MASSIMO VILLONE L’ufficio sbagliato del ministro Bussetti

[il manifesto, 21 maggio 2019]

Al ministro Bussetti piace raffigurarsi come uomo che sa quel che fa. Propone, come risposta su un caso che ha indignato il paese, di incontrare insieme a Salvini la Prof. Dell’Aria di Palermo. Quale messaggio pensa di dare? Che un magnanimo potere presta attenzione e solidarietà a una cittadina privata dei suoi diritti, oltre che della dignità e dello stipendio? Con il cuore gonfio di commozione partecipe, ma nell’impossibilità di porre rimedio? Grazie, no. Preferiremmo un sollecito e operoso ravvedimento.

Alla domanda se intendesse in qualche modo correggere il gravissimo intervento censorio operato nei confronti della docente risponde invece: “il ministro non ha questa funzione, né questo compito. Ci sono degli uffici preposti”. A quanto pare, non sa che tra gli uffici preposti indubbiamente c’è anche il suo. Continua a leggere “MASSIMO VILLONE L’ufficio sbagliato del ministro Bussetti”

Philosophes

Si è formata in Europa una classe di uomini meno occupati a scoprire o approfondire la verità, che a diffonderla; i quali, dedicandosi a combattere i pregiudizi e a scacciarli dai covi dove la Chiesa, le scuole, i governi e le corporazioni antiche li avevano accolti e protetti, considerano loro titolo di gloria distruggere gli errori popolari, piuttosto che estendere i limiti delle conoscenze umane.

Marie-Jean de Condorcet

ORESTE DEL BUONO Gli errori di Sherlock Holmes

Dalla postfazione a Raymond Chandler, «La signora nel lago», Feltrinelli, Milano 1996, pp. 243-5

Nel mio piccolo, nel mio piccolissimo, mi domando se, quando sono occupato di gialli per Feltrinelli, per Garzanti o per Mondadori, avrei mai consigliato all’editore di turno di pubblicare il romanzo di Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso, con cui s’inaugurarono le avventure dell’infallibile segugio del numero 221 B di Baker Street Sherlock Holmes. Avendolo ritradotto l’anno scorso per l’edizione celebrativa del Giallo Mondadori, devo confessare che solo il fascino per il personaggio emergente avrebbe potuto contrastare il rischio dell’errore madornale. Non perché, a tradurlo, Uno studio in rosso non mi sia apparso di buona scrittura, ma perché gli errori d’indagine che vi commette Conan Doyle all’esordio sono talmente micidiali da non lasciare troppe speranze per il suo futuro. Continua a leggere “ORESTE DEL BUONO Gli errori di Sherlock Holmes”

LAURA ANTONELLA CARLI Guido Barbujani: «Le teorie delle razze sono una bufala, siamo migranti dall’alba dei tempi»

[Linkiesta, 23 maggio 2019]

Intervista di Laura Antonella Carli al genetista Guido Barbujani, professore all’Università di Ferrara e autore del libro «Il giro del mondo in sei milioni di anni». «Il più grave degli equivoci? Pensare che siccome non siamo tutti uguali, allora vuol dire che siamo divisi in razze».

Per chi è stufo di trattare una delle sfide politiche più importanti dei nostri tempi con la profondità di analisi di una partita di freccette al bar sotto casa, può avere senso ripartire dai fondamentali.

In questo clima da campagna elettorale perenne, con la questione migratoria che è diventata, una volta di più, arma di distrazione di massa – agitata per ottenere facili consensi da una parte e maneggiata timidamente per dare contro a qualsiasi mossa del governo dall’altra – può essere utile guardare le cose da un altro punto di vista e domandarsi, per esempio: si può davvero chiedere all’uomo di non spostarsi? Si può impedirgli di muoversi sulla terra per cercare un posto più adatto alla sopravvivenza propria e del proprio nucleo familiare? Si può imporgli di restare all’interno di confini più o meno recenti e più o meno arbitrari? Continua a leggere “LAURA ANTONELLA CARLI Guido Barbujani: «Le teorie delle razze sono una bufala, siamo migranti dall’alba dei tempi»”

Ristorante

Mi fermai davanti a un ristorante di specialità di pesce in Avenue de Clichy e lessi il menù affisso all’esterno. Avevo voglia di vongole, aragoste, ostriche, lumache, pesce azzurro alla griglia, un’omelette ai pomodori, qualche tenera punta di asparagi, un formaggio saporito, una fetta di pane, una bottiglia di vino molto fresco, fichi e noci. Mi frugai nelle tasche, come faccio sempre prima di entrare in un ristorante, e trovai una moneta da un centesimo.

