Lasciamoli lavorare (19)

La revisione del Testo Unico potrebbe nascondere alcune insidie. La prima riguarda la ristrutturazione del consiglio di istituto sul modello disegno di legge Aprea (era nel contratto?): riduzione di membri, tappetino rosso per uno o più esponenti del territorio. Meno democrazia, privatizzazione. Reazioni molto tiepide da parte dei sindacati e del personale della scuola. Un’altra insidia è la possibilità dell’aumento di ore di lavoro per un (misero) aumento di stipendio. Misero l’ho scritto io, è una sorta di intuizione. Ci aveva provato Profumo ad aumentare l’orario di servizio, prevedeva di portare l’orario dei docenti a 24 ore a parità di stipendio. C’è anche l’ipotesi che l’aumento riguardi solo il Nord. Che sia in qualche modo legato alla regionalizzazione. I sindacati sono sul piede di guerra. Tra le altre forme di protesta leggo di un’iniziativa dei sindacati maggiori che si è tenuta in Campania il 22 marzo e che aveva uno slogan vibrante: «Per la scuola che unisce».

Cambiamento climatico

Un numero crescente di studiosi avverte che il cambiamento climatico rende più probabili i conflitti, in particolare in alcune aree del pianeta. L’aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni estremi come siccità e alluvioni, e la loro maggiore variabilità e imprevedibilità, rendono vulnerabili intere regioni, dal Ciad al Bangladesh, dalla Nigeria allo Yemen. Tutti posti dove l’emergenza climatica, unita a povertà e malgoverno, rischia di fare da detonatore. E di far precipitare i paesi in una spirale perversa, perché le guerre aumentano la povertà, che a sua volta alimenta le guerre. Con un altro fattore chiave: la disuguaglianza.
Giovanni De Mauro, «Internazionale»

Perfino il più moderato degli scienziati (non degli economisti) ti dirà che per fermare la catastrofe climatica bisogna ripensare l’economia globale e ridistribuire la ricchezza del pianeta.
Alyssa Battistoni, Jacobin Continua a leggere “Cambiamento climatico”

RENATA PULEO Prove tecniche di autonomia

[La scuola delle 3 i, 12 marzo 2019]

Nell’ultima bozza dell’intesa sottoscritta dai Governatori del Veneto e della Lombardia con il Presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, all’art 10 si chiede la potestà legislativa in materia di istruzione, prerogativa che non compare nel testo dell’Emilia Romagna. La scuola viene indicata da tutti i commentatori, favorevoli, contrari, prudenti e possibilisti, come uno dei nodi centrali in tutto questo processo avviato da alcuni anni e divenuto urgente con la Lega al governo. Per inciso, il fatto che Stefano Bonaccini, Governatore dell’Emilia Romagna, non abbia chiesto il trasferimento di questa materia, non denota scarsa attenzione o fiducia verso lo stato centrale, quanto la consapevolezza che la rete delle scuole della regione funziona bene così come si è andata configurando con i precedenti governi locali Continua a leggere “RENATA PULEO Prove tecniche di autonomia”

HANS CHRISTIAN ANDERSEN I vestiti nuovi dell’imperatore

Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tanto possedere abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con la massima eleganza. Non si curava dei suoi soldati, non si curava di sentir le commedie, o di far passeggiate nel bosco, se non per sfoggiare i suoi vestiti nuovi; aveva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: “È in Consiglio!” di lui si diceva sempre: “È nello spogliatoio!”
Nella grande città dove egli abitava, ci si divertiva molto; ogni giorno arrivavano stranieri, e una volta vennero due impostori; si spacciarono per tessitori e dissero che sapevano tessere la stoffa più straordinaria che si poteva immaginare. Non solo i disegni e i colori erano di singolare bellezza, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili a quegli uomini che non erano all’altezza della loro carica o che erano imperdonabilmente stupidi. Continua a leggere “HANS CHRISTIAN ANDERSEN I vestiti nuovi dell’imperatore”

Lasciamoli lavorare (18)

Leggo su Tecnica della Scuola una filza di dichiarazioni di Bussetti che fa tornare improvvisamente la voglia di dire: ma lasciamoli lavorare, perdio. Bussetti per prima cosa dice che gli studenti sono al primo posto (mentre chi ci ha preceduto aveva altre priorità: il sistema e l’organizzazione). Parla degli sforzi che sta facendo il governo per «efficientare il sistema e per rendere più qualificata la nostra università». È convinto che bisogna ripartire dal sapere (le conoscenze, eh, non le competenze) «valorizzando la cultura, per progettare un futuro di benessere per un nuovo corso per l’Italia e l’Europa». Se il pensiero del ministro è, come dovrebbe essere, riportato fedelmente, ripete ben tre volte benessere in un crescendo di emozioni: il futuro di benessere, la promessa del benessere collettivo, il benessere che scaturisce dal progresso economico reso possibile dalla ricerca.

Per le risorse stanziate in favore del benessere ripassate più tardi.

DANILO CORRADI – GIOVANNA CALTANISSETTA Perché l’autonomia differenziata minaccia la scuola pubblica

[Jacobin Italia, 11 marzo 2019]

Le regioni più ricche del paese vogliono gestire per conto loro l’istruzione, sottraendola al principio di solidarietà

Nelle ultime settimane, dopo un iter svoltosi in un impressionante silenzio, l’«autonomia differenziata» ha iniziato a essere argomento politico di un qualche interesse per i mass media, anche in virtù dei malumori sorti almeno in una parte del partito di maggioranza del governo.

Il progetto dell’autonomia differenziata è reso possibile dalla Riforma del Titolo V della Costituzione che definisce le materie oggetto di una possibile devoluzione di competenze dallo stato alle regioni. La Riforma del Titolo V è datata 2001 (legge Costituzionale 3/2001) e targata centrosinistra (elaborata durante il Governo D’Alema e approvata sotto il Governo Amato) Continua a leggere “DANILO CORRADI – GIOVANNA CALTANISSETTA Perché l’autonomia differenziata minaccia la scuola pubblica”

Dio, patria e famiglia andranno di moda

Lasciamo stare dio e la patria. La famiglia va intesa come famiglia tradizionale. Le famiglie arcobaleno non sono famiglie, sono unioni. Ce lo insegna il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, Lega: «La legge ha riconosciuto dei diritti alle unioni fra persone dello stesso sesso e questi sono previsti della legge e sono doverosi. Altra cosa è dire che queste unioni costituiscono una famiglia, visto che la Costituzione prevede che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna. Il giorno in cui verrà cambiata la Costituzione, dovremo definire famiglie queste unioni, ma per ora sono una cosa diversa». Attilio Fontana, per inciso, ha sostenuto in campagna elettorale che la razza bianca è a rischio estinzione Continua a leggere “Dio, patria e famiglia andranno di moda”

GIOVANNI BOCCACCIO Lisabetta da Messina

Dal «Decameron», IV giornata

I fratelli d’Ellisabetta uccidon l’amante di lei: egli l’apparise in sogno e mostrale dove sia sotterato; ella occultamente disotterra la testa e mettela in un testo di bassilico, e quivi su piagnendo ogni dì per una grande ora, i fratelli gliele tolgono, e ella se ne muore di dolor poco appresso.

Finita la novella d’Elissa e alquanto dal re commendata, a Filomena fu imposto che ragionasse: la quale, tutta piena di compassione del misero Gerbino e della sua donna, dopo un pietoso sospiro incominciò:

La mia novella, graziose donne, non sarà di genti di sì alta condizione come costor furono de’ quali Elissa ha raccontato, ma ella per avventura non sarà men pietosa: e a ricordarmi di quella mi tira Messina poco innanzi ricordata, dove I’accidente avvenne.

Erano adunque in Messina tre giovani fratelli e mercatanti Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Lisabetta da Messina”

Alternanza scuola lavoro

L’Alternanza Scuola Lavoro nuoce gravemente alla salute e alla vita di studenti, disoccupati, precari e lavoratori. Con 180 milioni di ore di lavoro, gratuito e obbligatorio, cedute ogni anno alle imprese, agli enti pubblici e al terzo settore, l’Alternanza Scuola Lavoro sottrae oltre 100.000 posti di lavoro.
Studenti genitori insegnanti contro l’alternanza scuola-lavoro, Roma

Corifei

È dimostrato che in tutti i Paesi europei in cui l’alternanza scuola-lavoro è consolidata e dotata di una precisa struttura organizzativa, e in quelli in cui l’apprendistato non è semplicemente un contratto ma un vero e proprio segmento del percorso formativo, le scuole contribuiscono fortemente a favorire l’occupazione e lo sviluppo industriale.
Federico Batini, Maria Ermelinda De Carlo, Tantalternanza, in “I quaderni della ricerca”, 30, 2016

Il sistema scolastico non ha più il monopolio della trasmissione del sapere

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Scuole pubbliche: per non tacere sugli attacchi delle destre e dei piromani

[Roma Levante, 5 marzo 2018]

Negli scorsi giorni si sono verificati eventi inquietanti all’interno e nei pressi di alcuni istituti superiori romani. Estremisti di destra che, pur non frequentandole, imperversano fuori e dentro i licei, e piromani ancora non meglio identificati che appiccano il fuoco a un terzo Istituto e seminano il caos in via Aquilonia incendiando le auto parcheggiate. Scene di pericolosa e incontrollata violenza che preoccupano e chiamano a una risposta decisa e coesa da parte di tutti noi.

Mercoledì 20 febbraio, al Liceo Benedetto da Norcia, l’aggressione con calci e pugni ai danni di un ragazzo, reo di mostrare scarso interesse per un volantino propagandistico distribuito da militanti di una formazione romana di estrema destra Continua a leggere “Scuole pubbliche: per non tacere sugli attacchi delle destre e dei piromani”