Frode

C’è infine una forma più insidiosa di frode. Invece della controverità brutale, piena e franca, il rimaneggiamento sornione: interpolazioni nelle carte autentiche; nelle fonti narrative ricami di particolari inventati su di un fondo grosso modo attendibile
Marc Bloch, Apologia della storia

I lillipuziani considerano la frode un delitto maggiore del furto, e perciò la puniscono sempre con la pena capitale; affermano infatti che l’attenzione e la vigilanza che può esercitare sui propri beni un intelletto comune bastano a salvaguardare dai ladri, mentre un onest’uomo contro chi ha ingegno più sottile del suo.
Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver

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NOEMI CHIURI Veronic e Marta

[Compito in classe di italiano, SM Tibullo di Zagarolo. a. s. 2002-2003]

In questo tema racconterò di due mie amiche: Veronic e Marta, IE.
La prima, Veronic, è una ragazza alta, carina… ha i capelli castani e lunghi quasi fino all’osso sacro; ha gli occhi castani; ha la carnagione scura. È una ragazza che parla molto, infatti la chiamiamo radiolina. Cerca di imitarmi nel modo di camminare un po’ da coatta.
Si veste normale, non ha un suo stile: maglioncino e jeans sotto con le scarpe da ginnastica.
Al contrario, Marta è una ragazza con i capelli alla maschiaccia e gli occhi castani; ha la carnagione come la mozzarella.
È una persona che dice quello che pensa, anche quello che non dovrebbe dire, questa è la cosa che più di lei non mi piace. È magra come uno “stekkino” Continua a leggere “NOEMI CHIURI Veronic e Marta”

PATRICIA HIGHSMITH La gita a San Remo

[da Il talento di Mr Ripley]

In treno Dickie non disse neppure una parola, fece finta di avere sonno e si rannicchiò in un angolo con gli occhi ostinatamente chiusi. Tom sedette di fronte a lui fissando il suo attraente viso dall’espressione arrogante e le mani, ornate dall’anello verde e dal sigillo d’oro. Tom ebbe l’impulso di rubare l’anello verde, prima di andarsene. Non sarebbe stato difficile: Dickie aveva l’abitudine di levarlo prima di entrare in acqua. Dentro di lui stava montando un’emozione incontrollabile, fatta di odio, amore, frustrazione e insofferenza. Gli mancò il respiro. Voleva uccidere Dickie. Non era la prima volta che questa idea gli passava per la mente. Ma prima, un paio di volte o forse tre, questa idea era dovuta a rabbia passeggera, a delusione cocente, o insomma era frutto di un impulso momentaneo che svaniva in fretta, lasciandogli dentro un senso di rimorso. Continua a leggere “PATRICIA HIGHSMITH La gita a San Remo”

Salviamo sto paese (2)

È arrivato in porto l’acclamato provvedimento per la reintroduzione (o introduzione ex novo) dell’ora di educazione civica nelle scuole. Che, premette doverosamente il legislatore, non dovrà comportare oneri per lo Stato. Quindi, non sarà un’ora in più di scuola (come recita la fanfara dei tg), ma un’ora in meno di un’altra materia. O meglio: un’ora trasversale da individuare in base alla flessibilità consentita dall’autonomia e nell’ambito dell’organico dell’autonomia. In parole più semplici: sono cavoli vostri. Siccome tutti sono, nel loro piccolo, potenziali insegnanti di educazione civica, se non c’è un laureato in discipline giuridiche e economiche, si procede a formare un team con un coordinatore, che sentiti i contitolari, propone il voto in decimi. Cosa prevede l’insegnamento dell’educazione civica? Il menu è ricco. Continua a leggere “Salviamo sto paese (2)”

La disEducazione di Lavinia

Il ricorso di Lavinia Cassaro è stato rigettato. Il rigetto da parte del giudice, in qualche modo, va oltre il dispositivo della sentenza di licenziamento. Dice il giudice che a un insegnante non compete solo l’istruzione ma anche l’educazione. Ma mentre l’istruzione la impartisce solo a chi ha davanti nelle ore di servizio, l’educazione è una sfera ampia, onnicomprensiva. Educato, deve educare tutti, deve tenere un comportamento irreprensibile sempre, dappertutto, in qualsiasi modo. E se è una maestra, peggio, perché i bimbi sono suggestionabili e «e sono quindi portati ad assorbire tutto ciò che viene trasmesso loro dall’insegnante», in classe, in strada, in casa. E non basta: poiché l’insegnante è un modello, Lavinia, ora disoccupata, dovrà pagare interamente le spese processuali.

