ANTONIO CALABRÒ Gramsci e la cultura classica

[Huffington Post, 25 agosto 2016]

Perché studiare il latino e il greco? E che cultura di base deve dare la scuola, per formare innanzitutto persone, ragazzi e ragazze dotati di cultura e coscienza critica, cittadini? Dibattito antico. E continuamente riproposto, anche sulle questioni chiave della qualità dell’educazione, dell’utilità degli studi, del rapporto tra scuola e lavoro.

Perché studiare il latino e il greco? E che cultura di base deve dare la scuola, per formare innanzitutto persone, ragazzi e ragazze dotati di cultura e coscienza critica, cittadini? Dibattito antico. E continuamente riproposto, anche sulle questioni chiave della qualità dell’educazione, dell’utilità degli studi, del rapporto tra scuola e lavoro. Continua a leggere “ANTONIO CALABRÒ Gramsci e la cultura classica”

To everything turn, turn, turn (17)

Il ministro Fioramonti, da quando si è insediato al ministero dell’Istruzione, ha trattato i seguenti temi: sostenibilità ambientale, educazione civica (uno dentro l’altro), l’esame di stato non è un quiz a premi (di qui l’abolizione delle buste nel colloquio, motivo di stress e fastidio per i candidati, obbligatorietà del tema di storia tra le prove scritte (fatto), risorse per il personale della scuola (da fare), dimissioni nel caso di mancato stanziamento delle risorse per l’istruzione (non rassegnate), bonus per i meritevoli (abolito), cancellazione dell’obbligo dell’Invalsi (è diventato obbligatorio grazie al ministro Fioramonti), riduzione dei precari a massimo 100.000 unità (da fare), concorsi (da fare), docenti che devono fare centinaia di chilometri per insegnare (ha manifestato la propria solidarietà) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (17)”

Prof, lei sta dalla parte delle guardie? (Faq 3)

Prof, qual è la giustificazione dell’esistenza della religione a prescindere dal bisogno di consolazione?
Prof, ma se cade una saponetta per terra si sporca la saponetta o si pulisce per terra? (dopo un’ora di lezione su La ginestra di Leopardi)
Prof, la carne di elefante si mangia?
Prof, può vedere su giallo zafferano se c’è la ricetta del caciucco?
Prof, Cavour portava gli occhiali tondi o quadrati?
Prof, perché si chiama spedizione dei Mille se erano 1087?
Prof, secondo lei oggi Dante sarebbe favorevole alla cannabis?

A me mi

A me mi e a te ti sono casi particolari di quel fenomeno sintattico (detto dislocazione) che consiste nell’anticipare o posticipare un elemento della frase riprendendolo tramite un pronome. Un fenomeno attestato nell’uso dell’italiano fin dalle sue origini. Qui la ripresa riguarda il pronome personale, usato prima nella forma tonica (me), poi in quella atona (mi). Non si tratta propriamente di un pleonasmo (cioè di una ripetizione inutile), ma di una sottolineatura ottenuta mettendo in evidenza l’elemento che si ritiene più importante.
Vocabolario Treccani

A me mi par di sì: potete domandare nel primo paese che troverete andando a diritta.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi

Quella foto lì, a me mi piaceva molto.
Paolo Nori, Spinoza Continua a leggere “A me mi”

GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini

Da Nuvole, 10 giugno 2018]

La “buona scuola”, cioè la legge 107/2015, è stata una delle riforme simbolo della breve, ma assai distruttiva, stagione del renzismo. Doveva essere un chiaro successo: assunzioni, investimenti e innovazioni sembravano ottimi slogan per veicolare la legge, conquistare l’opinione pubblica, consolidare la leadership riformatrice del fiorentino in un settore, dal punto di vista elettorale, cruciale per il pd come la scuola. Invece, essa si è rivelata un boomerang, tanto che lo stesso Renzi nel governo fotocopia Gentiloni, dopo la batosta referendaria del 2016, non volle la Giannini al ministero dell’istruzione sostituendola con Veleria Fedeli, passato di sindacalista Cgil, con missione speciale di recupero consensi fra insegnanti e professori.