Henry Miller, Giorni tranquilli a Clichy

CATTIVE MAESTRE Vigila et castiga. Di insegnanti controllori e altri delatori

[Cattive maestre, 20 maggio 2019]

Ancora una volta, a pochi giorni da una tornata elettorale decisiva, nel dibattito politico entra la figura di una donna, un’insegnante e i limiti del suo mestiere. Capro espiatorio dei mali della società. Un fatto che condensa tutta la visione autoritaria e vendicativa che porta avanti questo governo.

I fatti

Il 28 gennaio scorso, sul profilo di Claudio Perconte, attivista monzese di destra, “condivisore seriale” di notizie spesso di dubbia autenticità che scrive per siti di estrema destra come Vox e Primato nazionale, era comparso un tweet — cui ne sono seguiti altri nei giorni successivi — indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti, su cui si leggeva: «Salvini–Conte–Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Una professoressa ha obbligato [enfasi nostra] dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al MIUR hanno qualcosa da dire?». Continua a leggere “CATTIVE MAESTRE Vigila et castiga. Di insegnanti controllori e altri delatori”

Verme

Ero in fila per pagare le tasse e pensavo Bisogna proprio essere dei luridi vermi disgustosi, pensavo, a fare la fila per pagare le tasse. Bisogna proprio avere la vocazione del verme, pensavo, a fare la fila per pagare le tasse, e arrivava il mio turno, Devo pagare anche qualche giorno di mora, dicevo, e intanto pensavo Proprio come un lombrico.

Paolo Nori, Spinoza

Foto di gruppo con signora

Nella foto di gruppo che tutti hanno visto, e che io non pubblico su questa pagina, c’è una signora elegantemente dimessa che guarda verso l’obiettivo con aria severa, visibilmente imbarazzata. La professoressa è l’unica che non sorride. Riconosco due dei quattro personaggi schierati al suo fianco: il ministro Bussetti e il vicepremier Salvini. Gli altri due sono papaveri del ministero, o dell’ufficio scolastico, i famosi uffici preposti. Entrambi, gli uffici preposti, diversamente magri, ricordano una foto dove c’è un uomo nudo che regge un uovo per ogni mano. Tutti e quattro sono ovviamente vestiti secondo l’occasione. La cravatta viola (spero di sbagliarmi, sono daltonico) non sembra di buon auspicio per una serie di motivi. Cosa ci fa la professoressa in questa foto? Domanda retorica. Qualcuno ha scritto che questa foto è l’immagine più brutta di un anno di governo pentaleghista (i penta potrebbero dire: noi non ci siamo nella foto. Obiezione respinta). Sono d’accordo.

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GEORGE MONBIOT La generazione derubata

[da «The Guardian», tradotto da «Internazionale», 1304, 26 aprile 2019]

I ragazzi che scendono in piazza hanno ragione: gli stiamo rubando il futuro. L’economia è un sistema piramidale con conseguenze ambientali che ricadono sui ragazzi e sui bambini che nasceranno. La crescita di questo modello è basata sul furto intergenerazionale. Al cuore del capitalismo c’è un presupposto: chiunque abbia denaro ha il diritto di accaparrarsi le risorse del pianeta. È possibile comprare la terra, l’atmosfera, i minerali, la carne e il pesce senza preoccuparsi di chi rimarrà senza. Basta pagare per avere catene montuose e pianure fertili. Chiunque può bruciare tutto il combustibile che vuole. Ogni sterlina o dollaro garantisce un diritto sulla ricchezza naturale del mondo. In base a quale principio il conto in banca dà un diritto a possedere il pianeta? Continua a leggere “GEORGE MONBIOT La generazione derubata”

ALESSANDRO MANZONI Il coro

[Dalla prefazione al «Conte di Carmagnola»]

Mi  rimane a render conto del Coro introdotto una volta in questa tragedia, il quale, per non essere nominati personaggi che lo compongano, può parere un capriccio, o un enimma. Non posso meglio spiegarne l’intenzione, che riportando in parte ciò che il signor Schlegel ha detto dei Cori greci: Il Coro è da riguardarsi come la personificazione de’ pensieri morali che l’azione ispira, come l’organo de’ sentimenti del poeta che parla in nome dell’intera umanità. E poco sotto: Vollero i greci che in ogni dramma il Coro… fosse prima di tutto il rappresentante del genio nazionale, e poi il difensore della causa dell’umanità: il Coro era insomma lo spettatore ideale; esso temperava l’impressioni violente e dolorose d’un azione qualche volta troppo vicina al vero; e riverberando, per così dire, allo spettatore reale le sue proprie emozioni, gliele rimandava raddolcite dalla vaghezza d’un’espressione lirica e armonica, e lo conduceva così nel campo più tranquillo della contemplazione. Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Il coro”