FRANCESCO GUCCINI Il pensionato

Da «Via Paolo Fabbri 43» (1976)

Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,
l’odore quasi povero di roba da mangiare,
lo vedo nella luce che anch’io mi ricordo bene
di lampadina fioca, quella da trenta candele,
fra mobili che non hanno mai visto altri splendori,
giornali vecchi ed angoli di polvere e di odori,
fra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani:
mangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani.

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ROBERTO CONTU Il palazzinaro a scuola (La letteratura è Educazione Civica)

[La scuola e noi, 5 aprile 2021]

Dopo la falsa partenza dell’anno passato, l’insegnamento obbligatorio di Educazione Civica quest’anno è andato a regime. Già nel passaggio del quadrimestre, come docenti ci siamo trovati a proporre e valutare attività più o meno efficaci, improvvisate o organizzate. Con questo contributo proverò quindi a indicare un possibile percorso per gli insegnanti di lettere, basato sulla lettura del racconto/romanzo breve La speculazione edilizia di Italo Calvino, anticipando fin d’ora l’assunto che anima questa ipotesi didattica: la letteratura è Educazione Civica, sta a noi semplicemente scegliere i testi giusti e metterli alla prova con le domande giuste insieme alle nostre classi.

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Amore (fare l’)

Come molte danzatrici, Elokeshi aveva una bella voce e sapeva cantare antichi e raffinati thumri. Mentre lei canticchiava, Neel districava i tessuti, indugiando su ogni parte del corpo che le dita denudavano per i suoi occhi e le sue labbra: le caviglie energiche, arcuate, con le cavigliere tintinnanti, le cosce sinuose, temprate, la duna morbida del pube, la curva gentile del ventre e lo svettare dei seni. Poi, quando ogni brandello di stoffa era stato rimosso, ricominciavano, in una rinnovata esplosione d’amore, lunga, languida e durevole.
Amitav Ghosh, Mare di papaveri

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FRANCESCO BERNI Chiome d’argento fino, irte e attorte

Chiome d’argento fino, irte e attorte
senz’arte intorno ad un bel viso d’oro;
fronte crespa, u’ mirando io mi scoloro,
dove spunta i suoi strali Amor e Morte;
  
occhi di perle vaghi, luci torte
da ogni obietto diseguale a loro;
ciglie di neve e quelle, ond’io m’accoro,
dita e man dolcemente grosse e corte;
  
labra di latte, bocca ampia celeste;
denti d’ebeno rari e pellegrini;
inaudita ineffabile armonia;

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ALEKSANDR N. AFANAS’EV Vasilisa la bella

In un certo reame, in uno stato remoto, viveva un mercante. Visse per dodici anni con la moglie ed ebbe soltanto una figlia, Vasilisa la bella. Quando la madre dovette morire, la ragazza aveva otto anni.

Nel morire, la mercantessa chiamò la figlia, tirò fuori dalla coperta una bambola, gliela diede e disse:”Ascolta, Vasilisucka! Ricorda le mie parole, fa’ come ti dico. Io sto morendo e con la mia benedizione materna ti lascio questa bambola. Conservala bene e non mostrarla a nessuno; quando ti capiterà qualche guaio, dalle da mangiare e chiedi il suo consiglio. Lei, dopo aver mangiato, ti dirà come avere aiuto”. Dopo di che la mercantessa baciò la figlia e morì.

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THOMAS PIKETTY Una tassa universale per le multinazionali

«Internazionale», 1405, 16 aprile 2021

La pandemia di covid-19, la più grave crisi sanitaria mondiale da un secolo a questa parte, ci obbliga a ripensare l’idea di solidarietà internazionale. Oltre al diritto a produrre vaccini e materiale sanitario, bisogna interrogarsi sul diritto dei paesi poveri a svilupparsi e a percepire una parte del gettito fiscale generato dalle multinazionali e dai miliardari del pianeta. Occorre uscire dall’idea neocoloniale degli aiuti internazionali affidati alla buona volontà dei paesi ricchi e passare a una logica fondata sui diritti collettivi. Partiamo dai vaccini. Alcuni sostengono (sbagliando) che non servirebbe a niente annullare i brevetti sui farmaci, perché i paesi poveri non riuscirebbero a produrre da soli le dosi di vaccino. È falso Continua a leggere “THOMAS PIKETTY Una tassa universale per le multinazionali”

Regalo

Una volta Nasreddin fu invitato a far visita al Re. Un vicino lo vide camminare in fretta lungo la strada portando una borsa piena di rape.
«E quelle per chi sono?» chiese.
«Mi hanno invitato a vedere il Re. Pensavo sarebbe meglio arrivare con un regalo».
«E gli porti le rape? La rape sono roba per contadini! Lui è il Re! Dovresti portargli qualcosa di più adatto, come l’uva per esempio».
Nasreddin si disse d’accordo e si presentò al Re con dei grappoli d’uva. Il Re non si divertì. «Mi porti in dono dell’uva? Ma io sono un Re! È ridicolo. Portate fuori questo idiota e insegnategli le buone maniere! Gettategli addosso l’uva e buttatelo fuori dal palazzo». Continua a leggere “Regalo”

ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore

[Da Roars, 20 aprile 2021]

Il curriculum dello studente

Con l’avvio quest’anno scolastico del “curriculum dello studente” la transizione da scuola reale a scuola virtuale, alla quale si sta lavorando da anni negli uffici di viale Trastevere, raggiunge un nuovo traguardo.

Ma che cos’è il curriculum dello studente? Leggiamo dalla nota ministeriale protocollo 15598 del 2 settembre 2020:

«La prima parte, a cura della scuola, denominata “Istruzione e formazione”, riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito Continua a leggere “ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore”