Dopo l’introduzione dell’ora di educazione alla sostenibilità (senza incidere sull’orario delle lezioni), un altro passo decisivo a livello istituzionale contro la catastrofe imminente: un emendamento alla legge di Bilancio prevede di trasformare il «Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica» (CIPE) in «Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile» (CISS). D’altronde, osserva il ministro Fioramonti, che a questo risultato stava lavorando da dieci anni, era nel programma del movimento del 2018. Era l’ora che un punto del programma del movimento del 2018 si traducesse in un emendamento.
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Governo
La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 21
Che essere governati è sempre una grande inculata anche quando ti fanno i regali, come diceva quello là. Essere governati significa essere guardati a vista, ispezionati, spiati, diretti, legiferati, valutati, soppesati, censurati, comandati da persone che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù, diceva, aveva ragione, Essere governati significa essere, a ogni operazione, a ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, censiti, tariffati, timbrati, tosati, contrassegnati, quotati, patentati, licenziati, autorizzati, apostrofati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti, diceva, aveva ragione. Significa, sotto il pretesto dell’utilità pubblica e in nome dell’interesse generale, diceva, essere addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussionati, pressurati, mistificati Continua a leggere “Governo”
To everything turn, turn, turn (9)
Finalmente qualcosa si muove a livello istituzionale per scongiurare la catastrofe. Il ministro Fioramonti osserva che gli eventi di questi giorni «tolgono ogni dubbio alla necessità di agire per fermare i cambiamenti climatici». Non c’è tempo da perdere per rimediare alle conseguenze dei disastri ambientali. La soluzione è l’introduzione dell’educazione alla sostenibilità. Ma senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ça va sans dire.
GRUPPO NO INVALSI La disumanizzazione dilaga nella scuola
[La scuola delle tre i, 29 ottobre 2019]
Il prof. Settis colpisce ancora. Parla del sistema di valutazione della Ricerca Universitaria, ma il riferimento può essere esteso alla valutazione in campo universitario tutto. Ma se state leggendo questo articolo sul blog Genitore attivo o quello di alerino.blog non avrete dubbi che tutto quanto dice e racconta il professore potrebbe benissimo riferirsi a quello che sta combinando l’INVALSI da venti anni nella scuola tutta.
Ma il ragionamento può estendersi a tutto ciò che avviene quando si intende ricorrere alla Valutazione Quantitativa applicata ai viventi. C’è da aggiungere che la faccenda si aggrava molto se si proclama e si pretende che tale valutazione sia oggettiva. Continua a leggere “GRUPPO NO INVALSI La disumanizzazione dilaga nella scuola”
SALVATORE SETTIS Sciocchezze ammantate di scienza
[Da «Il Fatto Quotidiano», 26 ottobre 2019]
L’ingegno umano non si ferma davanti a nulla. Per esempio, presto i medici emetteranno diagnosi non sulla base di sintomi o analisi, bensì contando scrupolosamente, con apposita strumentazione, i peli sotto le ascelle del paziente. E ogni biologo marino potrà scoprire nel fondo degli oceani sconosciute specie ittiche misurando la velocità di caduta del mangime nell’acquario di casa (incrociata, si capisce, con coefficienti numerici di appositi prontuari). Fantasie? Per ora sì. Ma è più o meno quel che succede in un ambito dello scibile umano, le (maiuscole indispensabili) Procedure Di Valutazione Della Ricerca. Continua a leggere “SALVATORE SETTIS Sciocchezze ammantate di scienza”
TOMMASO LANDOLFI Testa o croce
Da La passeggiata, in Racconti impossibili, Adelphi, Milano 2017, pp. 29-30
Si frugò febbrilmente in tasca, ne trasse una moneta, la lanciò in aria: testa, avrebbe messo (con tutte le precauzioni del caso) la rivoltella nella mano sinistra del morto; croce, nella destra. La moneta volò, ricadde fragorosamente, rotolò sul pavimento fin sotto la scrivania, e infine si fermò a pancia all’aria. L’assassino di dov’era non poteva leggere il responso, e si buttò carponi, vidamente, verso la moneta: felice che altri (chi?) o altro decidesse per lui; felice soprattutto che si decidesse; e ciecamente fiducioso che la decisione sarebbe stata quella giusta… Aveva quasi raggiunto la meta, quando d’improvviso si sentì guardato. Continua a leggere “TOMMASO LANDOLFI Testa o croce”
CARLO LUCARELLI Il libro
Da «Il lato sinistro del cuore»
Non so perché comprai quel libro. Io guardo la televisione e non leggo mai. Credo fosse perché era dello spessore giusto e del giusto colore di copertina. Aveva la costola scrostata in chiazze più chiare, che mostravano la legatura, ma il colore d’insieme era marrone scuro. Esattamente quello della mia libreria.
E lo spessore: tre centimetri. Proprio quelli che mancavano per finire lo scaffale.
Il fatto è che quella libreria era un regalo di mia madre. Un mobile antico, vecchio, diceva Laura, chiuso da due ante di vetro schermato da una sottile grata di metallo. A Laura, naturalmente, non piaceva. Continua a leggere “CARLO LUCARELLI Il libro”
MATTIA MADONIA Perché abbiamo ancora bisogno del latino
[The Vision, 23 agosto 2018]
È la mattina dell’11 febbraio del 2013, nella sala stampa del Vaticano alcuni giornalisti stanno aspettando che venga proiettato in diretta il video del Concistoro ordinario pubblico. Devono semplicemente appuntare qualche riga su un evento che non riveste un’importanza fuori dal comune. Il Papa e alcuni cardinali devono rilasciare delle dichiarazioni riguardo la canonizzazione di alcuni beati, tra cui i martiri di Otranto. Al termine del Concistoro, il monsignor Marini passa un foglietto a Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, che prende la parola e inizia a leggere in latino.
Tra i giornalisti c’è Giovanna Chirri, vaticanista dell’Ansa, che impallidisce. Continua a leggere “MATTIA MADONIA Perché abbiamo ancora bisogno del latino”
To everything turn, turn, turn (8)
Il settimanale tedesco Stern, «prestigioso settimanale tedesco Stern» lo definisce il ministro Fioramonti, titola: «Warum dieser italienische Minister ein Vorbild für Deutschland sein sollte» che, tradotto, significa che un ministro come Fioramonti servirebbe alla Germania. Ciò che fa meritare al ministro Fioramonti tanto elogio è nel sottotitolo: «Smog, Müll, Plastik», ovvero l’impegno del ministro Fioramonti a favore del clima. Nell’articolo il ministro Fioramonti è citato 15 volte, compresa la didascalia della foto. In particolare: «Fioramonti ist der rechtskonservativen Opposition ein Dorn im Auge» e «Die von Fioramonti vorgeschlagenen Maßnahmen sind tatsächlich fundamental». Lo scambio di ministri tra paesi dell’Unione europea si può fare?
GIOVANNI VERGA Rosso Malpelo
[da Liber Liber]
Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo.
Del resto, ella lo vedeva soltanto il sabato sera, quando tornava a casa con quei pochi soldi della settimana; e siccome era malpelo c’era anche a temere che ne sottraesse un paio, di quei soldi: nel dubbio, per non sbagliare, la sorella maggiore gli faceva la ricevuta a scapaccioni.
Però il padrone della cava aveva confermato che i soldi erano tanti e non più Continua a leggere “GIOVANNI VERGA Rosso Malpelo”