SERGIO SCORZA Scuola Pubblica Italiana: cronaca di una morte annunciata

[Contropiano, 9 giugno 2020]

Ho appena finito di ascoltare, su  Skytg24, le baldanzose rimostranze di una tizia deputata di  Forza Italia che inveiva contro l’attuale governo per la “esiguità degli stanziamenti sulla scuola”.

C’è un limite a tutto, anche alle fesserie. L’onorevole forzaitaliota non ricorda o si guarda bene dal ricordare che il massacro contro la scuola pubblica lo ha iniziato (ed alla grande) proprio il governo di cui il suo partito era alla guida ed il cui ministro dell’istruzione (ribattezzato “della distruzione”) era  Maria Stella Gelmini. Si, quella del “tunnel tra Svizzera e Abruzzo”.

Fu, infatti, in applicazione del famigerato Decreto Legge 112/2008 [1] che furono disposti  10 miliardi  di tagli al bilancio di scuola e università Continua a leggere “SERGIO SCORZA Scuola Pubblica Italiana: cronaca di una morte annunciata”

Equitalia

«Lo sai come funziona Equitalia?».
«Certo che lo so. Prendono dei ragionieri e per prima cosa gli sterminano sotto gli occhi tutti i parenti di primo grado, per renderli immuni dagli affetti familiari. Poi li rinchiudono in delle segrete a pane e acqua per diversi mesi, mentre un addestratore legge ad alta voce Torquemada. Infine…».

Marco Malvaldi, Argento vivo

Il Liceo Virgilio dice no alla scuola dimezzata delle linee guida

Il 26 giugno al liceo Virgilio di Roma a larga maggioranza hanno bloccato i lavori del Collegio sul piano di rientro a scuola approvando a larghissima maggioranza questa mozione.

Molto dell’identità di un Paese si riconosce dalla sua scuola pubblica e dal suo modello di istruzione. La scuola italiana ha cercato – pur tra mille contraddizioni – di diventare quell’istituzione che l’art. 3 della Costituzione indicava: la scuola, unitamente ad altre istituzioni, ha il fondamentale compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono ancora oggi l’effettiva eguaglianza tra tutti i cittadini. La scuola non è una risposta a domanda individuale, non è un servizio, men che meno una merce; è un organo costituzionale e in quanto tale va valorizzato e sostenuto per l’interesse generale della nazione.
L’emergenza Covid, unita alla pericolosa sottovalutazione della funzione cruciale dell’istruzione nella vita collettiva, prefigurano oggi – lo hanno rilevato già molti collegi dei docenti – lo scenario di una scuola letteralmente “dimezzata”, nelle risorse, negli orari, nelle attività, nei risultati. Continua a leggere “Il Liceo Virgilio dice no alla scuola dimezzata delle linee guida”

SANDRA ZINGARETTI Maccarone m’hai provocato?

[post su facebook, 1 giugno 2020]

Ogni tanto qualcuno si lamenta dei troppi acronimi che affliggono il mondo della Scuola, compresi quelli tanto cari al recente documento dell’ANP, l’Associazione Nazionale Presidi (che poi si dovrebbe rinominare ANDS, ma va be’…)
E allora ecco qua: “Maccarone m’hai provocato?”.

DIP (da non confondere con RIP)= Didattica in Presenza

DAD= “Didattica” (purtroppo) a Distanza.

VAD= valutazione a distanza (per valutare “oggettivamente” gli alunni o forse i loro amici, i fratelli, le sorelle, i genitori, i nonni, Internet…).

FAD= sistema di Formazione A Distanza. Padre di DAD e nonno di VAD.

UDA (ex UD, Unità Didattiche, ex MOD, Moduli)= Unità di Apprendimento (D.lgs 59/94 – D.lgs 226/95). Continua a leggere “SANDRA ZINGARETTI Maccarone m’hai provocato?”

FRANCESCO DE GREGORI Parole a memoria

Era solo per ricordare
Il primo verso di una poesia
Una scusa per chiedere scusa
Un modo elegante per andarsene via
O soltanto per averti pensato
O aver pensato male
Per averti dimenticato
Nei regali di Natale
E averti visto sanguinare le ossa
E sudare le mani
Tutta la notte sanguinare le ossa
E maledire domani
E aver lasciato le tue rose bianche
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DAVIDE FIAMMENGHI La sposa-bambina di Montanelli è veramente esistita?