Il giudice ha omesso un particolare, forse per distrazione. Ha guardato la bottiglia, la voce alta ma non il contesto. Lavinia in piazza attaccava le forze dell’ordine che difendevano i fascisti.

COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova

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All’attenzione della redazione de Il Mattino di Padova,
del giornalista Enrico Ferro e di tutti i cittadini e le cittadine

In qualità di insegnanti ci sentiamo in dovere di esprimere la nostra solidarietà alla prof.ssa M. G., in seguito alla campagna mediatica violenta e diffamatoria messa in atto nei suoi confronti.

Di fronte alla pessima ricostruzione dei fatti fornita dal vostro giornale, si impone la necessità di riassumerli in breve. Venerdì sera a Padova il partito dichiaratamente fascista Forza Nuova, guidato dal suo leader Roberto Fiore, ex militante dell’organizzazione terroristica della peggior destra eversiva Terza Posizione, ha indetto una manifestazione contro la legge 194. Il questore ha concesso ai fascisti antiabortisti di sfilare per le vie cittadine. Continua a leggere “COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova”

ANTON PAVLOVIČ ČECHOV Uno scherzetto

È un sereno meriggio d’inverno… Il gelo è rigido, la neve scricchiola e a Nàden’ka, che mi ha preso per il braccio, si coprono di una brina argentea i riccioli sulle tempie e la lanugine sul labbro superiore. Siamo sulla cima di una montagnola. Dai nostri piedi fino al piano si stende una superficie levigata, in cui il sole si mira come in uno specchio. Accanto a noi è una piccola slitta foderata di panno vermiglio.
«Andiamo giù, Nadezda Petrovna!» imploro io. «Una sola volta! Vi assicuro, arriveremo sani e salvi».
Ma Nàden’ka ha paura. Lo spazio che corre dalle sue piccole calosce fino ai piedi della montagnola di ghiaccio le sembra spaventoso, un abisso d’insondabile profondità. Quando guarda in giù, si sente morire e le si mozza il respiro, non appena le propongo di sedersi nella slitta: e che cosa accadrà quando si arrischierà di volare in quell’abisso! Morirà, impazzirà. Continua a leggere “ANTON PAVLOVIČ ČECHOV Uno scherzetto”

Salviamo sto paese

Sciopero della scuola del 17 maggio revocato da Cgil, Cisl, Uil. Gilda e Snals. I sindacati che siedono al tavolo delle trattative con il Miur hanno raggiunto l’accordo (alle sei del mattino di ieri l’altro): più spicci in tasca ai docenti («troveremo le risorse» e «gli stipendi vanno adeguati alle responsabilità»), l’autonomia regionale svuotata: la scuola resta «La scuola del Paese», il reclutamento dei docenti uniforme, lo stato giuridico non si tocca, il premier Conte continuerà a visitare le scuole italiane «nella consapevolezza del ruolo fondamentale che esse svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore». Dubbio: quando è che si è già sentito dire di qualcosa svuotato?

Pasqua (Pèsah)

Pèsah

Pasqua è voce del verbo ebraico “pèsah”, passare.
Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza.
Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo “pèsah”, passaggio. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credente. Continua a leggere “Pasqua (Pèsah)”

ROSARIA MAIETTA Divide et impera. L’autonomia differenziata

[La scuola e noi, 8 aprile 2019]

Da quando le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno richiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione si sono accesi i riflettori sulla scuola statale e sui suoi meccanismi di finanziamento.

La questione attiene a quella che per qualcuno è una vera e propria secessione delle Regioni più ricche in una materia che la Costituzione Repubblicana affida allo Stato: questa richiesta, se accettata, porterà alla regionalizzazione del sistema scolastico statale.

Le Regioni richiedenti dimenticano che la scelta dello Stato Italiano è stata quella di mantenere il controllo dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e che tale garanzia verrebbe ovviamente messa in discussione dalla regionalizzazione del sistema, come è già avvenuto ad esempio per le Università. Continua a leggere “ROSARIA MAIETTA Divide et impera. L’autonomia differenziata”