i miei colleghi né io li avremmo abbandonati in mezzo al guado. Affinché avessero una possibilità di farcela, occorreva reinsegnare loro il concetto stesso di sforzo, restituire loro il piacere della solitudine e del silenzio, e soprattutto il controllo del tempo, quindi della noia. Sì, qualche volta ho consigliato loro esercizi di noia, per collocarli nella durata. Li pregavo di non fare niente: non distrarsi, non consumare niente, nemmeno conversazione, né tantomeno studiare Continua a leggere “DANIEL PENNAC Esercizio di noia”

Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista

Regio decreto – legge 5 settembre 1938, XVI, n. 1390
Vittorio Emanuele III per Grazia di Dio e per la Volontà della
Nazione
Re d’Italia Imperatore d’Etiopia
Visto l’art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;

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ROSELLA BASIRICÒ Quando si dice: insegnare è il mestiere più bello del mondo

[25 maggio 2004]

Sarà che è (stata) la prima esperienza scolastica vissuta “da quell’altra parte”, quella di chi sta seduto dietro (nel mio caso, più spesso: sopra) la cattedra. Sarà che gli anni che ho sono (ancora) (relativamente) pochi e tutto assume un altro sapore. Sarà che ho una buona stella che mi accompagna nei miei ultimi (e primi) 29 anni di vita.
Ma questo anno scolastico è stato – e desidero fortemente dirvelo, voi “colleghi” (aaargh…. detesto questa parola) – profondamente bello. Di quella bellezza, sapete, delicata e viva, inzuppata di timori (sì, la bellezza) verso la grandezza del compito e vivificata dalla curiosità verso la novità della dimensione scolastica. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Quando si dice: insegnare è il mestiere più bello del mondo”

Liberazione

Io credo che l’importante non sia il trionfo dei nostri piani, dei nostri progetti, delle nostre utopie, le quali del resto hanno bisogno della conferma dell’esperienza e possono essere dall’esperienza modificate, sviluppate ed adattate alle reali condizioni morali e materiali dell’epoca e del luogo. Ciò che più importa è che il popolo, gli uomini tutti, perdano gli istinti e le abitudini pecorili che la millenaria schiavitù ha loro ispirato, ed apprendano a pensare ed agire liberamente. Ed è a questa grande opera di liberazione morale che gli anarchici debbono specialmente dedicarsi.

Errico Malatesta