MODENA CITY RAMBLERS La strada

Da «La grande famiglia» (1996)

Di tutti i poeti e i pazzi
Che abbiamo incontrato per strada
Ho tenuto una faccia o un nome
Una lacrima o qualche risata

Abbiamo bevuto a Galway
Fatto tardi nei bar di Lisbona
Riscoperto le storie d’Italia
Sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
E ascoltato le voci dei matti
Incontrato la gente più strana
E imbarcato compagni di viaggio Continua a leggere “MODENA CITY RAMBLERS La strada”

Avanscoperta

«La solitudine del satiro», 30 maggio 2014

Correggendo il compito di Ariosto ho trovato le seguenti boutades:

«questo è ‘l duol che tutti gli altri passa» corrisponde al dolore che fa passare tutti gli altri; «che tu le venga a traversar la strada» è diventato che tu la veda invece attraversare la strada; il quore per il cuore, spezzato, di Orlando (ma prima o poi l’amore arriva, ho intitolato la foto).

Correggendo i compiti sono andato a fare una supplenza. In classe non c’era quasi nessuno. Mando uno a richiamare gli altri dal cortile. Torna dopo cinque minuti affermando: stanno a fa’ una partita, dicono che preferiscono la nota. Un tizio verso la fine dell’ora chiede se faccio supplenza anche l’ora successiva. Rispondo che viene la professoressa Nara. Dopo nemmeno tre minuti sono tutti in classe, composti nei banchi.

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Punto e virgola

Il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale. Si adopera soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse e serve a indicare un’interruzione sul piano formale ma non sul piano dei contenuti.
Accademia della Crusca, Redazione consulenza linguistica

Il punto e virgola è una specie di piccolo regalo a chi legge. Un modo amichevole per dirgli: «Guarda, non dovrei dirtelo, ma le due frasi complete che leggi prima e dopo di me in realtà sono in relazione. Non ti dico quale relazione, ma se sei un lettore sei talmente intelligente che puoi arrivarci da solo.
Marco Malvaldi, Argento vivo Continua a leggere “Punto e virgola”

LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando

Da «Orlando furioso», XXIII 100-134, XXIV 1-14

XXIII, 100
Lo strano corso che tenne il cavallo
del Saracin pel bosco senza via,
fece ch’Orlando andò duo giorni in fallo,
né lo trovò, né poté averne spia.
Giunse ad un rivo che parea cristallo,
ne le cui sponde un bel pratel fioria,
di nativo color vago e dipinto,
e di molti e belli arbori distinto. Continua a leggere “LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando”

ANDREA CAPPELLANO I comandamenti di Amore

Da «De amore», libro primo

Sappi che i dodici principali comandamenti d’amore sono i seguenti:
I Fuggi come peste nociva l’avidità e ricerca il suo contrario.
II Conserva la castità per l’amante.
III Non cercare volutamente di turbare la donna legata all’amore di un altro.
IV Non scegliere l’amore di quella donna con la quale il naturale pudore ti impedisce di contrarre nozze.
V Ricordati di evitare soprattutto le menzogne.
VI Non confidare il tuo amore a troppe persone.
VII Segui gli insegnamenti delle donne e legati sempre alla cavalleria d’amore.
VIII Nel dare e nel ricevere piaceri d’amore mai deve mancare il senso di pudore.
IX Non essere maldicente.
X Non spubblicare gli amanti.
XI Sii sempre cortese e civile.
XII Nei piaceri d’amore non sopraffare la volontà dell’amante.

ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore

Il plebeo, perché meriti di essere amato da una donna più nobile, deve superare in gentilezza tutti gli uomini nobili e più nobili.

Da «De amore», libro primo

Chi, dunque, vuole essere considerato degno di militare nell’esercito d’amore, non dev’essere prigioniero di nessuna avidità ma potente per troppa generosità, giacché deve donare a quanti più può. E dove vede che è necessario dare, soprattutto alle persone nobili e piene di gentilezza, e dove pensa che la sua generosità torni utile a qualcuno, non deve aspettare la richiesta di chi chiede, perché ogni cosa concessa dietro richiesta sembra pagata a caro prezzo. Se pure non si riconosce la necessità di donare, a chi chiede la cosa di cui ha bisogno, bisogna donarla con animo così allegro che nel suo cuore resti l’impressione gradita e piacevole di avere ricevuto il dono di un amico più che di prenderne materialmente possesso. Continua a leggere “ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore”

CAPAREZZA La mia parte intollerante

Da «Habemus Capa» (2006)

3°B di un I.T.C.
Una classe di classici figli di…
Ho dubbi amletici tipici dei 16
Essere o non essere patetici?
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi
Amici che spesso mi chiamano Nessy
Indefessi mi pressano come uno stencil
Bud Spencer e Terence Hill repressi
Con grossi limiti ma imbottiti di bicipiti
Da divi che invidi, vengono i brividi
Se per fare i fighi lasciano lividi Continua a leggere “CAPAREZZA La mia parte intollerante”

FLAVIO MARACCHIA Il baule è vuoto

[Gli opliti di Aristotele, 5 settembre 2022]

Il baule è vuoto. Il tempo lo ha riempito di parole, lunghe file di parole che si annodano e attorcigliano fino a perdere completamente di senso. Dentro quel baule manca invece l’unica cosa che dovrebbe essere gelosamente custodita: la cura nelle relazioni. Nessuna traccia dell’attenzione necessaria, della tenerezza perfino, così come della sincerità e del riguardo che si devono in qualsiasi vero rapporto dialogico. Ecco come sta diventando la scuola. Un baule vuoto.

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Laghi

In Italia i laghi sono mille e cinquecento, nel mondo sono più di cento milioni. I laghi sono importanti per tante ragioni, la prima delle quali è che contengono l’87 per cento dell’acqua dolce, allo stato liquido, del pianeta. I laghi sono una risorsa fondamentale per il rifornimento idrico e la sicurezza alimentare (in particolare per l’irrigazione e la pesca), oltre che destinazioni turistiche e fonte di ispirazione per poeti e scrittori. I laghi sono anche un bel sistema di allarme dei cambiamenti climatici, attraverso una serie di indicatori fisici, chimici e biologici […]. I laghi stanno cambiando rapidamente a causa del clima e dell’antropizzazione, i cui effetti combinati sono poco conosciuti e raramente valutati a livello globale. Continua a leggere “Laghi”

UGO FOSCOLO In morte del fratello Giovanni

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentili anni caduto:

la madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,

sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta;
e prego anch’io nel tuo porto quiete: Continua a leggere “UGO FOSCOLO In morte del fratello Giovanni”