Prima di soffermarci sulle criticità della “buona scuola” è forse utile ricordare alcuni mutamenti introdotti che non hanno avuto tanta eco nell’opinione pubblica ma che sono importanti. Continua a leggere “GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini”

How I feel when I decline

Mancano le risorse ma i docenti sono nel cuore delle famiglie italiane, scrive Ilvo Diamanti su Repubblica, commentando un sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop. La spesa per l’istruzione in Italia è circa l’8% per cento della spesa pubblica. La media Ue è del 10,2%: «Siamo, cioè, in fondo alla graduatoria europea». La tendenza non è cambiata nonostante il ministro Fioramonti abbia minacciato di incatenarsi davanti al ministero dell’Economia.

Le famiglie pensano tuttavia che la professione di insegnante sia ancora prestigiosa, specialmente gli insegnanti della secondaria di secondo grado e i maestri (57%). Un po’ più degli insegnanti della scuola media (52%). Più di avvocati, giornalisti, impiegati (di che?), commercianti. Molto più dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei politici. Molto meno di medici, docenti universitari, giudici (in una causa per lo meno sanno da che parte stare), operai, dirigenti di impresa. Quasi alla pari con chef e cuochi. Continua a leggere “How I feel when I decline”

Bicicletta

Ok, arrivi, al lavoro sudato, ma ci arrivi in forma e senza inquinare.
Le regole di Internazionale

Io vado in bicicletta per sentirmi vivo
alle cinque di mattina con la nebbia nei polmoni
però non c’è più Agnese seduta sul manubrio
a cantar canzooooooni, a cantar canzoooooooni
Ivan Graziani, Agnese

Ma dove vai bellezza in bicicletta,
così di fretta pedalando con ardor,
le gambe snelle, tornite belle,
m’hanno già messo la passione dentro al cuor. Continua a leggere “Bicicletta”

STEFANO BENNI L’orobilogio

da «Saltatempo»

«Questa è vita» dice il Dio stirandosi, e con lo sguardo divino individua un fungo prataiolo, e sì che lì non è zona, lo coglie e se lo pappa metà lui e metà il cane.
«Buon appetito» dico io.
«Grazie» dice lui «è una giornata meravigliosa per andare a pescare, o anche perché accada uno stromenamento temporale e si crei uno spazio di Filler-Gauss oppure che uno si innamora di colpo e se ne accorge il giorno dopo».
«Proprio così» dico io.
«Bene, come ti chiami, ragazzo che non vuole andare mai a scuola?»
«Mi chiamano Lupetto.
«Piccolo lupo del bosco» dice il Dio alzando al cielo un dito sozzo e magnifico «goditi la libertà e un giorno avrai l’onore di uccidere l’imperatore. Hai un pezzo di paneterno?». Continua a leggere “STEFANO BENNI L’orobilogio”

CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)

[MicroMega, 15 novembre 2019]

Tenendo a mente l’esigenza del compromesso, e la volontà di lasciarsi definitivamente alle spalle l’esperienza della dittatura, possiamo dunque comprendere l’impegno, unanime, di disegnare un sistema in tutto opposto al modello fascista, ma altrettanto distante dalla cornice istituzionale che aveva favorito la nascita del fascismo. La governabilità fu sacrificata, a vantaggio di una rassicurante intelaiatura di equilibri e contrappesi, in ragione anche di un’istanza anticomunista: una misura di tutela dei partiti moderati di fronte all’eventualità di una conquista della maggioranza da parte delle formazioni di sinistra. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)”

Leopardi fulminato sulla via di Tormarancia

[Da La solitudine del satiro, 21 ottobre 2013]

Le fasi del pessimismo leopardiano sono ridiventate tre. La prima è quella del pessimismo soggettivo ed è una fase dell’adolescenza che prevede la presa di coscienza del pessimismo cosmico. Chiedo a Anais dove l’ha letto. Dice: l’ho sempre saputo. La fonte continua a sfuggirmi. Comunque, ribadisco, vi proibisco di schematizzare le fasi del pessimismo.
Tommaso ha detto che quando Leopardi è stato a Roma ne ha tratto un’impressione molto negativa. Sposando di conseguenza il pessimismo nella versione cosmica. Ecco, non è che Leopardi sia stato fulminato sulla via di Damasco.
Ma in do’ sta la via di Damasco? chiede una
Me sa forse dae parti de Tormarancia dice un’altra