[Strade, 18 giugno 2020]

Sull’onda del tragico assassinio di George Floyd in America, in questi giorni è tornato alla ribalta in più paesi il problema della rivisitazione critica di “grandi” figure con un passato, valutato al metro di oggi, da razzisti e/o misogini. La statua dedicata a Indro Montanelli a Milano è stata nuovamente deturpata invocando il suo passato di colonizzatore fascista e lo stupro di una bambina africana. Sono questioni difficili da risolvere. Da una parte, si corre il rischio di cadere nell’anacronismo, che consiste nell’applicare a epoche storiche remote giudizi e valutazioni basati sulla sensibilità di oggi; dall’altro, con si corre il rischio di contestualizzare troppo, e così facendo salvare mostri con la scusa che furono figli della cultura del loro tempo.

Quello che a molti è sfuggito è che il caso di Montanelli è diverso da quelli di altri paesi (come Winston Churchill, Cristoforo Colombo, Gandhi , Gladstone). Continua a leggere “DAVIDE FIAMMENGHI La sposa-bambina di Montanelli è veramente esistita?”

GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare

[Doppiozero, 10 giugno 2020]

In autunno, sul banco delle novità della biblioteca del liceo in cui insegno, c’era un libro adesso famosissimo, Spillover di David Quammen. L’ho tenuto in mano a lungo, sfogliandolo e leggiucchiandolo; l’amico bibliotecario mi ha chiesto se volevo prenderlo in prestito (mi conosce, e sa che di solito se tengo in mano un libro per un tot poi me lo porto a casa); ci ho pensato su, e poi gli ho risposto: magari in estate, adesso non ho il tempo di leggerlo. E poi, mi sono anche detto: una volta letto, dove trovo il modo di parlarne in classe, io che insegno storia e filosofia? Fatto è che il tempo di leggerlo (è un librone, anche se divulgativo), fra lezioni da preparare, compiti da correggere, e un mare di impegni burocratici da sbrigare, forse non lo avevano neanche le/i collegh@ di scienze.

Poi è arrivata la pandemia Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare”

CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria

[«la Repubblica», 24 giugno 2020]

Lo scandalo della disattenzione sulla scuola sembra non avere limite. La ministra dell’Istruzione ha fatto avere la sua proposta di linee guida a Regioni e sindacati da cui emergono solo due cose chiaramente, entrambe preoccupanti.
La prima è che, in nome dell’autonomia scolastica, che viene comoda quando dal centro non ci si vuole assumere responsabilità, viene delegato totalmente alle singole scuole come “garantire il ritorno alla didattica in presenza”: turni, divisione delle classi in più gruppi, riaggregazione di gruppi di alunni di classi diverse e anche di anni diversi, didattica mista, un po’ in presenza e un po’ a distanza, aggregazione di diverse discipline in ambiti più grandi, possibilità di usare anche i sabati per i turni. Continua a leggere “CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria”

NOAM CHOMSKY Le 10 regole del controllo sociale

– 1) La strategia della distrazione.

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.

La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.

Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali. Continua a leggere “NOAM CHOMSKY Le 10 regole del controllo sociale”

FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori

[Gli opliti di Aristotele, 8 giugno 2020]

Siamo in cinque. I quattro docenti della seconda effe e il Dirigente, che presiede lo scrutinio perché gli tocca la scocciatura di dover superare in qualche modo l’anomalia del maestro che rifiuta di mettere i voti ai bambini. Il che non sarebbe un accidente neanche tanto rilevante se non fosse che rischia di portarsi dietro la conseguenza di produrre un documento pubblico che si fa burla della normativa vigente.

Strano a dirsi, ma la normativa dal prossimo anno scolastico prevede proprio l’abbandono dei voti nella scuola primaria. Ottusamente chiede però ancora per qualche mese l’atto di fede di credere che i numeri possano raccontare i bambini, nonostante la clausura forzata ci abbia costretto a vivere con quei bambini un’esperienza che con la nostra scuola non ha nulla a che fare. Si decreta la fine di un sistema, ma anche quando poter iniziare a riderci sopra. Si assicura d’ufficio la promozione a tutti gli studenti italiani, ma si continua lo stesso a volerli valutare. Anche se hanno sette anni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori”